Venezia 78. Sundown

Erede di una ricca dinastia inglese disperso volontario ad Acapulco. Perché? Dal Michel Franco di Nuevo Orden

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Acapulco. Albergo di alto livello. In apparenza una famiglia in vacanza. Lei, Charlotte Gainsbourg, nervosa, lui, Tim Roth, un po’ sonnolento, due figli. In apparenza. Perché lui è il fratello di lei. E all’improvviso arriva la notizia della morte della loro madre a Londra.  Corsa in aeroporto, ma lui ha dimenticato il passaporto. Li raggiungerà. Prende un taxi, torna in un albergo qualunque, sgangherato, e si mimetizza in una spiaggia popolare. Conosce una commessa di negozio e iniziano una relazione molto passionale e silenziosa. Ogni tanto lui guarda il sole o beve una birra. La sorella continua a cercarlo da Londra. Lui butta il telefono in un cassetto. La sorella torna a prenderlo con un avvocato: c’è da spartire un’eredità pazzesca: la loro famiglia ha il monopolio della carne suina in Inghilterra. Lui rinuncia all’eredità. E mentre la sorella torna a Londra con l’avvocato sulla strada dell’aeroporto un agguato. La sorella muore, il taxi degli assassini era guidato dallo stesso uomo che ha portato Roth nell’albergo da poveracci. La polizia arresta Roth che non parla spagnolo, è solo in una prigione messicana e si limita a vedere maiali che grufolano nella doccia. Brutta prigione o allucinazione? Quando finalmente è scagionato e ha rinunciato al potere (gli lasciano solo una ricca pensione) si scopre che nella sua testa… Opera minuscola del Michel Franco di Nuevo Orden: si può pensare quel che si vuole, meditazione sulla violenza della società messicana, esercizio sull’irritazione (dello spettatore) alla Haneke, apologo sul rifiuto del potere, tramonto di una psiche. Fate voi

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