Elio compie 60 anni: una playlist dalle Storie Tese fino a Jannacci

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Elio e Le Storie Tese in concerto a Collisioni 2018 - 29 giugno 2018 - © Foto: Riccardo Medana

La prima cosa che ho pensato quando stamattina ho letto che Elio ha compiuto 60 anni è stata “sto diventando davvero così vecchio?”, un po’ alla stregua di quel “sto diventando forse ricchione” di Supergiovane. Sì, perchè Elio e le Storie Tese sono diversi dalle band normali, che invecchiano come tutti quanti, ti sembrano sempre quegli allegri cazzoni che cantano le canzoni della tua adolescenza.

Certo, si sono sciolti (ve ne abbiamo parlato qui e qui), ma siamo fiduciosi che dopo la promessa del concerto a Bergamo, non appena questa pandemia avrà allentato un po’ la sua morsa, ci sarà un meritato (per noi fan) tour reunion, come dei Litfiba qualsiasi.

Anche perchè va bene che nel frattempo c’è stata una pandemia che ci ha costretti un anno e mezzo dentro casa, ma il progetto Mangoni Campovolo 2021 (seppure l’architetto sia da sempre un artista a sé, quindi slegato formalmente dalla band) non può finire nel dimenticatoio.

Nell’attesa che tutto questo possa finalmente un giorno diventare realtà, oggi vogliamo fare gli auguri ad Elio per i suoi 60 anni, e lo facciamo con una playlist che cerca di scovare brani un po’ più alternativi e nascosti rispetto ai grandi classici del repertorio di Elio e le Storie Tese, oltre a qualche deviazione nei progetti paralleli di Elio solista.
Buon ascolto!

Non potevamo non cominciare con un mitico brano tratto dal primo mitico album della band, Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu (per la cronaca la traduzione letterale dal cingalese recita “Fotti con Elio fino a sborrare”). Stiamo parlando di Cateto (qui sotto nel live dell’ultimo concerto, quello di Barolo del 29 giugno 2018), canzone che ci lascia un messaggio davvero importante: la merda non è così brutta come la si dipinge.

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Proseguiamo in ordine cronologico, passando al secondo magnifico album del complessino, Italyan, Rum Casusu Çikti (anche qui lingua straniera, questa volta cipriota, che sta a significare “Si è scoperto che l’italiano era una spia greca”).  Nella fantastica versione live tratta dai Lugano Tapes del 2000 insieme a Riccardo Fogli e Sir Oliver Skardy, vi proponiamo una delle canzoni più belle di tutta la discografia eliatica: Uomini col borsello (ragazza che limoni sola).

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Nel 1993 esce Esco dal mio corpo e ho molta paura, raccolta di brani che non sono entrati nei primi due album e che fanno parte del repertorio degli inizi degli Elio e le Storie Tese, quando per quasi un decennio hanno suonato nei più disparati locali di tutta Italia, portando canzoni come Perdo anche l’ultimo dente e cerco di riavvitarlo o Vecchio all’USSL (cover di Back in the USSR dei Beatles). In questo videoclip ufficiale, tratto dalla VHS OscarRafone e girato proprio durante le sessioni di registrazione dell’album, troviamo (Gomito a gomito con l’) Aborto, che vede la partecipazione del mitico Tonino Cripezzi dei Camaleonti e di Demo Morselli alla tromba. Piccola nota: nel video c’è anche il compianto Feiez, co-autore del brano. Così Elio presenta la canzone: «Grazie, adesso c’è un altro pezzo veramente forte, infatti è un pezzo che parla dell’aborto. Ma dell’aborto non quello lì diciamo brutto, quello vero. Dell’aborto visto come un’entità astratta. Cioè immaginatevi con uno sforzo che esista, perché c’è, un aborto, un’entità no? Come fosse un amico. Oppure come se fosse un… non un Dio ma come se fosse un… un ideale… l’aborto. Immaginatevelo. E questo nostro pezzo parla infatti della nostra vita gomito a gomito con l’aborto, e il titolo di questo brano è proprio Gomito a Gomito con l’Aborto, pensate!»

