Buon Compleanno Harrison Indy Han Ford

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Harrison Ford

Si autodefinisce una persona noiosa e in effetti potrebbe sembrare un perfetto uomo della strada, con il piccolo dettaglio che in realtà è una delle star più pagate di Hollywood, protagonista di diversi film tra i maggiori incassi della storia e con il potere di mettere mano alle sceneggiature. Contrariamente a molti attori della sua generazione considerati dei trasformisti, Harrison Ford preferisce cercare ruoli che si adattino alla sua fisicità e personalità. Che indossi cappello e frusta o giacca e cravatta Ford è sempre Ford.

Arrivato a Los Angeles da Chicago diventa commesso ai grandi magazzini Bullock’s mentre ottiene piccoli ruoli al cinema e in tv. Si ritrova a fare il cameraman a un concerto dei Doors e diventa falegname provetto. Mentre ripara il tetto del produttore Fred Harrison si ritrova sul set di American Graffiti, diretto dal futuro amico George Lucas che nel 1977 lo trasformerà in uno degli eroi più cool del cinema con il personaggio del mercenario Ian Solo (nella versione originale Han Solo) in Guerre stellari.

Il suo ruolo-cameo più cult lo avrà con Francis Ford Coppola nel 1979 in Apocalypse Now, con cui aveva già lavorato nel 1974 nel capolavoro La conversazione.

Il colpo di fortuna totale arriva quando Tom Selleck, a causa di impegni precedenti, rifiuta di interpretare Indiana Jones ne I predatori dell’arca perduta. Il produttore George Lucas consiglia al regista Steven Spielberg di provare con Harrison Ford e la scelta si rivela più che azzeccata. Ford dà il massimo e si cuce addosso un ruolo memorabile riuscendo anche a fare un piccolo cambiamento alla storia del film quando, durante le riprese in Tunisia, dei problemi gastrointestinali colpiscono tutta la troupe compreso il protagonista.

Nella famosa scena del duello con l’uomo armato di scimitarra, inizialmente il copione prevedeva un momento di lotta, ma per finire presto di girare, ed evitare un ulteriore improvviso problema intestinale, Ford propone al regista una modifica improvvisata: il colpo di pistola entrato poi nel mito.

Harrison Ford

Nel 1982 è il momento di Blade Runner. Il cacciatore di androidi Rick Deckard arriva sugli schermi grazie al talento visionario di Ridley Scott. Il pubblico, che avrebbe voluto vedere  un altro personaggio simile a Indiana Jones, non si affeziona alla storia e il film è un fiasco. Blade Runner inventa un nuovo mondo visivo e una nuova grammatica che nel tempo lo trasformerà nel cult che tutti conosciamo. La carriera di Ford è comunque decollata e negli anni azzecca un serie di enormi successi e i film non riusciti si possono davvero contare sulle dita di una mano.

Ian Solo e Indiana Jones spopolano nei seguiti degli anni ’80, ma con il bellissimo thriller sociale e sentimentale di Peter Weir, Witness – Il Testimone, ha la sua prima, e al momento unica, nomination agli Oscar. Lavora in seguito con il regista Roman Polański nel bellissimo Frantic e nella commedia di Mike Nichols Una donna in carriera, che lo dirigerà anche nell’ottimo A proposito di Henry.

 

Di nuovo un successo planetario con Il fuggitivo e importanti performance in opere dirette da registi del calibro di Sydney Pollack (Sabrina, Destini incrociati), Alan J. Pakula (Presunto innocente, L’ombra del diavolo) e Robert Zemeckis nel thriller paranormale Le verità nascoste.

 

Negli ultimi anni l’abbiamo visto risalire sul Millennium Falcon nel settimo capitolo di Star Wars: Il risveglio della Forza e nuovamente nei panni di Rick Deckard nel criptico Blade Runner 2049, con un ruolo da co-protagonista a cui il regista Denis Villeneuve lascia il bellissimo e commovente finale.

Harrison Ford

Proprio durante i festeggiamenti del suo settantanovesimo compleanno Harrison Ford sta lavorando al quinto capitolo della saga di Indiana Jonas e un po’ tutti siamo speranzosi di vedere un’opera lontana dal pessimo Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, ma più vicina al grande livello delle prime tre storiche e indimenticabile avventure dell’eroe accessoriato di una frusta e di un inseparabile cappello portafortuna.

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Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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