Il video di Mille sotto accusa: al Codacons Fedez sta proprio sulle palle

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Da tempo quella che nasce come associazione in difesa dei consumatori dà prova di come si possa dare i numeri con estrema nonchalance. Parliamo della saga che tanto infiamma il cuore del Codacons. Avrete notato che la suddetta si diverte un casino (da anni) a fare “cane e gatto” con Fedez. In fondo ognuno passa il suo tempo come meglio crede. L’associazione non gliene “abbuona” una (e dico una), tanto da mettere sotto accusa persino Scena Unita, la raccolta fondi (creata dal rapper) a favore dei lavoratori dello spettacolo e quella istituita con la moglie per l’ospedale San Raffaele (parlo di quei 4 milioncini di euro raccolti dai Ferragnez durante l’emergenza Covid). È chiaro che al Codacons Fedez e consorte stanno proprio sui coglioni (per usare un eufemismo). L’ultima mossa riguarda la crocifissione del video di Mille (sul podio dei tormentoni della bella stagione). Secondo il Codacons l’Antitrust avrebbe aperto un’indagine sulla clip per pubblicità occulta alla Coca – Cola. Va detto che nel filmato c’è un avviso prima dell’apparizione della nota bevenda. Avviso che secondo il Codacons non è sufficiente. Ma, Carramba che sorpresa, l’Antitrust smentisce la diceria diffusa sabato dalla già citata associazione: non c’è alcun procedimento istruttorio sul video.

“In merito a tale indiscrezione, riportata da alcune testate giornalistiche, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato comunica che al momento non è stato avviato nessun procedimento istruttorio”, si legge nella nota. Incassa e porta alla maison.

Non solo Fedez & bibite ghiacciate. Vogliamo ricordare la questione Green pass? Il Codacons è contrario al suo obbligo perché toglierebbe diritti a chi ne è sprovvisto (no, non siete su Scherzi a parte). Secondo Rienzi (il presidente), che qualche mese fa sbottava sulla questione, bisognerebbe invece regalare qualcosa in più a chi ne è provvisto, come incentivo. (Cos’è il buono/sconto Green Pass?). Ad esempio una bottiglia di vino (giuro che non sono mie fantasie. Io avrei “preteso” solo champagne!) Sulla storia delle discriminazioni causate dal “lasciapassare verde” hanno già mosso mari e monti le menti argute (si fa per dire) dei No Vax. Il Codacons “può solo accompagnare” (e accompagna bene, a quanto pare). Vedi a “dar la caccia” alla Coca – Cola? Si perdono di vista le letture utili, ossia informarsi “sul serio” su perché il Green Pass sia necessario in piena pandemia, e su perché il suo obbligo (ad esempio nelle scuole, per il personale) non costituisca affatto una discriminante, semmai una misura di sicurezza dettata dal buonsenso. Così mentre pensi di “aver risolto un bel problema – caro Codacons – poi te ne restano mille”.

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Dal Codacons riceviamo, e pubblichiamo.

In merito all’articolo da voi pubblicato, si richiede ai sensi della legge sulla stampa la pubblicazione immediata della seguente rettifica:

Tralasciando la qualità dell’articolo in questione che preferiamo non commentare, vogliamo chiarire alcuni aspetti che all’autrice del pezzo sono sfuggiti. Se infatti la giornalista avesse perso qualche secondo per collegarsi al sito del Codacons o a fare una rapida ricerca sul web – come qualsiasi giornalista serio dovrebbe fare – avrebbe scoperto che il Codacons non interviene solo su Fedez – come erroneamente si fa intendere nell’articolo – ma si dedica, ogni giorno, ad una vasta serie di argomenti consumeristici, avviando iniziative e attività legali a tutela dei più deboli.

Che poi la giornalista sia una accanita fan di Fedez e non sia in grado di valutare con oggettività la realtà, lo si capisce laddove la stessa afferma che “nel filmato c’è un avviso prima dell’apparizione della nota bevanda”. Affermazione del tutto falsa, visto che nel video non appare alcun messaggio in sovrimpressione (come disposto invece dall’Antitrust, che non a caso ha aperto una pratica a seguito di nostro esposto).

Del tutto falsa anche la tesi contenuta nell’articolo secondo cui il Codacons sarebbe una associazione “No-vax”. Talmente falsa che la giornalista avrebbe potuto evitare questa brutta figura leggendo sul nostro sito della polizza assicurativa che regaliamo ai nostri iscritti e che copre i danni da vaccinazione, polizza creata proprio per spingere gli indecisi a vaccinarsi. Del tutto frutto della fantasia della giornalista la notizia secondo cui il Codacons vorrebbe regalare una bottiglia di vino a chi è dotato di Green pass, semmai la richiesta dell’associazione era tesa proprio a favorire chi dispone di Green pass e si sottopone a vaccinazione in modo da evitare i ricorsi e le controversie legali che stanno caratterizzando il provvedimento.

Solo per il settore della scuola abbiamo ritenuto di contestare il licenziamento e le misure punitive per i docenti – non certo l’esistenza del green pass in se – per questioni di diritto forse troppo complesse per una accanita fan di Fedez.

Riservandoci di procedere nelle competenti sedi a nostra tutela, porgiamo cordiali saluti

Presidente Codacons

Avv. Giuseppe Ursini

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