Tre Allegri Ragazzi Morti al Castello Sforzesco recensione e fotogallery

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Tre Allegri Ragazzi Morti in concerto al Castello Sforzesco di Milano - 25 agosto 2021 - © Foto: Riccardo Medana

Il Castello sforzesco accende le luci sul Cortile delle Armi per ospitare la tappa milanese del tour estivo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e uno degli ultimi appuntamenti della nona edizione di Estate Sforzesca, la rassegna meneghina di concerti che arricchisce un folto calendario di eventi live in questo 2021 di ripartenza.

Passati i dovuti controlli, si accede all’area del concerto. Un’area non affollatissima, occupata da un pubblico composto e ben distribuito sui posti a sedere che fronteggiano il palco. Le luci blu si accendono e Toffolo da il via all’“incredibile spettacolo della vita, l’incredibile spettacolo della muerte”, salutando la folla acclamante, che non vede l’ora di scatenarsi. Si parte con Abito al limite, proseguendo spediti con Il Principe in Bicicletta, che i TARM dedicano a “tutte le ragazze che almeno una volta nella vita hanno fatto la cameriera”. Si va avanti con Bengala, la ballata dal gusto folk, tratta dal loro ultimo album Sindacato dei Sogni.

Oltre 25 anni di musica TARM vengono confezionati con cura da Toffoli, Masseroni e Molteni, quasi come se fossero un pacchetto regalo da donare ai fan rimasti per troppo tempo intorpiditi sotto le grinfie della pandemia. Toffoli ci ricorda che il 2021 segna i 20 anni dall’uscita del loro album-simbolo La Testa Indipendente, da cui ci regala il trittico Volo sulla mia Città, Prova a Star con me un altro Inverno a Pordenone e Ogni Adolescenza.

Con i TARM questa sera c’è anche Andrea Poltrinieri al sax, che accompagna C’era un Ragazzo che Come me e che spettina tutti con i suoi interventi musicali in Puoi Dirlo a Tutti, passando senza soluzione di continuità a La Faccia della Luna. Arriva anche il turno di Il Mondo Prima che Arrivassi Te, che riesce a coinvolgere l’intera platea, tanto che qualcuno si alza e si sposta verso le file posteriori per godere dell’atmosfera stando in piedi.

Dopo Di che Cosa Parla Veramente Una Canzone?  i TARM escono di scena per invocare il solito bis a suon di vaff*** da parte di un pubblico ormai coinvolto negli inside jokes complici coi TARM e che non aspettava altro che il rientro di Toffoli col suo “la vita è cattiva ma non l’ho deciso io, il concerto è finito…ahè”. Poi si cimenta in un giocoso botta e risposta con i fan, incitandoli a una sequela di “Bravo” e “Grazie” che scatena l’allegria.

Pare che la tradizione del finto matrimonio sul palco prosegua: Toffoli “prende in sposa” una ragazza pescata dalle prime file del pubblico, creando un altro intermezzo divertente che prepara il terreno alla seconda metà del concerto. Sul palco anche Nikki di Radio DeeJay che con i TARM ha registrato I Cacciatori.

Dopo un tuffo nel ’96/’97 con Quindic’anni già, i TARM ci regalano anche La Tatuata Bella che scalza il pubblico dalle sedie, stando comunque sul posto e a distanza di sicurezza.
Il concerto termina con un piccolo bis (o forse dovremmo dire tris), di Mai come Voi e Occhi Bassi. Ed è sulle note finali che ci rendiamo conto che… la vita è cattiva, perché ora il concerto è finito davvero.

Qui la scaletta del concerto
1. Abito al Limite
2. Il Principe in Bicicletta
3. Persi nel Telefono
4. Bengala
5. Volo Sulla Mia Città
6. Prova a stare con me un altro inverno a Pordenone
7. Ogni adolescenza
8. C’era un Ragazzo che Come Me
9. Puoi Dirlo a Tutti
10. La Faccia della Luna
11. Alle Anime Perse
12. Voglio Respirare Come un Animale
13. Il Mondo Prima che Arrivassi Te
14. Mio Fratellino Ha Scoperto il Rock n’ Roll
15. Di Che Cosa Parla Veramente una Canzone?
16. I Cacciatori
17. La Mia Vita Senza Te
18. Quando
19. Una Ceramica Italiana Presa in California
20. Quindic’anni già
21. La Tatuata Bella
22. Mai Come Voi
23. Occhi Bassi

Le foto del concerto di Tre Allegri Ragazzi Morti al Castello Sforzesco di Milano, 25 agosto 2021

1 COMMENTO

  1. Cronaca ben fatta ma un po’ abbottonata del concerto. Possiamo dirlo che sono stati bravissimi? E’ stata una figata ed è stato un (dovuto) peccato dover rimanere incollati alle sedie! Bravi bravi

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