In collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano
Nato il 27 giugno 19041 a Varsavia, Krzysztof Kieslowski conosce un’infanzia povera e malinconica. Nel 1969 si laurea alla Scuola Superiore di Lodz, all’epoca un’istituzione cinematografica tra le più prestigiose al mondo e dopo un faticoso apprendistato nel documentario e in televisione, inizi la sua carriera dietro la cinepresa, segnalandosi con le sue prime opere, Il cineamatore, Il sottopassaggio, Il personale e Il primo amore, tutti girati negli anni Settanta. Parallelamente l’artista polacco diviene avvocato e soprattutto difensore coraggioso dei diritti civili nel suo paese, in un periodo travagliato da lotte politiche sociali. Nel 1983 il regista in visita al Museo Nazionale di Varsavia, affascinato da un’illustrazione delle tavole dei dieci comandamenti, ha l’ispirazione per la realizzazione del Decalogo, dieci film prodotti per la televisione, uno per ogni comandamento. Una sorta di bibbia laica, un viaggio nella coscienza del mondo contemporaneo, che riscuote straordinari consensi ai festival di Cannes, di Venezia e presso il grande pubblico, confermandolo come un autore europeo di talento. Proseguendo il suo personale discorso morale sull’uomo, firma la trilogia ispirata ai colori della bandiera francese, corrispondenti ai tre principi di libertà, uguaglianza e fraternità: un omaggio anche alla nazione che ormai lo ospita abitualmente dal 1990, anno in cui ha firmato un altro capolavoro, il thriller metafisico La doppia vita di Veronica. Film Blu, Film Bianco e Film Rosso rappresentano il suo testamento spirituale. Il 13 marzo 1996 compare dopo una difficile operazione al cuore a soli cinquantaquattro anni. Il suo tocco elegante, impalpabile e il suo scandagliare l’animo umano con passione, emozione e distacco, non hanno ancora trovato un degno erede. Il ciclo della Cineteca Milano Meet propone anche alcuni titoli meno noti come La Cicatrice, 1976 e Senza fine, 1984.







































