Venezia 78. Illusions Perdues

Il classico di Balzac per rileggere il giornalismo moderno

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Com’era moderno Balzac nella Commedia Umana! Le illusioni perdute sono quelle del giovane tipografo e poeta provinciale Lucien (Benjamin Voisin) figlio di papà borghese (cognome Chardon) e mamma nobile (cognome De Rubempré). Dal cognome che userà (o potrà usare) dipenderà la sua fortuna.  Nella Francia della Restaurazione postnapoleonica, il nostro,  innamorato dell’aristocratica Cecile De France la segue a Parigi per entrare nel mondo letterario e impara a sue spese che l’aristocrazia tiene i parvenu a distanza, ma scopre soprattutto che nella feroce società parigina divisa tra intellettuali liberali e monarchici e dove le merci e la tecnologia stanno cambiando i rapporti tra chi scrive e chi legge, i giornalisti delle varie testate gestiscono l’opinione pubblica, il potere politico e si arricchiscono coi soldi della pubblicità nascente attraverso un sistema di recensioni ricattatorie di ogni attività culturale. Ossessionato dal bisogno creativo (la grande opera) e dal bisogno di soldi,  Lucien dalla penna sferzante al servizio dei liberali (ma con il desiderio di essere assimilato dai monarchici) riesce a scavarsi uno spazio mondano in cui annega nei soldi (nei debiti cioè) lo spunto creativo, e impara che gli aristocratici ai parvenu non perdonano mai. Un classicone sempre utile per capire certi equilibri contemporanei. Dirige Xavier Giannoli, quello di Marguerite e L’apparizione.

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