Fiorella Mannoia live a Palmanova: due ore in musica tra amore e impegno civile (racconto e scaletta)

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Ha fatto tappa in Friuli il tour Padroni di niente di Fiorella Mannoia, andando in scena ieri sera nella splendida Piazza Grande di Palmanova, patrimonio Unesco.

Due ore di musica e di canzoni d’amore, nel senso più ampio ed estensivo possibile del termine, con i brani degli ultimi album, Padroni di niente, Personale e Combattente a farla da padrone, senza però dimenticare alcuni dei grandi classici del repertorio dell’interprete romana.
Sul palco, assieme a Fiorella ci sono: Max Rosati e Alessandro DOC De Crescenzo alle chitarre, Luca Visigalli al basso, Diego Corradin alla batteria, Claudio Storniolo al pianoforte e alle tastiere e Carlo Di Francesco alle percussioni e alla direzione artistica.

Apertura con un brano storico come I treni a vapore, riarrangiato in una nuova veste che vede un riff ostinato di chitarra portare avanti la prima parte della canzone, per poi tornare ad una versione molto più simile all’originale. Si passa poi al presente, con l’ultimo disco, uscito lo scorso novembre in piena pandemia che, come fa giustamente notare Fiorella dal palco, ha evidentemente ridimensionato il senso di grandezza dell’umanità e degli uomini in generale, messi in ginocchio da un minuscolo virus, che ha fatto sì che da padroni di tutto tornassero a sentirsi, appunto, Padroni di niente.

Ma quello che ha sempre attraversato la carriera artistica della Mannoia e negli ultimi anni è ancora più evidente sia nelle sue canzoni che nella sua esposizione sui social è l’impegno sociale e civile. Con orgoglio ci ha tenuto a ribadirlo a più riprese anche ieri sera, ricordando al pubblico che con il grande concerto Una nessuna centomila le artiste che comporranno il cast del live hanno deciso di donare 200.000 € all’associazione Pangea, che negli ultimi 20 anni ha ridato vita e speranza alle donne afghane attraverso formazione, lavoro, scuola per i loro bambini. È arrivato quindi il turno di Combattente, seguita poi da Nessuna conseguenza dedicata a tutte le donne vittime o succubi dei propri uomini, invitando soprattutto questi ultimi ad essere femministi.

Sentito omaggio anche per il Maestro Franco Battiato con un’intensa versione de La cura solo voce e piano, a cui si sono aggiunte nel corso del concerto altre cover, come consuetudine dei live della Mannoia: non poteva ovviamente mancare Sally, ormai entrata a pieno titolo anche nel repertorio di Fiorella, oltre a Cercami di Renato Zero e ad un omaggio a Lucio Dalla all’inizio dei bis con la splendida esecuzione di Cara. Subito dopo un invito, che condividiamo in pieno, ad ascoltare e far ascoltare alle nuove generazioni i maestri della nostra canzone, come De André, Dalla, Battiato, Pino Daniele.

C’è spazio anche per un omaggio ad un altro grande uomo che ci ha lasciati da poco, ovvero Gino Strada: in suo onore Fiorella torna sul palco per i bis con una canotta di Emergency, affermando che quello che ci rende persone migliori è aiutare chi ha meno di noi, gli ultimi, missione a cui Strada aveva dedicato la sua intera vita.

Chiusura con due dei brani più iconici della carriera della Mannoia: stiamo parlando ovviamente di Quello che le donne non dicono (in platea presente anche Luigi Schiavone, co-autore del brano insieme ad Enrico Ruggeri) e Il cielo d’Irlanda, da sempre “sigla” finale dei concerti di Fiorella.

Oltre ad essere una delle più grandi interpreti della musica italiana, un concerto della Mannoia non è mai solamente una lista di canzoni da ascoltare o cantare insieme, ma è anche un’esperienza che tra musica e parole ci arricchisce e ci regala un po’ di umanità.  Quella stessa umanità che ci eravamo promessi di riscoprire durante la pandemia (“ne usciremo migliori” era il mantra del lockdown, ricordate?) ma che, ancora una volta, abbiamo lasciato sepolta come una delle tante promesse da marinaio che facciamo a noi stessi.
E allora bisogna ringraziare Fiorella, che con le sue parole, le sue canzoni e il suo impegno ci indica la via, aiutandoci a risvegliare la nostra coscienza sopita e facendoci restare umani.

Due le date rimaste per il tour estivo, stasera ad Este (PD) e il 7 settembre a Parma, per poi riprendere a dicembre nei teatri. Questo il calendario:
8 dicembre – Torino, Teatro Colosseo
11 dicembre – Bassano del Grappa (VI), PalaBassano2
13 dicembre – Napoli, Teatro Augusteo
14 dicembre – Ancona, Teatro delle Muse
16 dicembre – Bergamo, Teatro Creberg
17 dicembre – Brescia, Teatro Dis_Play
18 dicembre – Mantova, Grana Padano Theatre
20 dicembre – Milano, Teatro degli Arcimboldi
22 dicembre – Bologna, Teatro Europauditorium
28 dicembre – Bari, Teatro Team
30 dicembre – Roma, Auditorium Parco della Musica

Ecco la scaletta del concerto di ieri sera:

1. I treni a vapore
2. Padroni di niente
3. Combattente
4. Nessuna conseguenza
5. Imparare ad essere una donna
6. Come si cambia
7. Si è rotto
8. Penelope
9. La cura (cover Franco Battiato)
10. In viaggio
11. Che sia benedetta
12. Il peso del coraggio
13. Caffè nero bollente
14. Sally (cover Vasco Rossi)
15. Cercami (cover Renato Zero)
16. La gente parla
17. Siamo ancora qui
18. Le parole perdute

19. Cara (cover Lucio Dalla)
20. Quello che le donne non dicono
21. Il cielo d’Irlanda

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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