I Måneskin osannati da mezzo mondo, quasi snobbati in Italy  

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Nemo propheta in patria. Il fenomeno Måneskin ha conquistato mezzo mondo, diventando nientemeno che oggetto di studio per la rivista americana Billboard (mica bruscolini), “rei” di aver riportato in auge il rock. Presenti nelle classifiche airplay di migliaia di emittenti, dall’Australia alla Germania, passando anche per Inghilterra e Stati Uniti, nelle radio italiane li troviamo invece col binocolo. Per vederli in pole position nella top20 bisogna retrocedere almeno di una manciata di settimane. A niente è servito il recente feat con la leggenda Iggy Pop nel nuovo singolo I wanna be your slave. Le emittenti del Belpaese non li passano con disinvoltura (ad eccezione di Rds e Radio Italia che li programmano con maggior frequenza). A dirla tutta, i network nostrani snobbano la band sin dalla vittoria festivaliera, e poco è cambiato dopo il trionfo storico dell’Eurovision.

Curioso ancora, se ci pensate, che nella manifestazione dei premi dell’ammiraglia Rai, tale Seat Music Awards (di inizio settembre) la band romana non sia stata neanche nominata (ma hanno premiato Pio&Amedeo …). Eppure sono la  rivelazione dell’anno. La ventata d’aria fresca che ha riportato la musica italiana a sventolare fiera nel mondo. Sì lo sappiamo, i quattro erano impegnati nel tour europeo, impossibilitati a partecipare alla fiera dei premi, ma almeno una nominata dall’Arena di Verona la meritavano. Se a questo aggiungiamo gli scalmanati difensori da tastiera del rock “puro” (sempre italici), il quadro è completo. I Måneskin, amati da mezzo mondo, indicati da alcuni media americani persino come possibili candidati ai prossimi Grammy Awards (categoria Best New Artist), con file di fan (in tutte le lingue) pronti ad idolatrarli, sono ancora mezzi snobbati nel nostro Paese.

Va da sé che i quattro, dall’alto dei loro record e trionfi, se ne fregano altamente, già proiettati verso la nuova data da incorniciare sul calendario, quella del 25 settembre, che li vedrà esibirsi nel mega concerto – evento Global Citizen Live (della durata di 24 ore, in contemporanea da diverse città dei 5 continenti) condividendo la line-up con band del calibro di Duran Duran e Coldplay. Altro che storie (i nostri si esibiranno da Parigi e non più da Londra).

Vedremo nei prossimi mesi se l’uscita del nuovo disco riceverà un’accoglienza migliore anche dalle nostre parti. Di certo i dischi di platino li hanno messi in saccoccia anche in Italy (ultimo con Coraline. Il brano non è neanche un singolo). Radio o non radio, TV o non TV, questi ragazzi funzionano davvero.

E per i fan italiani a bocca asciutta di live? C’è un appuntamento anche per loro, ancor prima dei concerti di dicembre (sperando non slittino). Il 2 ottobre su Radio Italia. Dettagli sul sito della radio.

5 COMMENTI

  1. Semplice! Con la riforma del titolo quinto della costituzione, il paese si è provincializzato, il potere politico è finito nelle mani ignoranti e arretrate della provincia e la cultura all’avanguardia è sparita dalle grandi metropoli del paese. Forse l’unica a salvarsi è stata Roma che essendo la capitale d’Italia un po di potere e cultura cosmopolita l’ha conservata.

    • Oddio non ci posso credere, hanno riportato il rock in Italia e nel mondo cosa vuole la gente che li critica
      Sinceramente a me fanno volare
      Grazie Maneskin

  2. È solo gelosia perché come loro non c’è nessuno in Italia. I Maneskin hanno conquistato il mondo e l’Italia dorme con cantanti da quattro soldi come Fedez l’ignorantone.

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