50 anni di Imagine, un album che non finisce di stupire

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«Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us, only sky».

Bastano queste parole per fare un viaggio indietro nel tempo di 50 anni e ritrovarsi catapultati a Tittenhurst Park, nei pressi di Ascot, nel Berkshire. In una sala bianca, immersa dalla luce, e un pianoforte dello stesso colore.

Sono tanti i brani che possono essere considerati eterni, ma se dovessimo scegliere la canzone eterna tra le canzoni eterne, beh, non possiamo non pensare a Imagine. Un’inno che ha attraversato 3 generazioni e che continua a suonare, sopratutto in questi giorni, incredibilmente attuale.

Era l’8 settembre 1971 quando l’ormai ex Beatle John Lennon faceva uscire il suo secondo album da solita, Imagine appunto, che, soprattutto grazie alla forza del suo brano principe, arrivò in cima alle classifiche europee e americane.

Imagine è una canzone che mette i brividi ogni volta che la si ascolta, vuoi per la sua brutale semplicità e schiettezza, vuoi perché non importa che siano trascorsi 50 anni dalla sua uscita, riesce a dare sempre l’impressione che sia stata appena scritta.

Ma l’album non è composto esclusivamente dalla sua title track. Imagine contiene almeno tre brani diventati imprescindibili nella carriera solista di Lennon: la struggente Jealous Guy, l’immortale (grazie anche ai Pearl Jam) Gimme Some Truth e la dolcissima How?

Non manca, ovviamente la “classica” canzone dedicata a Yoko, ma anche l’attacco più duro che potesse sferrare a Paul McCartney con How Do You Sleep? (“Those freaks was right when they said you was dead” o ancora “The only thing you done was yesterday / And since you’re gone you’re just another day”).

In mezzo tanti brani che danno colore a un album che, a distanza di 50 anni, non solo continua a farsi ascoltare, ma che, in un mondo in perenne crisi (economica, di valori, sociale) ci ricorda quanto sia importante immaginare che una realtà diversa sia possibile.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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