Niccolò Fabi al Castello Scaligero di Villafranca: il racconto e la scaletta del concerto

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Niccolò Fabi a Villafranca

Ieri sera il tour estivo di Niccolò Fabi ha toccato il bellissimo cortile del Castello Scaligero di Villafranca di Verona, per un concerto che oltre a far parte del giro di live estivi e della rassegna Villafranca non si arrende, è anche il recupero dell’appuntamento previsto per il giugno dello scorso anno al Teatro Romano di Verona. Ed è proprio a tutti quelli che hanno deciso di tenere il biglietto nel cassetto e aspettare l’arrivo di questi “giorni limpidi” per oltre un anno che il cantautore romano ha più volte mostrato nel corso della serata la propria gratitudine.

Un live che affonda le sue radici nel tour teatrale di presentazione di Tradizione e tradimento, ma che dopo un anno e mezzo di Covid-19 è anch’esso mutato, soprattutto nella prima parte, sotto l’influenza emotiva di una pandemia che ancora ci tiene in ostaggio e sotto quella musicale del tour acustico in trio con Roberto Angelini e Pier Cortese della scorsa estate, che ha vestito alcuni dei brani di un nuovo abito.

La prima novità infatti arriva già dall’apertura, affidata ad Evaporare, brano tratto da Novo Mesto (2006), per poi passare a Una somma di piccole cose e proseguire con una canzone che nell’ultimo anno e mezzo ha assunto, anche a detta dello stesso Fabi, un significato profondamente diverso da quello che aveva nel momento in cui è stata scritta, e che con le sue parole di speranza verso il futuro ha accompagnato questi mesi di attesa: stiamo parlando di Filosofia agricola (“Verranno giorni limpidi / Come i primi di quest’anno / Ritorneremo liberi / Come quelli che non sanno”).

Si prosegue con È non è e con Elementare, preceduta da una lunga introduzione in cui Niccolò racconta la nascita del brano: in un viaggio da solo di una decina d’anni fa per raccogliere i cocci di se stesso dopo un momento particolarmente difficile della sua vita si trovata in Provenza, fermo in macchina a bordo strada, coi finestrini aperti per far entrare ovunque quell’odore di lavanda tipico della zona. Quella situazione ha generato in lui una sorta di sensazione se non proprio di pace quantomeno di conforto che lo ha portato, al rientro nella casa che aveva preso in affitto, a scrivere Elementare in nemmeno un’ora, come se gli fosse stata suggerita da qualcuno che in quel momento era vicino a lui con lo spirito pur non essendoci fisicamente.

Si prosegue con Il primo della lista e La promessa, per arrivare ad un’inedita versione di Amori con le ali, presentata in una nuova veste semi-acustica, molto diversa da quella profondamente elettronica contenuta in Tradizione e tradimento, ma che con questo nuovo arrangiamento riesce ad essere ancora più delicata e perfettamente inserita nel suono che Niccolò e la band hanno scelto di dare a questo live.

Un particolare medley unisce Una buona idea e Diventi inventi, brano che ha dato il titolo alla raccolta pubblicata nel 2017 e che viene presentato per la prima volta dal vivo in questo tour, con la frase-simbolo della canzone, “Fare assomigliare la tua vita ai desideri / E ricordarsi di essere sinceri”, ripetuta all’infinito come un mantra, in un botta e risposta con il pubblico, quasi a voler fare in modo che tutti, a forza di cantarla, interiorizzino e facciano proprie queste parole, come fosse uno scopo di vita, una missione per ambire al meglio, per se stessi e il prossimo.

Quella che accompagna Fabi sul palco non è solo una band, ma una sorta di famiglia allargata, composta da musicisti e artisti che hanno condiviso insieme al cantautore romano una grossa fetta di vita, e che oltre al loro talento mettono al servizio delle canzoni anche il sentimento e l’emozione che deriva dall’amicizia. Stiamo parlando di Roberto Angelini (chitarre, ARP e cori), Pier Cortese (chitarre, iPad e cori), Alberto Bianco (basso, chitarre e cori), Daniele “Mr. Coffee” Rossi (Synth, piano e Moog) e Filippo Cornaglia (batteria, elettronica e Glockenspiel).

Questo essere amici ancor prima di essere gruppo si riflette nella scelta scenografica di non prevedere il classico schema con il cantante al centro della scena circondato dalla band. Per dirla alla Battiato manca il “centro di gravità permanente”, perchè un centro vero e proprio non c’è, è lasciato volontariamente vuoto per far sì che possa essere mutevole a seconda del momento: una volta è Niccolò, un’altra sono le emozioni che ci danno le parole delle canzoni, ma esattamente a metà concerto il centro diventano, a turno, anche i tre cantautori che accompagnano Fabi in questa avventura: inizia quindi Pier Cortese cantando Te lo ricordi, poi è la volta di Roberto Angelini con Condor, fino ad arrivare ad Alberto Bianco che presenta Fantastico, il suo ultimo singolo cantato proprio in coppia con Niccolò, come a chiudere questa parentesi e riallacciarsi al discorso precedente.

