Buon compleanno al genio anni ‘80 John Landis

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John Landis

Quando i cinefili sentono il nome di John Landis appare come un lampo nella mente il terribile incidente che avvenne nel 1982 sul set del film Ai confini della realtà. Un film a episodi diretto da Landis, Steven Spielberg, Joe Dante e George Miller che suscitò clamore proprio a causa dei fatti avvenuti sul set dell’episodio di Landis, che essendo anche produttore, era totalmente responsabile di ogni parte organizzativa.

Durante una scena su un elicottero il pilota perde il controllo dopo una finta esplosione e nello schianto muoiono il protagonista Vic Morrow, padre dell’attrice Jennifer Jason Leigh, e due bambini di origine vietnamita. Una tragedia che ha sconvolto la vita di moltissime persone presenti quel giorno. Landis subì un processo di nove mesi ma venne assolto, la sua carriera continuò, ma Hollywood prese le distanze e non sempre il regista riuscì a realizzare i suoi progetti. A causa di quella tragedia vennero modificate tutte le regole di sicurezza sui set e si istituì la figura di un “Responsabile della sicurezza”.

John Landis a 28 anni sforna 4 successi consecutivi come Animal House, The Blues Brothers, Un lupo mannaro americano a Londra e Una poltrona per due, lanciando definitivamente la carriera di John Belushi, Dan Aykroyd, Tom Hulce e Griffin Dunne.

Landis è il classico genio della Hollywood anni ‘70 e il suo nome è immediatamente sinonimo di uno stile e di un mondo cinematografico nuovo. I primi due film, Slok (1973) e Ridere per ridere (1977), servono come “palestra” per affinare un certo cinema demenziale che attinge da citazioni anche extracinematografiche. Animal House è pura goliardia portata sul grande schermo attraverso le avventure, gli scherzi e la “follia” dei collage americani.

John Landis

Landis, che abbandono gli studi a 17 anni per diventare fattorino alla 20th Fox, ha un universo culturale tutto suo da cui attinge per reinventare i generi cinematografici che conosce molto bene e nel 1980 porta in scena il road movie musicale che tutti conosciamo, The Blues Brothers. Attraverso il Blues, che il regista ama particolarmente, crea un irriverente e più che divertente spaccato della realtà americana con personaggi vicini all’illegalità molto più empatici rispetto alle figure più conservatrici e “legali”. The Blues Brothers è come un giro sulle montagne russe pieno di personaggi eccentrici e meravigliosi, capitanati da Dan Aykroyd e dal talentuoso John Belushi, che ci lascerà nel 1982 con una dose di speedball.

John Landis

Se The Blues Brothers è uno dei grandi momenti del cinema contemporaneo, il film successivo non è da meno. Nel 1981 realizza il capolavoro Un lupo mannaro americano a Londra e inventa un nuovo genere che mescola vero horror, con scene violente e crude come il genere richiede, e vera grottesca comicità, differenziandosi totalmente dalle parodie horror viste fino a quel momento. Il tutto con una sapienza visiva e narrativa eccezionale, effetti speciali innovativi, realizzati da Rick Baker, e un finale action straordinario girato in gran parte nella vera Piccadilly Circus a Londra. Grazie a questo film viene introdotto per la prima volta il premio come Miglior Trucco alla notte degli Oscar, che naturalmente Baker si porterà a casa.

John Landis

Nel 1982 è il momento del classico Una poltrona per due, il film di Natale della televisione italiana. Una screwball comedy sul doppio, gli inganni e ribaltamenti ispirata ai classici di Mark Twain. Landis era all’apice della carriera e i protagonisti scelti per i ruoli principali erano Gene Wilder e Richard Pryor. Quest’ultimo, prima dell’inizio delle riprese, strafatto di cocaina si cosparge il corpo di rum e si dà fuoco, procurandosi ustioni anche di terzo grado. Tutto cambia ed entrano in scena l’amico Dan Aykroyd e Eddy Murphy, reduce dal successo del film 48 ore e dal Saturday Night Live. Il film è uno dei successi dell’estate americana e Landis è di fatto uno dei grandi registi americani.

John Landis

A cavallo degli ultimi due film realizza il video di Thriller per Michael Jackson, rimasto colpito dal lavoro fatto per Un lupo mannaro americano a Londra, e il primo episodio de Ai confini della realtà che, pur funestato dal terribile incidente, rimane il più bello del film insieme a quello diretto dal regista di Mad Max, George Miller.

Landis torna a dirige un buonissimo comedy/noir nel 1985, Tutto in una notte, con Jeff Goldblum e Michelle Pfeiffer. Il film subisce varie critiche per l’eccessiva violenza di alcune scene, in particolare quella di un annegamento, ma negli anni diventa un piccolo cult grazie a una serie di comparse d’eccezione come David Bowie, Roger Vadim, Paul Mazursky, David Cronenberg, Jonathan Demme e molti altri. In Italia purtroppo gira ancora una versione censurata.

John Landis

Da qui in poi Landis sembra “perdersi” e farà una serie di film meno efficaci come I tre amigos!, Spie come noi, Oscar – Un fidanzato per due figlie, il grosso successo commerciale de Il principe cerca moglie e il sottovalutato film di vampiri Amore all’ultimo morso. Al momento sembra aver chiuso la sua carriera cinematografica nel 2010 con il buon Ladri di cadaveri, ma continua a essere celebrato in tutto il mondo con retrospettive e omaggi.

Oggi compie settantuno anni, ma lo spirito di un tempo sembra ancora intatto e un giorno potrebbe farci qualche magnifico scherzo tornando dietro la macchina da presa.

Il video di Thriller:

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