Il movimento culturale francese che ha rinnovato il linguaggio cinematografico
È l’estate del 1956 quando in un appartamento parigino, quello di Claude Chabrol, alcuni giovani ed entusiasti cineasti, Godard, Resnais, Rohmer, Truffaut e Malle, si ritrovano per discutere il futuro del cinema francese. In casa Chabrol, quell’estate Jacques Rivette gira il cortometraggio Le coup de berger, interpretato anche da Truffaut, che l’anno successivo realizzerà il suo primo corto Les mistons. Coinvolto da questo fervore creativo, lo stesso Chabrol si lancerà nel 1958 nell’avventura del lungometraggio con Le beau Serge. Esplode così alla fine degli anni Cinquanta il mito della Nouvelle Vague, la “nuova ondata”, termine coniato dalla giornalista Francoise Giroud, ispirato dall’ardore creativo della rivista Cahiers du cinéma. Per rendere omaggio al movimento culturale che ha rinnovato il linguaggio cinematografico, la Cineteca Milano Meet (via Vittorio Veneto, 2), ci propone nove capolavori da rivedere. Di François Truffaut vedremo I quattrocento colpi (1959), per il quale il regista vinse al Festival di Cannes il premio per la migliore regia, Tirate sul pianista (1960) e l’intramontabile Jules e Jim (1961). Di Alain Resnais in calendario Hiroshima mon amour (19599, sceneggiato da Marguerite Duras, candidato all’Oscar. Protagonista della rassegna con altri due capolavori è Jean-Luc Godard con Il disprezzo (1963) e l’imperdibile Una donna sposata (1964). Biglietto 7.50 Euro.







































