Mission: Happy Birthday Mr. Tom Cruise

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Tom Cruise

Nel 1986 il nome di Tom Cruise divenne conosciuto a livello globale grazie a un film di enorme successo ma decisamente “tamarro”, Top Gun.

Questo giovane attore ha poi decisamente cambiato rotta mettendosi in gioco in film importanti, lavorando con alcuni dei registi fondamentali della storia del cinema: Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Brian De Palma, Michael Mann, Stanley Kubrick, Sidney Pollack e molti altri. Scelte non casuali, che hanno aiutato Cruise ad uscire dal ruolo del giovane belloccio e mono espressivo. Sicuramente non siamo di fronte a un talento simile a Marlon Brando o Robert De Niro, ma a un professionista in grado di riconoscere i ruoli giusti per le sue capacità.

Non vedremo mai Tom Cruise interpretare Forrest Gump perché sa benissimo che non sarebbe credibile, ma l’attore sa riconoscere perfettamente quando un personaggio è nelle sue corde, come quando nel 1999 ha preso al volo l’occasione di lavorare con il regista Paul Thomas Anderson, che gli ha cucito addosso il complesso personaggio di Frank T.J. Mackey nel capolavoro Magnolia. Un’interpretazione strepitosa che gli ha fruttato un Golden Globe e una nomination agli Oscar.

Tom Cruise

Ci sono molti film che non avrebbero ottenuto lo stesso successo se ad interpretarli ci fosse stato un attore diverso da Tom Cruise. Difficile pensare al killer Vincent di Collateral con un volto differente al suo, così come per il comandante Nathan Algren ne L’ultimo samurai o Jack Reacher, senza dimenticare l’incredibile e trashissimo produttore, fissato con il rap, Leo Grossman nel grottesco Tropic Thunder.

Tom Cruise

Tra tutti i volti a cui ha dato vita, il più azzeccato e senza dubbio quello dell’agente Ethan Hunt di Mission: Impossible.

Nel giorno del suo compleanno lo ricordiamo in quella che è una delle serie di film action più importanti degli ultimi decenni, con cui ha iniziato la sua carriera di produttore.

Il produttore Cruise e la socia Paula Wagner decidono di dare in mano al grande Brian De Palma la prima avventura di Ethan Hunt per dare un taglio autoriale a una storia basata su una famosa serie tv degli anni ’60, da cui prende solo qualche spunto e pochi personaggi. Mission: Impossible (1996) è un enorme successo al botteghino grazie al riuscito tocco di De Palma che rende personale tutta la parte iniziale, ambientata a Praga, e soprattutto la scena del furto nella sede della CIA in cui Ethan Hunt e appeso a mezz’aria con dei cavi metallici. Ben lontana dallo stile del regista tutta la sequenza finale del treno.

Tom Cruise

Per Mission: Impossible II (2000), Cruise e Wagner scelgono il regista specializzato in action John Woo. Il film supera per incassi il film precedente, ma l’inconfondibile stile del regista, che regala scene d’azione strepitose,  perde con il tempo un po’ del suo fascino nonostante un ottimo antagonista, fragile e crudele nello stesso tempo, interpretato dallo scozzese Dougray Scott, che per girare questo episodio perde l’occasione di essere Wolverine nel primo X-Men.

Tom Cruise

La differenza tra il personaggio di Ethan Hunt e altri agenti segreti famosi come James Bond o Jason Bourne sta soprattutto nel fatto che il personaggio di Tom Cruise ha estremamente bisogno di una squadra al suo fianco.  Non a caso in Mission: Impossible III (2006) arriva un collaboratore essenziale, interpretato da Simon Pegg, in grado di dare un indispensabile nuova vena comica.

Tom Cruise, Ving Rhames, già co-protagonista dal primo film, e il nuovo arrivato danno vita a un’avventura centrata sull’azione e sulla storia d’amore tra Ethan Hunt e la sua futura moglie (Michelle Moneghan), che scatenerà l’innesto principale dell’avventura. Indimenticabile anche il cattivo di questo terzo episodio interpretato da Philip Seymour Hoffman. Il film ha successo, ma non raggiunge gli incassi dei precedenti. In realtà il regista J.J Abrams, autore di serie cult come Alias e Lost, fa un ottimo lavoro sulla psicologia dei personaggi e i fan rivaluteranno Mission: Impossible III negli anni a venire.

Tom Cruise

Il regista dei film d’animazione Ratatouille e Gli Incredibili, Brad Bird, viene scelto per dirigere Mission: Impossible – Protocollo fantasma (2011), che diventa il film del franchise con il più alto incasso, superato solo dal sesto capitolo qualche anno più tardi. Alla squadra di agenti segreti, sempre più compatti e sempre più indispensabili per la missione, si aggiunge l’elemento provvisorio ma fondamentale, William Brandt, interpretato dal già famoso Jeremy Renner.

Il film presenta ancora più ironia e ancora più scene mozzafiato e “impossibili”, che come sempre Cruise gira senza controfigura. La scena in cui Ethan Hunt scala il grattacielo Bur Khalifa di Dubai rimane una delle più riuscite della saga e il backstage con Tom Cruise appeso a dei cavi nel vuoto fa il giro del mondo. Brad Bird con questa avventura porta un dinamismo e una freschezza mai raggiunti prima. Riesce anche a commuovere nel breve finale in cui Hunt rivede per pochi secondi la moglie che ha dovuto lasciare per proteggerla.

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Il quinto episodio, Mission: Impossible – Rogue Nation (2015) e il sesto, Mission: Impossible – Fallout (2018), sono invece legati tra di loro. Hanno come nemico in comune il gruppo terroristico chiamato Il Sindacato, la co-protagonista più riuscita del franchise, Ilsa Faust (Rebecca Ferguson), che lo affianca esibendo un grande carisma e una descrizione psicologica di livello, ma soprattutto lo stesso regista, Christopher McQuerry, che riesce a rinnovare ulteriormente il format con momenti più maturi, complessi e nuovi carismatici personaggi.

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Mission: Impossibile è uno dei rari casi cinematografici che ha acquisito sempre più consensi dalla critica e dal pubblico, grazie soprattutto alle intuizioni del produttore Tom Cruise e alla scelta di affidare le storie a registi con una forte personalità stilistica. Aspettiamo il settimo capitolo, girato in piena pandemia Covid anche in Italia, e il numero otto, praticamente realizzati quasi in contemporanea dal fidato Christopher McQuerry.

Vedremo ancora il cinquantanovenne Tom Cruise girare acrobazie senza controfigure su grattacieli, moto, aeroplani e probabilmente su navicelle spaziali.

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Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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