Måneskin-mania: primi nella classifica dischi. In Corea cantano Zitti e buoni

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Fenomeno MåneskinTeatro d’Ira V.I, dopo quattro mesi, domina ancora la classifica Fimi degli album più venduti della settimana. Dopo 16 settimane in classifica, il disco sale sul gradino più alto del podio, spingendo al secondo posto l’album omonimo di Sangiovanni.

Con oltre 400 milioni di stream e la certificazione di platino, l’album è anche il vinile più venduto in Italia nel primo semestre 2021. Non è finita qui: Chosen, primo Ep della band, si trova all’ottavo posto dei dischi più venduti della settimana, a distanza di quattro anni, spinto anche dal successo di Beggin’, con cui i nostri hanno conquistato la vetta della Spotify Global Chart, mentre Il ballo della vita, album di debutto (2018), sale all’undicesima posizione.

Il successo dei Måneskin è senza freni: la band ha scalato le classifiche globali e collezionato certificazioni non solo in Italia. I wanna be your slave (presto uscirà il videoclip ufficiale), all’ottava posizione della Top 50 Global Chart di Spotify, è disco di platino anche in Finlandia, Polonia e sei volte disco di platino in Russia. Inoltre è disco d’oro in Austria, Grecia, Norvegia, Svezia e Turchia. Zitti e buoni (3 volte platino in Italia) è certificato oro anche in Olanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Turchia, platino in Finlandia, Grecia e Polonia e cinque volte platino in Russia. Beggin’ è disco d’oro in Finlandia, Malesia, Polonia e sette volte platino in Russia.

A proposito del brano vincitore dell’Eurovision, in questi giorni su TikTok (e Youtube) sta spopolando la cover, realizzata da alcuni artisti coreani. Il brano, dopo la vittoria in quel di Rotterdam, è stato protagonista di varie riletture internazionali. All’appello mancava la Corea. La prima cimentarsi nella cover di Zitti e buoni è Ja Young, vocalist delle Rolling Quartz, rock band composta da cinque ragazze. La cantante si esibisce in italiano, collezionando commenti entusiasti da parte dei fan della band, che lodano anche l’impegno nel destreggiarsi nella nostra lingua.

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La quota maschile delle cover made in Corea la palleggia invece Aivan, compositore di origine canadese/coreana. Durante la pandemia il cantante ha deciso di cimentarsi nella rilettura delle hit di vari Paesi: all’appello non poteva mancare il brano vincitore del l’Eurovision Song Contest. Anche Aivan canta in italiano, dimostrando di padroneggiare la lingua con discreta disinvoltura. I commenti dei fan, ça va sans dire, non mancano neanche stavolta.

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