Amadeus, “Arena ’60, ’70, ’80”: “Condurre all’Arena è un cerchio che si chiude”

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Un evento che sa di amarcord e allo stesso tempo di futuro. Le due serate condotte da Amadeus all’Arena di Verona il prossimo 12 e 14 settembre (ed in onda su Rai Uno ad ottobre) sono un po’ tutto questo. Partire dal passato, ripercorrendo tre decenni mitici per la musica e allo stesso tempo ripartire per riprendersi il domani.

Dalla Sala degli Arazzi del Comune di Verona, il direttore di Rai Uno Stefano Coletta, il Sindaco di Verona Federico Sboarina, l’amministratore delegato e direttore artistico dell’Arena Gianmarco Mazzi e ovviamente Amadeus presentano con gioia e soddisfazione queste serate, frutto di una sinergia ormai collaudata tra la città di Verona e la Rai.

Amadeus, cresciuto a Verona, non ha mai condotto uno show all’Arena e non a caso oggi è sttao definito il suo Amaday.

Gianmarco Mazzi: “Per noi Amedeo è uno di noi, ha messo qui i primi passi della sua carriera e torna finalmente nella sua città. Ama sarà anche il direttore artistico delle serate e sono frutto di una sua idea. Saranno due serate iconiche, anche se è un termine un po’ abusato. La musica è la vera macchina macchina del tempo, riaccende in te emozioni passate. Sarà bellissimo vivere tutto di persona e portare poi in tv tutto il lavoro fattp da Amadeus e il suo staff in tv.”

Il Sindaco Sboarina: “Voglio esordire ringraziando Amadeus. Per noi è stato importantissimo quando, in pieno lockdown, cercavo di mandare messaggi  positivi e Amadeus fece un video di pochi minuti. Servì tanto, ci voleva anche un messaggio come il tuo per tutti i cittadini veronesi. Sarà qualcosa di incredibile. Ogni 40enne, 5oenne e 60enne ha una canzone che ha risuonato nell’Arena di Verona. E risuoneranno nel più grande teatro al mondo. Non poteva non essere Amadeus a dirigere e presentare all’interno della sua e nostra Arena, patrimonio dell’umanità sia formalmente che di una nazione intera, che trova nella bella musica quell’appiglio, quella forza che a volte perdi. “

Stefano Coletta:”C’è sempre molta armonia quandoa viviamo esperienze con la città di Verona, che per la platea televisiva, con i suoi eventi, nell’ultimo anno e mezzo ha rappresentato la vita. Sono molto contento di riuscire a realizzare queste due serate. Vedere da casa lo scenario dell’Arena, rivedere le persone tre gli spalti, significano veramente la ripresa. Abbiamo combattuto per regalare un pò’ di leggerezza seppure nella profondità. Ritroveremo tutti un centro anche grazie a questi eventi. Gli europei di calcio anche ci stanno aiutando in questo,  ritrovarci come Paese nel tifo che avevamo dimenticato. Evocare il ricordo di quegli anni è un altro strumento per far vivere serate di leggerezza ed identità. Ama si metterà anche in gioco, il tracciato narrativo delle serate  infatti  verterà anche sul raccontare la sua storia. Ama è stato protagonista di eventi televisivi in un momento complesso, e resterà un ricordo di cui andare orgogliosi.”

Claudio Fasulo, vicedirettore Rai Uno: “Quella di Amadeus è una bellissima storia, ed è bello che questa festa si celebri all’Arena. Sarà una sorta di Amarena ” – scherza Fasulo. “La squadra sarà in buona parte quella del Festival e come Ama che quest’anno ha fatto un lavoro eccezionale sulla musica. La simbiosi fra classifiche e ascolti non si era mai verificato. “

