Senhit: «Sanremo, perché no? Autori e produttori fatevi avanti»

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Smaltita la delusione per il piazzamento all’Eurovision Song Contest, Senhit si racconta tra nuovi progetti e curiosità. La cantante italo eritrea calca la mano sulla libertà che si respira sul palco della kermesse internazionale. “Un microfono sul mondo” che ha deciso di raccontare in un viaggio virtuale con Luca Tommassini, proponendo ogni mese, in una veste inedita, uno dei brani passati sul palco dell’Eurovision. Senhit lancia su Spettakolo anche due messaggi: il primo, contro l’abbandono degli amici a quattro zampe. “Sono proprio incazzata”, dice. Il secondo: “Andare a Sanremo? Perché no? Autori e produttori fatevi avanti!”.

Intervista

All’Eurovision hai rappresentato San Marino per la seconda volta dopo dieci anni. Superata la delusione della classifica? (è arrivata ventiduesima)
Se ci penso mi viene ancora un po’ di “carogna” (sorride). Alla fine è andata bene lo stesso, ho portato San Marino in finale, un gran privilegio. Speravo in un privilegio più alto… pazienza! I pronostici mi volevano sicuramente più in alto.

Colpa della giuria o del televoto?
La sfortuna del televoto. Regole dell’Eurovision alla mano, non puoi sapere da chi arrivano davvero i voti.

Intanto dall’Italia avevi il tifo di Loredana Bertè…
Sì, esatto (sorride), e anche di Laura Pausini, che mi ha mandato un messaggio e mi ha sostenuto su Instagram. Le soddisfazioni me le sono prese. Hanno vinto i Måneskin, e va bene così, sono contenta per loro, se lo meritano.

Con te sul palco c’era Flo Rida. Vi siete sentiti dopo Rotterdam?
Sì, siamo rimasti in contatto, è una persona molto disponibile. Fino all’ultimo non ero sicura che potesse arrivare, causa le restrizioni del Covid, per fortuna poi è filato tutto liscio e si è creata una bella alchimia. Con lui sono nate tante idee, che vedrete (mi auguro) nei prossimi mesi.

Dal palcoscenico dell’Eurovision passano messaggi importanti, di uguaglianza e inclusione. Quanto è importante per te salire su un palco come quello?
Molto importante. Ero amareggiata per la cancellazione dell’edizione 2020: dopo l’esperienza del 2011 avevo voglia di calcare di nuovo quel palco con Freaky, perché conteneva un messaggio importante. È andata ugualmente bene con Adrenalina,  l’importante è essere all’Eurovision, un posto in cui non esiste alcun tipo di pregiudizio. È come un microfono sul mondo. Adrenalina ha un testo apparentemente più leggero. In realtà è un’esortazione a non mollare, a cercare di tenere alto l’umore dopo un periodo così difficile.

Con Luca Tommassini hai realizzato un progetto che viaggia in parallelo allo spirito della manifestazione…
Cancellata l’edizione 2020, in cui avevo già “arruolato” Luca Tommassini (direzione artistica), nell’attesa dell’edizione di quest’anno ci siamo inventati un modo per far compagnia ai fan. Freaky Trip To Rotterdam è la nostra visione sul mondo della kermesse: ogni mese abbiamo lanciato uno dei brani passati sul palco dell’Eurovision, con nuovi arrangiamenti, creando delle piccole opere d’arte (con look di Simone Guidarelli). Un viaggio che ora ci dispiacerebbe mettere da parte, infatti pensiamo ad un continuo, che può essere un booklet o un CD. Mi sono proprio appassionata a quel mondo, per questo ho cercato di mettere in luce quanto questo contest possa unire Paesi e pensieri diversi tra loro.

Tutti i video sono visibili sul canale Youtube di Senhit.

L’Italia ha snobbato la manifestazione per alcuni anni. Ospitarla il prossimo anno farà bene al nostro Paese?
Tantissimo. L’Italia non ha partecipato per ben 14 anni, è tornata in gara nel 2011, anno della mia prima partecipazione. Ha vinto dopo 31 anni, e io sono fiera e felice, così “gioco” in casa anche io. L’Eurovision è una macchina da guerra pazzesca, ma credo che gli italiani possano fare tutto. Ora spero nella scelta di Bologna (tra le città candidate)!

A proposito di Bologna, città in cui sei nata, è uno di quei posti in cui si mangia particolarmente bene. Come te la cavi in cucina?
(Ride). Zero, io mi metto dall’altra parte, seduta e mangio.

Sei in buona compagnia. Il piatto che mi riesce meglio (da buona campana) è la mozzarella di bufala con pomodori.
(Ride ancora). La mozzarella di bufala… (sorride “sognante”). La mangerei tutti i giorni!

È vero che hai esordito con Fiorello nel mitico Karaoke?
Sì! (sorride) Avevo 14 anni. Passava in un paesino della Romagna, così chiesi a mia mamma di accompagnarmi. Cantai Ragazzo fortunato (Jovanotti), ero e sono una gran fan di Lorenzo. Vinsi anche la serata, ho ancora il Canta tu a casa! Da lì ho iniziato a cantare.

In teatro invece hai debuttato con un napoletano doc…
Il napoletano doc! Il grande Massimo Ranieri. È stato la mia guida teatrale, non potevo trovare un Maestro migliore. Sono sempre stata fortunata, ho avuto la fortuna di lavorare con dei mostri sacri, e imparare tutto da loro.

Come vedi il palco di Sanremo?
(Sorride sibillina). Perché no? Sanremo è una grandissima vetrina, se avessi il pezzo giusto… Per fortuna negli ultimi tempi il Festival si è sdoganato. Faccio un annuncio su Spettakolo?

Fallo!
Autori e produttori, fatevi avanti! Mandatemi la “canzone giusta”!

Intanto sui social hai lanciato una campagna importante, contro l’abbandono dei nostri amici a quattro zampe.
Sono seduta di fronte a Buddy, il mio bellissimo cane, un meticcio che arriva da un canile di Brindisi. Sono sempre stata una “gattara”, poi mi sono innamorata… Come si fa ad abbandonarli? Portateli al canile, se vi siete stancati! Siete dei… Sono parecchio incazzata.

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