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Il 1996 è l’anno del boom per Elio e le Storie Tese: la partecipazione a Sanremo con La terra dei cachi li porta alla ribalta e li fa entrare di diritto tra i grandi della musica italiana. Dall’album Eat The Phikis vi proponiamo Omosessualità, canzone che all’epoca fu anche premiata dal Circolo Mario Mieli per le sue parole. Anche qui dobbiamo notare una particolarità: siccome Faso non è mai stato un amante del genere trash punk, il basso in questa canzone lo suona direttamente Elio, come si può vedere anche da questa esibizione live a Roma del 1996, introdotta da Vladimir Luxuria e con una simpatica traduzione simultanea dal russo, oltre agli imperdibili sottotitoli in inglese.

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Nel 1998 esce Peerla, altra raccolta di vecchi brani mai pubblicati, b-sides e materiale vario ed eventuale disponibile all’epoca come esclusiva del cofanetto Perle ai porci, che comprendeva tutti gli album editi dalla band fino a quel momento. In questo cd troviamo molte sigle di Mai dire gol, ad esempio, ma vogliamo proporvi Ti amo campionato, presentata in chiusura dell’edizione 1998 del programma della Gialappa’s band, dopo la fine di un campionato decisamente travagliato a livello arbitrale (ricordate il famoso rigore di Ronaldo?). Altra curiosità: questa canzone, così come Sabbiature, compresa nello stesso album, è una versione un po’ più corta rispetto alle 12 ore della mitologica Ti amo.

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Siamo ad un passo dal nuovo millennio, è il 1999, Feiez non c’è più da pochi mesi, colto da aneurisma proprio mentre stava suonando in un live della Biba Band il 23 dicembre 1998, la rabbia per la scomparsa dell’amico è tanta ed esce un disco decisamente strano, spesso cupo e dal titolo volutamente complicato da pronunciare, Craccracriccrecr. Da questo disco scegliamo Il signor speziale, intro di Farmacista, che ci fa dare un’occhiata anche su un’altra grande passione di Elio: la lirica.

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Dopo la colonna sonora del film Tutti gli uomini del deficiente (1999) e il disco dal vivo Made in Japan (2001), nel 2003 arriva Cicciput. Tra i brani dell’album ce n’è uno che è un vero e proprio pezzo di bravura e di tecnica musicale. Si tratta di Pagàno, che vi proponiamo in una magistrale interpretazione dal vivo, tratta dal live nella redazioni di Vanity Fair tenutosi a dicembre 2010.

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Il 2004 e il 2005 vedono il rilascio di due tripli album live, sintesi dei cd brulè registrati nei tour di quegli anni: stiamo parlando di Il meglio di Ho fatto due etti e mezzo, lascio? e Il meglio di Grazie per la splendida serata. Nel 2008, a cinque anni di distanza dal precedente lavoro, arriva Studentessi (titolo gentilmente preso in prestito da Ilona Staller, in arte Cicciolina), che contiene il brano forse più impegnato a livello civile della discografia degli Elii. Stiamo parlando ovviamente di Parco Sempione, scritto da Elio, Faso e Cesareo per Rocco Tanica, che a quei tempi era molto attivo nel cercare di salvare il Bosco di Gioia dalle mire della Regione Lombardia, che aveva deciso di costruire proprio lì la nuova sede regionale. Rocco arrivò perfino a fare uno sciopero della fame, ma non ci fu niente da fare. C’è anche un riferimento, nemmeno troppo velato, all’allora presidente della regione Roberto Formigoni: nella copertina del singolo ed anche nel videoclip del brano, spicca l’accostamento tra una formica gigante (quindi un formicone) e la merda, assieme ad una strana iscrizione in stile Settimana Enigmistica: c=g. Il passo è breve e ovviamente sta a significare “Formigoni merda”. All’epoca in Regione Lombardia non la presero troppo bene. D’altronde come dice il brano, “se ne sono battuti il cazzo / ora tirano su il palazzo / han distrutto il Bosco di Gioia / questi grandissimi figli di troia”. Eccola qui in una versione live tratta dal concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano del 26 ottobre 2009.

