Celeste Gaia torna con “No”: «È l’inizio di un nuovo percorso, ho tante canzoni pronte ad uscire»

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Celeste Gaia

La sua Carlo, con la quale nel 2012 aveva partecipato al Festival di Sanremo tra i Giovani, era stata una delle canzoni più trasmesse dalle radio in quell’anno. Celeste Gaia, dopo l’exploit sanremese, aveva poi pubblicato un album, intitolato Millimetro, che aveva ottenuto un buon successo. In seguito, di lei, si erano però un po’ perse le tracce. Nel 2019 era tornata con un singolo, Io mi sento a disagio, ed ora ha pubblicato una nuova canzone, No, che promette essere la prima di una lunga serie. Celeste ha preso in mano la sua vita artistica ed è pronta a ripartire. Anche il video che accompagna il brano, uscito mercoledì scorso, è tutta farina del suo sacco, regia compresa. L’attrice è Carola J. De Lucia.

Abbiamo intervistato Celeste Gaia per parlare del nuovo brano, ma anche di passato e di futuro.

Celeste Gaia

Quando è nata questa tua nuova canzone?
È nata un po’ di tempo fa, però poi è cambiata nel tempo. La canzone è legata al ricordo di un’estate, a un qualcosa che è capitato, l’ho scritta e pensata un po’ come un discorso allo specchio. Una telefonata che uno può fare a sé stesso. Il brano si sviluppa e alla fine dice «lasciamo andare tutto». Si apre solo nella parte finale, anche a livello musicale, testo e musica sono collegati per dare questo messaggio: alla fine lasciamoci alle spalle quel dolore, perché le cose capitano, succedono e bisogna prenderne solo la parte bella.

Ci racconti il video?
Per la prima volta mi sono occupata io di tutto, dalla regia al montaggio alle riprese. Ho sperimentato un linguaggio nuovo per me. All’inizio ero quasi un po’ spaventata, poi ho capito che è un linguaggio che mi può piacere. Finora mi ero trovata solo dall’altra parte, questa volta invece volevo proprio far passare il messaggio della canzone per come la vedevo io. È stato bello sperimentare questo punto di vista e ho capito che ci sono determinati elementi che mi piacerebbe che ritornassero nei video successivi. L’attrice, oltre ad essere bravissima, è anche una mia amica ed è entrata proprio dentro alla canzone. Ci sono dei piccoli elementi che, messi insieme, danno quello che è anche il mondo sonoro che sta dietro al pezzo. È come se fosse un piccolissimo film.

Celeste Gaia

Questo singolo è l’inizio di un nuovo progetto?
È l’inizio di un percorso, ci sono tante canzoni che devono uscire, per poi arrivare alla fine all’album. Oggi si ragiona molto di più per singoli, anche perché la fruizione oggi è molto “one shot”, cinque minuti e poi si passa subito a qualcos’altro. Il lavoro complessivo ha a che fare anche con un determinato tema, molto importante, che è quello del rapporto con il cibo, il mondo del food. Nel video di No, ad esempio, c’è l’elemento della torta, ed anche in tutte le canzoni successive ci sarà un elemento legato al cibo. È un po’ una metafora delle relazioni, sia con sé stessi che con gli altri.

Il tuo singolo precedente si intitolava Io mi sento a disagio e risale a due anni fa.
È stato un piccolo modo per riaffacciarsi, dopo che per un periodo abbastanza lungo non mi sono fatta sentire. È stato un esperimento, per il video ho coinvolto tutte le persone che mi seguivano ed erano rimaste affezionate alle canzoni del mio primo disco. Ho invitato tutti loro a mandarmi un’espressione di disagio e poi le abbiamo montate tutte insieme. Era un modo anche per ironizzare su quello che diceva il brano, un disagio comunque abbastanza leggero, come quando ti trovi fuori con tanta gente e non conosci nessuno.

Celeste Gaia

Perché un periodo di silenzio così lungo dopo il successo del 2012?
Non ho mai smesso di scrivere, è sempre stata un’esigenza per me. Dopo Sanremo ho avuto un lutto in famiglia, è mancato mio padre in soli tre mesi per un tumore. Io mi ero anche appena laureata, perché dopo il Festival avevo voluto finire il percorso di studi che avevo iniziato. Dovevo andare in studio per il secondo disco appena dopo la laurea, quando ho saputo della malattia di mio padre. Non era proprio il periodo migliore ed ho deciso io di staccare. Ci sono due cose che viaggiano in parallelo: lo scrivere, quindi la parte artistica, e poi il mondo con cui hai a che fare che si occupa di questa parte. Sono due mondi distinti, che hanno logiche completamente diverse. In quel momento io non ero pronta, anche psicologicamente, ho fatto un sacco di altri lavori e questo mi ha aiutato molto e tutt’ora mi aiuta. Adesso sono un’artista indipendente e tutto quello che faccio è mio.

Ora, quindi, è il momento giusto?
Sì, lo spero. L’anno scorso, appena prima che chiudessero tutto, tornavo da Firenze perché avevo registrato la canzone in uno studio con Samuele Cangi, il produttore. Avevamo chiuso una tranche di lavori, sono tornata a casa e ho avuto uno pneumotorace al polmone. Un’altra situazione problematica e, una volta in convalescenza, è iniziato il lockdown. Per me non è stata, almeno all’inizio, una privazione, perché comunque non potevo uscire. Questa situazione è stata molto creativa, anche a livello di altri progetti. Ad esempio, ho lanciato progetti di design, un’altra forma espressiva che amo. Io mi trovo bene, a livello artistico, ad esprimermi anche su più fronti, con linguaggi diversi.

Il video di No:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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