Muriki: «La comunità dovrebbe avere sempre il senso di accoglienza»

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muriki attilio errico agnello
Foto dalla Pagina Ufficiale Facebook @Murikiafrobeat

La tradizione musicale dell’Africa si incontra con quella del Mediterraneo, tra innovazioni e radici, tra testi in inglese e dialetto che raccontano il legame tra i due continenti: tutto questo è Muriki.

Si tratta del nuovo omonimo EP di Attilio Errico Agnello che, come specifica nella nostra intervista, fa da capofila a questo nuovo progetto composto da 5 tracce, pubblicato da Redgoldgreen in collaborazione con Programmazione Puglia Sounds Record.

Il nome del progetto Muriki fa riferimento ai primati “acrobati” della foresta atlantica, che hanno tra le caratteristiche che più colpiscono quella di un forte senso di comunità e insieme di una assenza di competizione sociale.

A questo EP, la cui composizione è iniziata prima dell’emergenza sanitaria, hanno collaborato anche:  Pietro Gioia (tromba),  Francesco Fioravanti  (chitarra), Pietro Sinatra (batteria), Paolo Mazziotti (basso), Tupachanga Cuba (percussioni) e Valentina Bausi (cori).

E proprio il brano in cui c’è anche la voce di Valentina Bausi ad aprire l’ep: Involution.

Perchè proprio questo singolo? Questo e molto altro nella nostra intervista.

Attilio Errico Agnello, Muiki, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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