Antonello Venditti porta il suo “Unplugged Special 2021” a Villafranca: il racconto e la scaletta del concerto

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Antonello Venditti a Villafranca
Foto: Silvia Saponaro

Finalmente dopo ben 10 mesi si torna ad assistere ad un concerto dal vivo, ma il rischio di dover rimandare l’appuntamento è stato davvero concreto: nel pomeriggio, dopo il soundcheck, è stato lo stesso Antonello Venditti a pubblicare su Facebook il video di un’intensa grandinata che si è abbattuta sul palco, ma anche raggiungere il Castello Scaligero di Villafranca di Verona è stata un’impresa non da poco.

Dopo una bomba d’acqua e grandine in autostrada, l’arrivo nella cittadina alle porte di Verona ci apre le porte di uno scenario che ha del post-apocalittico: strade allagate, Vigili del Fuoco in azione, rami divelti e volati in mezzo alla strada e sulle auto in sosta, ombrelloni di bar e pub distrutti e a terra. Insomma tutte le premesse per un concerto annullato o quantomeno da vivere sotto il diluvio.

Invece, come per magia, alle 21:30 in punto una inimmaginabile quanto insperata notte stellata si apre sopra il cortile del Castello Scaligero, ad accogliere Antonello Venditti e la sua band (Alessandro Canini alla batteria e chitarra acustica, Danilo Cherni alle tastiere, Angelo Abate al pianoforte e Amedeo Bianchi al sax), che salgono sul palco per presentare al pubblico veneto l’Unplugged Special 2021.

Prima di iniziare con la musica, Antonello condivide con il pubblico un sentito ricordo di Raffaella Carrà, raccontando della loro profonda amicizia e delle vacanze passate all’Argentario insieme a lei e Renato Zero.
Dopo questa breve introduzione parlata, citando la celebre frase di Enzo Tortora al rientro in televisione dopo l’assurda vicenda che lo vide in galera nel 1983-84, con quel “Dove eravamo rimasti?” si riallaccia al tour precedente, quello del quarantennale di Sotto il segno dei pesci, interrotto a causa della pandemia di Covid-19 ed inizia lo show.

Si parte proprio dal brano del 1978 che diede il titolo a quell’album, seguito da Bomba o non bomba, racconto della “marcia su Roma democratica” fatta da Venditti e De Gregori a suon di musica, partendo da Bologna proprio in direzione della capitale, incontrando sulla strada una serie di personaggi che riflettono il mondo politico dell’epoca: dalla ragazza di Sasso Marconi, che incarna il mondo radicale, al vecchio partigiano di Roncobilaccio, fino alla preveggenza sul Renzismo (l’intellettuale di Firenze), la solidarietà del sindaco ad Orvieto man mano che la rivoluzione in musica prendeva forma, fino ad arrivare alla meta, Roma, dove però quel “finalmente ci fecero suonare” suona come una concessione del potere, quasi a voler dire che una democrazia vera e diretta comunque non è mai possibile.

Si prosegue con un’inedita versione di Sara, che in questa nuova veste unplugged parte lenta per poi crescere nel finale, e Piero e Cinzia, racconto a cui fa da sfondo lo storico concerto di Bob Marley a San Siro del 27 giugno 1980, dedicata per l’occasione a Piero, che oggi vive in Brasile e che Venditti ha ritrovato dopo oltre trent’anni grazie… a Facebook. Quando si dice il potere dei social…

È la volta poi di Giulio Cesare, “restituita” dal cantautore romano ai “legittimi intestatari”, dopo che per anni, a seguito della vittoria della Coppa del Mondo del 2006, aveva sostituito il verso “era l’anno dei Mondiali, quelli dell’86 / Paolo Rossi era un ragazzo come noi” con “era l’anno dei Mondiali, quelli del 2006 / Francesco Totti era un ragazzo come noi”. Un po’ per rendere omaggio alla figura di Pablito, scomparso lo scorso dicembre, ma soprattutto per ricordare il “vero” Paolo Rossi a cui è dedicato quel verso, ovvero uno studente ucciso nel 1966 dai fascisti durante un’aggressione alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma.

Arriva a sorpresa uno dei brani più nascosti della discografia di Antonello Venditti: stiamo parlando di Marta, tratta dall’album Quando verrà Natale del 1974, e definita dallo stesso cantautore romano come una delle sue canzoni preferite, in cui dietro al ritratto di un’adolescente femminile si nasconde proprio lui, con le sue paure e le sue insicurezze giovanili “nascoste” dentro la figura di Marta per “sfuggire” dal difficile contesto familiare in cui è cresciuto.

Si continua con le donne, grandi protagoniste dell’intera discografia di Venditti, ed è la volta di Giulia, canzone che all’epoca riuscì a superare il vaglio della censura perchè evidentemente non capita, come ricorda lo stesso Antonello dal palco. Il brano infatti, nel pieno della rivoluzione sessuale femminista degli anni ’70, parla appunto di Giulia, “rivale” in amore del cantautore nei confronti della stessa ragazza, tanto che alla fine è proprio lei ad avere la meglio (“è Giulia che ti porta via da me”).

