Marco Masini: «È solo un primo step, ma mi mancava il pubblico. Spero che il Green Pass riporti la normalità»

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Marco Masini a Majano

Ieri sera sul palco dell’Arena concerti del Festival di Majano è salito Marco Masini per il suo tour ElettroAcustico 2021. Con lui Massimiliano Agati alla batteria, Cesare Chiodo al basso e alle chitarre acustiche e Lapo Consortini alla chitarra.

Il live ricalca l’evento in streaming andato in onda dal Teatro della Pergola di Firenze lo scorso maggio (e che vi abbiamo raccontato qui) con l’aggiunta di un paio di brani (trovate la scaletta del concerto di ieri sera in fondo all’articolo, insieme alla photogallery del live).

Prima del concerto abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Marco nei camerini per scambiare due chiacchiere sul tour e sulla situazione della musica dal vivo in Italia, con la coincidenza che quello di ieri era un concerto che in qualche modo “inaugurava” l’obbligatorietà del green pass per l’accesso.

La nostra intervista

L’ultima volta che ci siamo sentiti eri alle prese con le prove generali per il concerto in streaming. Ti avevo chiesto che effetto pensavi che ti avrebbe dato, ma ovviamente non potevi ancora saperlo. Ora che è successo ripartiamo da quel momento: che effetto ti ha fatto suonare in un teatro vuoto?
È stato un effetto diverso, sicuramente, e certaente più triste che suonare in un teatro pieno. Suonare in un teatro vuoto è come fare una partita di calcio senza pallone, o come far l’amore vestiti. E come stiamo vedendo purtroppo siamo ancora destinati a vivereuna situazione in cui le cose si evolvono step by step, credo anche in una maniera più lenta del previsto, perchè cambieranno regole, leggi, decreti, e vivremo ancora per anni in questa situazione.

Speriamo non proprio anni, magari un po’ meno.
La situazione è chiara, e ad ondate risalgono i contagi. Quindi finchè conteremo i contagi dovremo adattarci e convivremo con una situazione che è un po’ più difficile del solito. Dobbiamo imparare ad accettarla.

Oggi (ieri, ndr) inauguri la stagione degli eventi che prevedono l’obbligo del green pass per poter partecipare.
Anche questa è una nuova situazione, e spero che questo green pass non spaventi la gente, non facendola venire al concerto, perchè la nostra è una categoria già fragile.
Io il green pass lo metterei ovunque, nel senso che non è giusto penalizzare location che comunque hanno dimostrato che con un’ottima organizzazione procurano meno contagi che nella metro, in treno o su un autobus. Se metti un green pass ad un concerto secondo me devi metterlo anche all’entrata della metropolitana, dove sicuramente ci sono assembramenti maggiori.

Più che altro, dal momento che serve il green pass per accedere ad un concerto, e quindi si “certifica” che quell’area è “covid free”, perchè a quel punto non poter vivere il live normalmente come prima, potendo stare vicini, senza mascherina, e così via?
Esatto, perchè alla fine se siamo vaccinati, e questa è l’unica maniera per dichiarare una vittoria nei confronti di un virus, non vedo perchè tra noi vaccinati si debba indossare mascherine e stare distanziati. Non esiste una logica in questa scelta, perchè se questa è una zona “covid free” allora lo siamo tutti noi vaccinati, perchè altrimenti non puoi nemmeno entrare.
Io in realtà non sono neanche così propenso al green pass, nel senso che credo che chi vuole vaccinarsi si vaccina, mentre chi non vuole ha libertà di farlo. Solo che a quel punto sarei per una libertà totale, ovvero chi sceglie di non vaccinarsi e si ammala, poi si paga anche le cure per conto suo.

Sono completamente d’accordo con te. Ma lasciamo un attimo da parte il Covid, che purtroppo ci fa fin troppa compagnia, e pensiamo alla musica: con questo tour porti al pubblico l’evento in streaming di maggio al Teatro della Pergola.
È una sorta di rivisitazione di quello che è stato quel concerto, con l’inserimento di un paio di pezzi in più, in una situazione che viene gestita con un po’ di pubblico e che quindi finalmente vede un’interazione, che in quell’occasione non abbiamo potuto avere. Questo ci consente anche di sperimentare il primo step di riavvicinamento tra noi e il pubblico, sperando che presto ci sia anche il secondo. La cosa che più mi spaventa è che questo è uno step leggero, anzi, se vogliamo fare una semi-citazione, è un piccolo passo, ma non grande per l’umanità, perchè vivere un concerto così, con una sedia occupata e una no, non è bellissimo.

Però possiamo considerarlo una sorta di “riscaldamento” in vista del grande evento del 30 settembre all’Arena di Verona in cui si festeggeranno i tuoi 30 (ormai 31) anni di carriera.
Quello sarà diverso, perchè anche se ci saranno le stesse restrizioni, l’Arena è talmente grande che sarà più bello condividere il momento. Quando c’è un grande evento in un posto così prestigioso è chiaro che l’emozione, l’entusiasmo e tutto quanto si raddoppia: siamo di più, c’è la band al completo, c’è un budget diverso e quindi potremo dar da lavorare a tutti. Quindi è chiaro che al di là del mio percorso personale e dell’importanza che ha per me, è un evento importante per la musica in generale, come tutti gli altri eventi di questa portata in questo momento storico, e credo che debbano essere presi in considerazione con molta attenzione e con molto entusiasmo, perchè anche se le restizioni ci sono comunque, quindi dovremo convivere con questa situazione, vedere tanta gente in un ambiente così grande e importante sarà bellissimo.
Forse è mancato più a noi il pubblico che noi al pubblico, perchè un cantante preferito, una canzone preferita o una playlist preferita te li porti dietro dove vuoi, ma noi il pubblico ce lo possiamo godere solo ai concerti.

La scaletta del concerto di ieri sera

1. Il confronto
2. Fino a tutta la vita che c’è
3. L’uomo volante
4. Io ti volevo
5. Cenerentola innamorata
6. Dal buio
7. Malinconoia / Principessa
8. Perché lo fai
9. Ti vorrei
10. Che giorno è
11. Le ragazze serie
12. Caro babbo
13. Ci vorrebbe il mare…
14. Disperato
15. T’innamorerai
16. Bella stronza

17. Vaffanculo
18. 10 anni

Le foto del concerto, a cura di Biagio Ruggieri

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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