Giovanni Caccamo dà la “Parola” a Camilleri, Liliana Segre, Patti Smith e alla figlia di Che Guevara

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Giovanni Caccamo pubblica un nuovo album dal titolo Parola, disponibile a partire dal 17 settembre in tutti i digital store e nella versione CD e Vinile. Si tratta del suo quarto progetto discografico.

Parola prende vita da un appello di uno dei più importanti scrittori, Andrea Camilleri, rivolge ai giovani: “Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole”.

“Tre anni fa, mi sono ritrovato per la quarta volta – racconta l’artista – davanti ad un foglio bianco… sentivo la necessità di spostare, a livello musicale, il focus sull’elettronica e dovevo capire dove gettare l’amo. Dunque, come spesso faccio, ho iniziato a nutrirmi della luce degli altri, cercare documenti, testimonianze , leggere libri, e ho ascoltato il discorso di Andrea Camilleri…il Maestro aveva fiducia nei giovani, invitati a far rivivere l’umanesimo della parola”.

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Foto di Irma Ciccarelli

L’album si compone di sette brani, ognuno dei quali ispirato dalla ricerca culturale di Caccamo, ed è preceduto da un’introduzione strumentale nella quale una voce d’eccezione legge il testo che l’ha ispirato: Willem Dafoe, Patti Smith, Jesse Paris Smith, Liliana Segre, Aleida Guevara, Michele Placido, Beppe Fiorello e la registrazione del discorso di Andrea Camilleri.

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“Il filo conduttore della tracklist è frutto di una riflessione pensata sul viaggio dell’ascoltore, parte da Aurora: partire dalle parole di Battiato significa iniziare dalle radici, dalla luce che sorge, una riflessione…poi arriva il cambiamento… Ho cercato di mettermi dalla parte di chi ascolterà e farà questo viaggio”

Un progetto molto importante, non semplice, che ha portato il cantautore a pensare che, forse, si stesse imbattendo in qualcosa più grande di lui.

“In diverse fasi ho pensato questo –  afferma Caccamo – però per ognuna di queste ne corrispondeva un’altra che mi faceva capire che stessi percorrendo la giusta strada…La cosa preziosa, la verità più grande è arrivata da una frase di Franco Battiato. Una volta mi ha detto che il segreto per essere artisti, uomini e protagonisti della propria vita è riuscire a scardinare l’arte dalla fine: il percorso umano deve coincidere con quello artistico, testimonianza di ciò che ti ha emozionato. Ho cercato di fare esattamente questo”

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Foto di Irma Ciccarelli

Parola si può considerare un disco Pop? Si tratta di un dialogo tra prosa, poesia e canzone, nel quale Giovanni Caccamo indossa le vesti di un “testimone e ponte di storie”.

“Pop? Per me Bach lo era perchè con questo termine intendo qualcosa che lascia il singolo e raggiunge il popolo: c’è una volontà di rendere fruibili concetti che sulla carta sono complessi”.

L’album  diventerà anche uno speciale prodotto da Sky Arte in onda nell’autunno 2021. Non solo, per raccontare al meglio questo progetto sinestetico, l’artista ha ideato tre eventi speciali in tre Musei: Gallerie d’Italia -Piazza Scala di Milano (16 settembre), il Museo di Palazzo Vecchio a Firenze (6 ottobre) e il Museo Maxxi a Roma (11 ottobre).

Giovanni Caccamo, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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