Zucchero fa ballare l’Arena di Verona anche in versione acustica

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zucchero inacustico
Foto: Daniele Marazzani

L’aria è serena, la notte è chiara…
Si potrebbe iniziare con questa citazione da Blu, uno dei brani suonati ieri sera, per raccontare la perfetta atmosfera da serata di fine estate che ha accolto di nuovo, finalmente, Zucchero nella sua seconda casa, l’Arena di Verona, per il primo dei due concerti veronesi del tour Inacustico.

Il live prende spunto dall’ultimo progetto discografico di Sugar, dal titolo Inacustico D.O.C. & more, che vede tutte le tracce dell’ultimo album di inediti D.O.C. riarrangiate in chiave unplugged, oltre ad alcuni grandi successi della carriera ormai quasi quarantennale del bluesman reggiano.

Sul palco insieme a Sugar ci sono Kat Dyson alle chitarre e Doug Pettibone a chitarre, pedal steel, banjo, slide guitar.

In tre da soli sulla scena, con un aiuto minimale e marginale di alcune sequenze per “colorare” il suono, contro i 5.000 dell’Arena. Un gioco da ragazzi per chi l’anno prossimo (si spera) tornerà a riempire l’anfiteatro veronese per 14 sere consecutive con la piena capienza dei 12.500 posti disponibili in condizioni normali. Ma lo spettacolo è nuovo, diverso e particolare, come ricorda lo stesso Zucchero dal palco: “siamo solo in tre, e in più io non sono un gran chitarrista, ma un mezzo chitarrista, quindi devo stare molto concentrato ai dettagli, perchè non avendo una band si sente qualsiasi piccolo errore. È una cosa che non avevo mai fatti in vita mia e per questo sono molto emozionato di essere qui con questo progetto acustico”.

Proprio in vista dei concerti in Arena del prossimo aprile, Sugar lancia un appello dal palco: “mi rivolgo al Ministero della Cultura: siamo tutti mascherinati, greenpassati, quindi perchè bisogna limitare la capienza a meno del 50%? Magari gli regalo una tibia di un legionario romano così sono contenti, visto che pensano solo ai musei e non alla musica e allo spettacolo, che è cultura popolare ed è importante allo stesso modo”.

Il concerto

Sono passate le nove da pochi minuti, si spengono le luci, gli altoparlanti intonano Oh, Doctor Jesus di Ellza Fitzgerald e Louis Armstrong, mentre Kat Dyson e Doug Pettibone salgono sul palco, seguiti a breve anche da Zucchero, che imbraccia la chitarra e parte con Testa o croce, brano tratto proprio da D.O.C..

Alcuni brani, se non proprio interi album, come ad esempio Chocabeck, hanno una dimensione di fondo profondamente acustica, e le versioni unplugged de Il suono della domenica e Un soffio caldo sono lì a ricordarcelo, seguite da altri due brani dell’ultimo album, Spirito nel buio e Soul Mama.

Una delle canzoni più belle in assoluto degli ultimi anni come Ci si arrende, in questa nuova versione risplende di nuova luce, dando più enfasi ad un testo emozionante, mentre la già citata Blu dipinge l’intera Arena di Verona del colore del cielo.

Si prosegue tra vecchi successi, nuovi brani e cover, come Wonderful life, e c’è spazio a metà spettacolo per apprezzare le doti canore di Doug Pettibone e il suo spirito rock’n’roll, mentre insieme a Kat Dyson si lancia in una versione elettroacustica di You Never Can Tell, brano celeberrimo di Chuck Berry, reso famoso anche dalla celebre scena del ballo in Pulp Fiction.

Nella seconda parte dello spettacolo c’è spazio anche per presentare per la prima volta dal vivo alcuni brani che fanno parte della versione deluxe di D.O.C., come Don’t Cry Angelina, ispirato dalla storia di una staffetta partigiana, Facile e Non illudermi così, cover di Don’t Make Promises, brano degli anni ’60 di Tim Hardin, seguita da una fantastica esecuzione di Never Is A Moment.

Si va verso la fine del concerto, e arrivano grandi classici come Dune mosse e Diamante, ma è giunto anche il momento di alzarsi in piedi e sgranchirsi finalmente le gambe con Baila e Diavolo in me, che chiudono la prima parte del live.

Nei bis c’è sempre l’imbarazzo della scelta, oltre alla fantasia del momento di Zucchero, che ieri sera ha deciso di eseguire Hey Man, la bellissima Un piccolo aiuto, per poi tornare a ballare con Bacco perbacco, prima di dare la buonanotte al pubblico dell’Arena dedicandogli You Are So Beautiful, brano immortale di Billy Preston e portato al successo anche dal grande idolo di sempre di Sugar, ovvero Joe Cocker.

Oltre due ore di musica e 26 canzoni presentate al pubblico in una nuova veste per un esperimento perfettamente riuscito e che speriamo non sia limitato a questa strana estate pandemica, perchè Inacustico è un progetto dalle potenzialità enormi, visto il repertorio del bluesman di Roncocesi e l’ottima resa in questa nuova versione anche di molti brani storici che possono sembrare “intoccabili”.

E siccome ieri sera il concerto è finito alle 23:20 e non abbiamo potuto farteli di persona perchè prima porta male, ora possiamo anche dirti… Auguri, Sugar!

Le prossime date del tour

25 settembre – Verona, Arena
26 settembre – Marostica (VI), Piazza Castello
2 ottobre – Macerata, Arena Sferisterio
3 ottobre – Macerata, Arena Sferisterio
5 ottobre – Otranto (LE), Fossato del Castello
6 ottobre – Firenze, Anfiteatro delle Cascine

I biglietti sono disponibili su Ticketone.

Ecco la scaletta del concerto

Testa o croce
Il suono della domenica
Un soffio caldo
Spirito nel buio
Soul Mama
Ci si arrende
Blu
Voci
Wonderful Life
Love is all around
You Never Can Tell (Kat & Doug solo)
Indaco dagli occhi del cielo
Don’t Cry Angelina
È delicato
Facile
Rossa mela della sera
Non illudermi così
Never Is a Moment
Dune mosse
Diamante
Baila (Sexy Thing)
Diavolo in me

Hey Man
Un piccolo aiuto

Bacco perbacco
You Are So Beautiful

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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