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Dopo la pubblicazione di Gattini, raccolta di brani riarrangiati in versione orchestrale, nel 2013, assieme alla seconda partecipazione al Festival di Sanremo, arriva L’album biango, chiaro riferimento al White Album dei Beatles. Da qui volevo trarre un brano sconosciuto ai più e praticamente mai eseguito dal vivo, ripescato miracolosamente solo per il tour d’addio. Si tratta di Luigi il pugilista, storia romantica di un pugile con gli occhiali che vince sempre pur essendo scarso perchè nessuno può picchiarlo, visto che non si mena la gente con gli occhiali. Probabilmente fosse stato in uno dei primi album sarebbe diventato un brano e un personaggio di culto, al pari di Supergiovane, ma purtroppo è passato quasi inosservato.

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Passano altri tre anni e arriva quello che ad oggi è l’ultimo album di inediti del complessino, ovvero Figgatta de blanc (titolo chiaramente ripreso da Reggatta de blanc dei Police), che al suo interno contiene Vincere l’odio, brano in gara al Festival di Sanremo 2016. Da qui non ci sentiamo di estrarre alcuna canzone perchè l’album purtroppo non è all’altezza della carriera e del nome degli Elio e le Storie Tese, e gli unici due episodi molto sopra la media non sono cantati da Elio, ovvero She Wants (cantata da Sergio Antibiotice, cioè Rocco Tanica), e Bomba intelligente, brano di Francesco di Giacomo, musicato ed postumo dagli Elii sopra la traccia vocale del cantante del Banco.

Ma in quella che ad oggi è l’ultima uscita discografica della band, ovvero l’album Arrivedorci, datato 2018, c’è uno dei pezzi più belli, intensi ed emozionanti che gli Elii abbiano mai pubblicato: stiamo parlando de Il circo discutibile, canzone scritta da Rocco Tanica e che sembra una sorta di lascito a chiusura di una carriera, molto più di quella Arrivedòrci presentata in gara al Festival di Sanremo, con anche le preziose parole di Federico Fellini a chiudere il brano. Anche io devo ammettere che al primo ascolto, sapendo che sarebbe stata la loro ultima canzone inedita, mi sono commosso. Ecco il video tratto dall’ultimo concerto a Collisioni: al piano, a sorpresa, il ritorno di Rocco Tanica… pardon, Carlo Ponte, il miglior impersonatore di Rocco Tanica. Chiediamo scusa per la presenza completamente inopportuna del voiceover degli speaker di RTL.

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Come sorta di bonus track, per collegarci tra il mondo Elio e le Storie Tese e i progetti paralleli di Elio da solista, vogliamo proporvi una splendida interpretazione di Largo al Factotum, aria tratta da Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. L’esibizione è presa dal concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano del 26 ottobre 2009, e vede la partecipazione della Filarmonica Arturo Toscanini.

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La passione di Elio per la musica classica e lirica traspare anche da “comparsate” fino a tour veri e propri, per proporre i grandi classici di questo genere.
In questo video lo troviamo con i Cameristi alla Scala di Milano per proporre Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev.

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Ovviamente non possono mancare le variazioni sul tema, ed ecco Pierino e il luppolo, tratta dal mitico tour con Claudio Bisio, Coèsi se vi pare, del 2006.

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Ma Elio non ha mai dimenticato neanche le origini sarde della sua famiglia, ed ha quindi collaborato spesso con i Tenores di Neoneli. Ecco un’apparizione tv di qualche anno fa in cui eseguono Sa terra ‘e su entu, versione in lingua sarda de La terra dei cachi.

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Chiudiamo questa lunga carrellata di video con un video molto recente, che ci porta direttamente dentro il progetto che Elio sta portando in giro in questo periodo: uno spettacolo per celebrare e ricordare il genio ed il talento di Enzo Jannacci. Ecco quindi una versione di Ci vuole orecchio del grande cantautore milanese, eseguita dal vivo a Propaganda live su La7 nella puntata del 14 maggio 2021.

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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