The Suicide Squad – Missione suicida

Non è sequel non è un prequel, è suicida e sono tutti matti

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Suicide Squad Missione Suicida
di James Gunn
con Margot Robbie, Idris Elba, John Cena, Joel Kinnaman, Jai Courtney, Joseph Oliveira.

Considerato Birds of Prey con protagonista Harley Quinn e le sue ragazzacce, siamo al quarto film sui supereroi cattivi. Vabbé, cattivi, insomma. Il tema è sempre: la sezione cattivissima del Governo guidata dalla terribile signora Waller usa i criminali metaumani (cioè super e complessati come i supereroi, ma criminali) e li manda a morire per la Patria. A morire dal ridere, ma in modi davvero splatter. Stavolta a Corto Maltese (bella citazione), paese misterioso dove i cattivissimi militari tengono una creatura oscura dallo spazio profondo. Primo assalto con sorpresa. Muoiono quasi tutti. Ma la Suicide Squad è nel secondo assalto. Novità rispetto allo standard: ancora più fessi, sparano agli alleati. C’è il supersicario vanitoso ma ne trova uno più vanitoso di lui, c’è Stallone trasformato dall’elettronica in squalo che parla e pensa come uno squalo, c’è un metaumano edipico che vede la mamma dappertutto e gli spuntano pois colorati e fulminanti: quando uccide sembra una composizione di Damien Hirst, e quando Harley Quinn va alla carica invece di una scia di sangue lascia dietro di sè l’equivalente floreale del padiglione coreano a una delle ultime Biennali d’arte di Venezia. E viene il sospetto che il gesto artistico folle e sarcastico sia il vero obiettivo del film, diretto dal Gunn di I guardiani della Galassia. Tanta musica scelta bene e persino le battute fatte dei militari trasformati in zombie spaziali sono memorabili. Contate quanti ne restano vivi e in quali ruoli, ripensate alla Sporca dozzina e ai Magnifici sette e immaginate quanto nuovo (si fa per dire) stanno riciclando dal vecchio. Qualche minuto in meno non guastava.

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