Springsteen in versione bluegrass: i Folding Chairs vincono la seconda edizione del contest “Cover Me”

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Si è conclusa ieri 29 agosto con la vittoria dei Folding Chairs la seconda edizione del contest “Cover Me” organizzato da Noi & Springsteen (www.noiespringsteen.com). La band brianzola ha proposto una versione alquanto inconsueta di “New  York City Serenade”. Una sfida piuttosto impegnativa che i Folding Chairs hanno affrontato senza paura e con grande convinzione, pur trattandosi di uno dei brani monumentali di Springsteen. Ne è venuto fuori un piccolo gioiello che ha trasportato la storia di Billy e Diamond Jackie dai bassifondi cupi di Manhattan alle praterie degli Appalachi. Una versione che ha trovato nella voce calda e graffiante di Ettore Cardamellis (che suona anche la chitarra acustica, l’Irish bouzouki e il basso ukulele) e nel banjo di Maura Tomei (anche chitarra acustica, ukulele, voce) le note più caratteristiche. A completare la formazione  Mirko Cristanelli (basso, piano, chitarra acustica, Irish bouzouki e voce),
Giacomo Lecchi (mandolino, percussioni, armonica, tin whistle, flauto, concertina e  voce) e Stella Minella (violoncello) ieri assente fisicamente ma presente nella vittoria. I Folding Chairs parlano così del brano che hanno portato al contest:

“Crediamo che sia un brano tra i più iconici di Bruce. Abbiamo accorciato questa meravigliosa suite, sostanzialmente per esigenze di presentazione, ma anche per permetterci di dare la nostra interpretazione come suoni e storia: un viaggio fra New York e Nashville, nessun jazz men, ma piuttosto 5 countryboys (& girls!) con provenienze davvero distanti ma spiriti affini. Prendiamo un treno diverso, ma il messaggio rimane lo stesso di quello raccontato nella storia di Springsteen: anime perse si possono ritrovare in musica, magari in un coro che speriamo riesca ad emozionarvi come ha emozionato noi”. 

Ed effettivamente l’emozione è arrivata sia alla giuria (presieduta da Claudio Trotta), sia al pubblico presente in sala e a quello che ha seguito l’evento in streaming. I Folding Chairs hanno battuto di un vero soffio (un solo voto a fare la differenza) la bravissima Elena D’Andrea, autrice di una spettacolare rivisitazione di “Sherry Darling” in chiave vintage con tanto di piano ragtime e coro doo- wap. Al terzo posto, di nuovo come lo scorso anno, Tommaso Imperiali che ha presentato la sua versione acida e devastante di “Devils & Dust”, strizzando l’occhio alle vocalità di Jeff Buckley.

Il premio della critica (consegnato da Massimo Cotto, presidente della giuria)  è andato invece a The Householders Reloaded, band capitanata da Raffaele Pastore che affonda le radici a Napoli e si dirama fino a Birmingham, che con una strepitosa reinterpretazione di “The Wayfarer”, divenuta nella versione napoletana “E rimanimmo a ce guarda'”, hanno conquistato perfino la stima e i complimenti di Jon Landau, a cui si sono aggiunti quelli di Bruce e Patti. Un premio questo stesso, al grandissimo lavoro fatto.

Sia i Folding Chairs che Elena D’Andrea, così come  Tommaso Imperiali  e gli Householders Reloaded sono riusciti a “fare proprie” le canzoni di Springsteen rendendole originali e  nuove. Ed era proprio quello che gli organizzatori del contest si aspettavano.

Va detto comunque che tutti i ragazzi arrivati in finale meritano un plauso: per la loro voglia di mettersi in gioco  e di misurarsi con una icona della musica come Bruce Springsteen, senza timori reverenziali e con grande personalità. Un grazie dunque a tutti loro per l’energia profusa e la gioia di tornare a suonare su un palco, dal vivo, che hanno trasmesso a tutti noi.

Grazie – e grandi complimenti – quindi a: Franky & The Blind Zeroes (splendida e potentissima versione di “Factory”), Roberta Finocchiaro (raffinata e pressoché perfetta interpretazione di “If I Was The Priest” con tanto di archi a dare un quid in più), Simone Villa & Makepop (stravolgente, stravolta e pazzesca versione di “Sad Eyes”), Iacopo Fedi (appassionata versione di “Man’s Job”), Two Lives (la loro “Atlantic City” è un pezzo pieno di speranza), Veronica Howle (graffiante versione di “Magic”), Federica Crasnich (tecnicamente perfetta la sua interpretazione solo piano di “You’re Missing”), Fabio Melis (una garanzia, sempre e comunque, anche in questo caso con la sua “Factory”), Simone Bernardini (una splendida “I’m On Fire”), Sandro Casali (delicata e solare la sua “Hello Sunshine”).

Stesso plauso  va agli organizzatori dell’intera manifestazione  Alberto Lanfranchi, Saverio Ceravolo, Luca Lanfranchi e Alberto Cantù, che anche quest’anno hanno messo in piedi una kermesse impeccabile.

 

 

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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