Ma oltre ai sei sul palco c’è tutta una squadra di tecnici, fonici, backliners che, come dice Fabi “fa il lavoro oscuro, e per questo è vestita di nero”, ma che è fondamentale per la riuscita dello spettacolo. È proprio a loro che viene dedicata Io sono l’altro, canzone inno dell’empatia e dell’uguaglianza, vincitrice del premio Amnesty International 2020.

Ultima parte, questa sì, che si riallaccia al tour di presentazione di Tradizione e tradimento, con una carrellata di capolavori uno dietro l’altro: Ecco, Vince chi molla, Una mano sugli occhi, Costruire, fino alla chiusura con Scotta.
Standing ovation prolungata e meritata per un filotto di brani dalla potente carica emozionale e di altissima scuola cantautorale.

I bis si aprono con Facciamo finta, capolavoro tratto da Una somma di piccole cose, per poi iniziare a far sgranchire le articolazioni delle ginocchia del pubblico dopo due ore seduti con Il negozio di antiquariato, fino alla chiusura con l’immancabile Lasciarsi un giorno a Roma, tutti in piedi a saltare e cantare. L’incredibile giro strano che fa la musica: una canzone che allegra non è, visto che parla della fine di una relazione e del dolore che si attraversa in quei momenti, si trasforma in un momento di catarsi collettiva, in cui lasciarsi andare e “scatenarsi” in questi ultimi 5 minuti di live.

Un concerto di Niccolò Fabi è una sorta di elogio della lentezza, un invito a lasciare la propria vita, con i problemi, le ansie e le preoccupazioni fuori dal luogo del concerto per un paio d’ore e portare dentro solo la propria anima, lasciandosi cullare ed emozionare dalle parole delle canzoni del cantautore romano.
In questi tempi frenetici e soprattutto in questo momento storico così particolare e incerto, prendersi un po’ di tempo per godere della bellezza e delle emozioni che donano le canzoni di Niccolò è quasi una sorta di necessità: un balsamo per l’anima.

I prossimi appuntamenti del tour

16 luglio – Cesena (FC), Rocca Malatestiana
17 luglio – Cesena (FC), Rocca Malatestiana (recupero concerto del 25 luglio 2020)
18 luglio – Gardone Riviera (BS), Anfiteatro del Vittoriale (recupero concerto del 26 luglio 2020)
19 luglio – Collegno (TO), Flowers Festival
23 luglio – Sarzana (SP), Piazza Matteotti (recupero concerto del 24 luglio 2020)
24 luglio – Firenze, Piazza SS. Annunziata (recupero concerto del 26 giugno 2020 e del 26 giugno 2021 al Teatro Romano di Fiesole)
26 luglio – Caserta, Belvedere di San Leucio
30 luglio – Prata D’Ansidonia (AQ), Area Archeologica di Peltuinum
31 luglio – Locorotondo (BA), Locus Festival (recupero concerto dell’8 agosto 2020)
8 agosto – Fordongianus (OR), Antiche Terme Romane (recupero concerto del 5 agosto 2020)
10 agosto – Castiglioncello (LI), Castello Pasquini
11 agosto – Castelnuovo di Garfagnana (LU), Fortezza di Mont’Alfonso
12 agosto – Gavorrano (GR), Teatro delle Rocce
15 agosto – Linguaglossa (CT), Colonnato dei Domenicani
16 agosto – Noto (SR), Scalinata della Cattedrale
18 agosto – Lecce, Piazza Libertini
29 agosto – Feltre (BL), Piazza Maggiore (set acustico)
2 settembre – Servegliano (FM), Parco della Pace
3 settembre – Molfetta (BA), Banchina San Domenico
6 settembre – Milano, Carroponte (recupero concerto del 9 settembre 2020  e del 9 settembre 2021 al Magnolia)
16 settembre – Lanciano (CH), Parco Villa delle Rose
24 settembre – Campitello di Fassa (TN), Rifugio Micheluzzi (set acustico)

La scaletta del concerto

1. Evaporare
2. Una somma di piccole cose
3. Filosofia agricola
4. È non è
5. Elementare
6. Il primo della lista
7. La promessa
8. Amori con le ali
9. Una buona idea / Diventi inventi
10. Te lo ricordi (Pier Cortese)
11. Condor (Roberto Angelini)
12. Fantastico (Alberto Bianco)
13. Io sono l’altro
14. Ecco
15. Vince chi molla
16. Una mano sugli occhi
17. Costruire
18. Scotta

19. Facciamo finta
20. Il negozio di antiquariato
21. Lasciarsi un giorno a Roma

Photogallery (a cura di Silvia Saponaro)

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

1 COMMENTO

  1. Un articolo davvero bellissimo, che descrive perfettamente quello che abbiamo vissuto sabato sera, anche “dentro”… Grazie!

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