Buon compleanno Brunori Sas, i 44 anni del cantautore calabrese

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Brunori Sas
@Leandro Emede

Sono quarantaquattro le candeline che Dario Brunori, in arte Brunori Sas, spegnerà oggi, in un compleanno che potrebbe essere il più speciale della sua vita.

Nonostante il destino abbia deciso di non essere proprio gentile con il talentuoso cantastorie cosentino – trovatosi a posticipare un tour nei palasport (già quasi completamente sold-out) nell’anno di uscita del suo album dei record, Cip! – Dario Brunori non si è dato per vinto e ha cercato in tutti i modi di continuare a riempire di bellezza la sua vita e le sue giornate.

La novità più importante riguarda la sfera personale e potrebbe arrivare prestissimo, forse addirittura nel giro di qualche ora: lui e Simona Marrazzo, sua compagna da oltre vent’anni e musa ispiratrice di Per due che come noi, aspettano infatti la loro prima figlia la cui nascita è prevista proprio in questi giorni.

E se nel privato la gioia più grande si sta facendo attendere un po’, anche dal punto di vista professionale Brunori non si è certo fermato. Lo scorso maggio è apparso nel suo secondo cammeo cinematografico, nel film Regina di Alessandro Grande girato in Sila, ad agosto si è aggiudicato il premio Modugno 2021 e si è esibito live come ospite degli amici/colleghi Colapesce e Dimartino a Taormina.

Pochi invece gli appuntamenti che lo hanno visto come unico protagonista sul palco: qualche talk e brevi live in acustico, sempre non lontano da casa.

La sua scelta di non aggiungere veri e propri concerti nei mesi estivi sembra essere stata voluta e ponderata: da una parte per la voglia e, forse, la necessità di vivere pienamente un magico momento familiare. Dall’altra probabilmente per rispetto per quei fan che – a distanza di due anni – si trovano con in mano biglietti non ancora utilizzati e sarebbero stati contemporaneamente chiamati a comprarne altri ex-novo per appuntamenti diversi.

Cip!, uscito nel gennaio 2020, ha potuto contare, per cause di forza maggiore, su poche esecuzioni live e forse pensare a un nuovo album nel giro di così poco tempo è prematuro, ma c’è da sottolineare che anche dal punto di vista di nuove produzioni, nei mesi scorsi Brunori non è rimasto in silenzio. A cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sono infatti usciti due brani di colleghi che possono vantare il feat. del cantautore calabrese. E in entrambi i casi, si tratta di pezzi che raccontano di speranza e rinascita, la stessa di cui è intriso gran parte del repertorio brunoriano.

Il primo, La violenza della luce in coppia con Gianluca De Rubertis (il brano da anche il nome all’album da cui è estratto come singolo ed era uscito in versione originale, con la sola voce dell’autore, nei mesi precedenti), è il flusso di coscienza di un uomo che fa i conti con il suo passato, con errori ed esperienze di ieri e soprattutto con la voglia di affacciarsi a un domani luminoso. Un futuro invaso da una luce violenta che con estrema semplicità è pronta a squarciare ogni tipo di oscurità. A rileggerlo e riascoltarlo oggi, con una chiave personalizzata per Dario, quel “te che sei la via per l’universo” pronta a illuminare e a dare risposta a ogni domanda, sembrerebbe proprio la bimba in arrivo.

Povero cuore è invece un brano scritto a quattro mani e interpretato da Brunori Sas e Mobrici. Anche in questo pezzo, che emoziona la punto da farci perseverare sull’hashtag #PiangiConBrunori, il tocco di Dario è quello più ottimista. È stato lo stesso Matteo Mobrici (ex frontman dei Canova) ad averne raccontato sui social la genesi: “È una canzone su un povero cuore, il mio. È un cuore scottato, stanco, che non riesce più ad amare, ma che lotta per rinascere, per essere spinto altrove, lontano. È pronto a ripartire e ad essere mostrato di nuovo, ma cosciente di aver bisogno di un po’ di coraggio, di una spinta. Quando ho scritto questo pezzo c’era già quasi tutto, ma sentivo che avesse bisogno di uno sguardo esterno, di una visione diversa dalla mia ma all’interno dello stesso brano. Allora ho pensato a Dario, una specie di maestro per me ma anche di fratello maggiore in un certo senso. In POVERO CUORE vedo una collaborazione perfetta perché, avendo scritto lui la sua parte, ovvero la seconda strofa, fa in modo di rispondermi, di spronarmi, di aiutarmi. E’ una conversazione in forma canzone, come quando nella vita arriva un amico e ti da una mano. In fin dei conti è un pezzo carico di ottimismo, capace di darti una pacca sulla spalla e darti la voglia di ricominciare”.

Ricominciare, ripartire, rinascere: le parole chiave che caratterizzano l’autore de La verità, anche a fronte del 2020 e del 2021 che ci hanno messi alla prova, per fortuna non sono cambiate. Sarà anche per questo che nell’anno più strano e difficile per fare il cantautore, questo abilissimo paroliere ha deciso di reinventarsi e dedicarsi anche a un’altra passione, rilevando con alcuni amici un’azienda vinicola e rinominandola Le quattro volte, come una sua celebre canzone.

Che Brunori sia un acuto osservatore della realtà è un dato di fatto, che le sue canzoni abbiano da sempre cercato di scavare un solco nelle anime di chi le ascolta non è una sorpresa e che lui continui a parlarci di se stesso e di noi, pronto a ricercare la speranza –  che ha sempre sapientemente nascosto tra i suoi versi –  anche dopo un anno e mezzo complesso e assurdo per tutti, è una piacevole e desiderata conferma.

In un tempo in cui ci siamo spenti, forse abbiamo tutti bisogno di rifiorire come dal terreno di un vigneto in Calabria. E di ricordare, come ci canta ne Le quattro volte che “si può nascere un’altra volta, poi rinascere ancora un’altra volta se ti va!”.

Buon compleanno Dario!

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