Ultima protagonista della parentesi dedicata alle donne è sicuramente quella che racconta la storia più sofferta ed emozionante della serata. Stiamo parlando ovviamente di Lilly e della canzone omonima, scritta per una ragazza di Padova e che racconta il suo rapporto con l’eroina e le crisi di astinenza. Un brano decisamente difficile da cantare, e per questo tenuto fuori dai live per molti anni, come una sorta di “rifiuto” verso il grande successo che ebbe all’epoca (arrivò al numero uno, cosa che portò Venditti a doverlo proporre nelle trasmissioni TV generaliste come Hit Parade, con applausi finti sotto una canzone che parla di droga in modo duro, snaturandone e quindi svilendone il significato).
Ad oltre 40 anni di distanza Antonello si “pente” di quell’arrangiamento con le chitarre, definito forse troppo “da spiaggia”, che ha fatto sì che molte persone trascurassero probabilmente il messaggio contenuto nella canzone, proponendo quindi una nuova versione, più lieve ed intensa nei suoni, che porta a porre molta più attenzione sul testo e sulla terribile storia in esso raccontato.

È il momento in cui Venditti resta solo col suo pianoforte davanti al pubblico, ed è quindi la volta di Compagno di scuola, seguita da Ci vorrebbe un amico, che rappresenta l’occasione per il cantautore romano di raccontare al pubblico un momento molto particolare e difficile della sua vita, salvato proprio da un amico: nel 1980, durante le registrazioni di Buona Domenica allo Stone Castle di Carimate, Antonello era appena uscito dalla relazione con Simona Izzo, che le aveva “portato via tutto: la casa, il figlio, i soldi, il cane, perfino il complesso di colpa”. In quei mesi in cui divideva lo studio di registrazione con Fabrizio De André e Lucio Dalla, fu proprio il cantautore bolognese a salvarlo dalla tentazione del suicidio, trovandogli una casa a Roma ed aiutandolo a ricostruirsi una vita. Proprio riferendosi a questo aneddoto Venditti ha ricordato quanto è importante essere vicino ad un amico in difficoltà, perchè può rappresentare lo spartiacque tra la vita e la morte in quel momento in cui uno decide di tentare un gesto estremo. In questa chiave ricorda il più grande rimpianto della sua vita, ovvero quello di non essere riuscito a salvare Agostino Di Bartolomei, suo grande amico e calciatore della Roma, quel maledetto 30 maggio del 1994.

E proprio la nuova casa di Roma trovata da Lucio Dalla è la protagonista dei due brani successivi: Notte prima degli esami, infatti, è stata la prima canzone che Venditti ha scritto nel nuovo appartamento (“ricordo ancora ogni momento di quando l’ho scritta: l’ho iniziata alle dieci e per pranzo era già finita”), mentre Dimmelo tu cos’è racconta la dolorosa separazione dalla Izzo e la passione scoppiata con la sua nuova padrona di casa.

Il sesso e l’amore sono i protagonisti dei brani successivi: dal perdono che porta alla ripresa di una relazione come in Dalla pelle al cuore alla situazione opposta, l’abbandono, descritta in Unica. Gran finale con carellata di successi: Che fantastica storia è la vita, Amici mai, Alta marea, Benvenuti in paradiso e In questo mondo di ladri.
Unico bis della serata, quantomeno appropriato viste le condizioni atmosferiche che hanno accompagnato il pre-concerto, come ironizza anche lo stesso Venditti dal palco, Ricordati di me (“e tutta la città è allagata da questo temporale”).

Due ore e mezza tra musica, aneddoti, storie di vita ed impegno civile che confermano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che Antonello Venditti è uno dei patrimoni più importanti della musica italiana, capace di coprire oltre quattro decadi della nostra storia restando sempre sulla cresta dell’onda con canzoni di successo, ma soprattutto riuscendo a mantenere una coerenza umana e artistica invidiabile.

Queste le prossime date del tour:
10 luglio – Treviso, Arena della Marca
13 luglio – Ferrara, Piazza Trento e Trieste
17 luglio – Genova, Parco di Nervi
19 luglio – Gardone Riviera (BS), Anfiteatro del Vittoriale
20 luglio – Gardone Riviera (BS), Anfiteatro del Vittoriale
23 luglio – Majano (UD), Festival di Majano
25 luglio – Vigevano (PV), Castello Sforzesco
29 luglio – Taormina (ME), Teatro antico
30 luglio – Taormina (ME), Teatro antico – nuova data
1 agosto – Enna, Castello di Lombardia
1 agosto – Enna, Castello di Lombardia – nuova data
4 agosto – Campobello di Mazara (TP), Cave di Cusa
5 agosto – Campobello di Mazara (TP), Cave di Cusa
8 agosto – Ostuni (BR), Foro Boario
10 agosto – Lecce, Piazza Libertini
11 agosto – Lecce, Piazza Libertini – nuova data
14 agosto – Francavilla a mare (CH), Arena del mare
16 agosto – Cattolica (RN), Arena della Regina
17 agosto – Cattolica (RN), Arena della Regina
22 agosto – Macerata, Sferisterio
31 agosto – Este (PD), Castello – nuova data
2 settembre – Mantova, Esedra di Palazzo Te
4 settembre – Prato, Piazza Duomo
8 settembre – Vicenza, Piazza dei Signori
10 settembre – Castel Sangiovanni (PC), Villa Braghieri
17 settembre – Alghero (SS), Arena rugby Maria Pia
18 settembre – Alghero (SS), Arena rugby Maria Pia

Ecco la scaletta del concerto di ieri sera:
1. Sotto il segno dei pesci
2. Bomba o non bomba
3. Sara
4. Piero e Cinzia
5. Giulio Cesare
6. Marta
7. Giulia
8. Lilly
9. Compagno di scuola
10. Ci vorrebbe un amico
11. Notte prima degli esami
12. Dimmelo tu cos’è
13. Dalla pelle al cuore
14. Unica
15. Che fantastica storia è la vita
16. Amici mai
17. Alta marea
18. Benvenuti in paradiso
19. In questo mondo di ladri

20. Ricordati di me

Qui sotto una photogallery della serata, a cura di Silvia Saponaro:

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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