Black Widow

Prequel sulla vita della Black Widow che dallo spionaggio passò agli Avengers

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Black Widow
di Cate Shortland
con Scarlett Johansson, Florence Pugh, Rachel Weisz, William Hurt, David Harbour, Ray Winstone

Dal 7 luglio al cinema e dal 9 su Disney +

In questo prequel si rivela com’era stata la vita della supereroina russa Black Widow (Johansson) morta nella saga in Avengers: Endgame. Era la finta figlia maggiore in una finta famiglia di spioni russi infiltrati nel cuore dell’America: la finta madre Rachel Weisz, il cervello, il finto padre David Harbour, il muscolo, anzi la risposta russa a Capitan America e la finta sorella Florence Pugh. Tutti finiti male, uno in un gulag, l’altra al servizio del cattivo, la sorellina trasformata in macchina di morte. La Black Widow Johansson è solo una delle tante Black Widow create dalla Red Room, la Stanza Rossa, bambine rapite, addestrate condizionate e trasformate in supercombattenti dal supercattivo Ray Winstone e che solo un gas rosso può liberare dalla maledizione dell’obbedienza da automi . Ok, i supercombattimenti tra terra e cielo ci sono, è un fumetto Marvel, con tutta l’ironia che di solito viene insufflata tra supereroi, ma è un fumetto muscolare tutto femminile, una sorta di femminismo avenger con alcuni risvolti interessanti, e naturalmente il solito pudico nascondere i sentimenti dietro rumorosissimi cataclismi di distruzioni finali. Almeno stavolta si dischiara che questi finali fracassoni sono ispirati a quelli dei film di James Bond, dove il cattivo spiegava tutto allo spettatore e poi Bond gli distruggeva la base segreta e il delirio di onnipotenza. Il suggerimento tra le righe forse è a virare il prossimo 007 al femminile, magari facendolo raccomandare dalla Weisz che è sposata a Daniel Craig.

 

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