Amadeus: “Sono realmente emozionato. Abbiamo l’occasione di tracorrere due serate di festa e gioia per me emotivamente importanti. Sono cresciuto qui, sono arrivato con la famiglia all’età di sei anni e tutta la mia avventura è partita da qui. L’amore per la radio è nato qui, in una piccolissima  radio di Borgo Venezia. Il mio sogno era legato all’Arena di Verona, non mi perdevo un’edizione del Festivalbar, desideravo condurlo da qui. Il mio primo autografo l’ho fatto qui fuori l’Arena perché avevo intervistato i Pooh. Ho conosciuto Vittorio Salvetti, Claudio Cecchetto…Salvetti mi voleva sbolognare a qualcuno e mi presentò a Cecchetto (ride-ndr) che voleva solo gente di Milano, e mentendo dissi che avevo casa a Milano. Così andai a consegnare il provino che gli piacque e inziai subito. fui costretto a trovarmi un albergo vicino la radio e dissi che abitavo a Milano per tre mesi. Gli anni sono passati Salvetti mi scelse nuovamente, diventando il mio secondo padre. Fu la persona che più di tutti volle che andassi avanti in questo mestiere. Nei 5 anni di Festivalbar non feci mai una finale in Arena, perchè era chiusa a tutta la musica che non era lirica. Per me sarà molto particolare, per la prima volta a 59 anni condurrò un programma mio qui. C’è una cosa che ci accomuna tutti qui, la passione per la musica. Crediamo debba essere al centro dello spettacolo. Sarà portare i protagonisti originali nel luogo che li ha resi celebri. Europe, Raf, Umberto Tozzi… Tutti i protagonisti originali amati anche dai più giovani.”

Molte trattative sono ancora in corso, alcuni nomi certi sono gli Europe, Loredana Bertè, Patty Pravo, Umberto Tozzi e tanti altri saranno annunciati nelle prossime settimane.

“Il rapporto con l’Arena è particolare, arriva un’energia unica e tutte le canzoni rappresentano qualcosa di particolare. Tutte hanno incontrato il grande successo qui.”- racconta Amadeus.

Fondamentale sarà la ripartenza con il pubblico: “Il pubblico è estremamente importante, nè a Sanremo nè ai Soliti ignoti ho avuto il pubblico. Il silenzio in uno studio o in teatro è terribile. Avere il pubblico ti aiuta  a portare avanti lo spettacolo, a condurre.”- spiega il conduttore.

A proposito di Festivalbar e Arena di Verona, è facile pensare, come presenza femminile, ad Alessia Marcuzzi, che tra l’altro ha appena annunciato di aver lasciato Mediaset. Un’amicizia che ha resistito negli anni, ma nulla è ancora definito nè sulla presenza di Alessia che di altre presenze femminili, che sicuramente saranno sul palco per supportare Amadeus:

“Non abbiamo ancora parlato delle figure femminili iconiche di quegli anni, e ci saranno delle sorprese”– afferma sibillino Amadeus.

E se Amadeus ormai è l’uomo di punta per Rai Uno, per un “Ama Ter” a Sanremo è ancora tutto nebuloso: “C’è stata una rinascita discografica sicuramente, per il resto stiamo valutando…Deve essere un Sanremo importante, della vera ripartenza. Devo capire se posso essere utile a un terzo Sanremo per come va fatto, ovvero alla grande. Fare Sanremo è sempre un onore, e proprio per questo il terzo non deve essere da meno degli altri due ma anzi essere qualcosa in più.”

E Fiorello? “Non ne parliamo mai. Per me lui è una persona speciale, oltre il legame di amicizia che dura da oltre 35 anni. Ha illuminato questi due Sanremo e deve essere lui autonomo nel decidere se eventualmente partecipare e come”

“Ogni decennio musicale  ha la sua ricchezza, ognuno completamente diverso dall’altro. Quegli anni sono iconici senza dubbio, basti pensare al successo di Orietta Berti, applaudita dai 18enni. Non saranno serate nostalgia, ma serate attualissime.”– spiega Amadeus.

“Bisogna dare la musica che piace ai ragazzi per farli avvicinare alla tv, a prescindere dal nome. Basta dare loro la musica che loro ascoltano, il loro mondo. Queste due serate saranno una cosa diversa, che faranno rivivere ai ventenni di oggi i nostri anni. Non cantare un successo di 40 anni è un errore, fa parte delle generazioni. “

I biglietti per assistere agli spettacoli sono disponibili  da oggi sul circuito Ticketone.

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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