Roger Taylor parla del suo nuovo album “Outsider”

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Roger Taylor

Roger Taylor ha avuto molto tempo libero di recente per riflettere sul suo lungo viaggio attraverso la vita e la musica. Roger ha fatto buon uso di questo tempo: seguendo la sua ispirazione creativa, ha trascorso gran parte del lockdown a scrivere e registrare nuovo materiale e, in poco tempo, si è ritrovato con il suo primo album solista dal 2013, Outsider, in uscita il primo ottobre.

Le abilità di Roger come compositore, cantante e polistrumentista lo hanno aiutato durante l’isolamento forzato degli ultimi 18 mesi. Proseguendo in una tradizione che risale al suo primissimo album da solista, Fun in Space del 1981, ha scritto, prodotto, cantato ed eseguito personalmente tutte le canzoni di Outsider, avvalendosi del solo aiuto di amici e collaboratori di lunga data.

Outsider è un album composto da brani che offrono uno sguardo filosofico sulla fragilità umana e sul nostro breve tempo sulla Terra. Realizzata in Cornovaglia durante il primo lockdown nel 2020, la traccia di apertura dell’album Tides è una meditazione sulla mortalità contro il tempo e gli immutabili cicli dell’oceano.

«Tides è semplicemente nato da una sensazione», spiega Roger. «La mia casa è in riva al mare, e le maree vanno e vengono, puoi impostare l’orologio sui loro flussi, puoi contare su di loro quasi come fossero un amico. Riguarda l’inevitabilità del nostro breve periodo qui, il nostro passaggio sulla terra».

Ma Outsider è tutt’altro che un album cupo. In effetti, bilancia malinconia e ottimismo, la compassione e gli scorci di un futuro più luminoso. L’introspettivo singolo uscito nel 2020 Isolation è un’altra traccia ispirata dal lockdown, che si conclude con la cauta speranza che le cicatrici della solitudine e dell’ansia guariranno presto, quando si tornerà ad una normale interazione umana. L’elegante nuovo singolo We’re All Just Trying To Get By, inciso con la cantautrice KT Tunstall, celebra il più basilare degli impulsi umani: la sopravvivenza.

Spiega Roger: «Quello che rende ogni forza vitale sulla Terra è il cercare dii cavarsela ed esistere. È tutto ciò che stiamo cercando di fare: dalle piante agli animali agli umani, si persegue la sopravvivenza. Siamo nel mezzo di una dannata pandemia … voglio dire … dobbiamo ammettere che anche il Coronavirus sta solo cercando di cavarsela!».

Anche la title track dell’album ci ricorda che i perdenti possono sollevarsi per lottare contro la sconfitta, spiega Roger: «È un po’ come rievocare il periodo della scuola, tutti lo abbiamo vissuto nella nostra vita. Tutti sono estranei e, a un certo punto, si sentono esclusi o presi di mira».

Outsider potrebbe mostrarci Roger in una modalità più rilassata del solito, ma la sua passione per l’hard-rock fa ancora parte del suo essere. I Know I Know I Know”, un brano presumibilmente autobiografico, dalle sonorità blues, mette a nudo l’animo umano dal punto di vista di un amante pieno di rimorsi che ha commesso troppi dolorosi errori.

Al contrario, il protagonista del brano More Kicks non si vergogna di celebrare la sua giovinezza e i suoi insaziabili appetiti. Con la batteria di Roger che accelera in un crescendo frenetico.

Gli album di Roger non hanno mai evitato di schierarsi politicamente. E Outsider continua questa tradizione con la canzone di protesta Gangsters Are Running This World e con il brano funk-rock Gangsters (Purple). Il testo graffiante è rivolto direttamente ai leader autoritari di tutto il mondo, da Putin a Lukashenko a Bolsonaro.

«Come Queen abbiamo sempre cercato di essere apolitici», spiega Roger. «Ma quando hai la libertà di esprimerti da singolo, puoi dire quello che ti pare, cosa che ho sempre cercato di fare. Troppi “gangster” stanno governando i paesi in questi tempi».

La canzone più divertente e inaspettata di Outsider è The Clapping Song, meglio conosciuta per la sua versione originale del 1965 di Shirley Ellis, così come per il suo remake britannico di successo del 1982 dei Belle Stars. Il brano è un flashback dei gusti pop adolescenziali di Roger.
«Ho adorato l’originale di Shirley Ellis», dice. «È talmente gioioso e semplice. Ho provato a ricreare quello swing. È stato un vero piacere cantare quel brano, è come una filastrocca per bambini».

Outsider rivisita e rielabora anche alcuni brani dal repertorio solista di Roger. Fra questi la ballata Absolutely Anything e Foreign Sand, hit in UK nel 1994 che nel nuovo “English Mix” di Roger viene trasformata in una ballad acustica voce e chitarra.
«Penso che la gente avesse bisogno di ascoltare il vero nucleo della canzone»,
spiega Roger. «Ho sentito che l’originale era un po’ troppo arrangiato e troppo orchestrato. Mi piace l’idea di John Lennon di mettere a nudo le cose in modo da sentire il nocciolo di un’idea invece di “vestirla” troppo».

Outsider si conclude come è iniziato, riflettendo mestamente sulla maestà del cosmo e sulla durata della vita umana in Journey’s End. Pubblicato per la prima volta quattro anni fa come singolo, questo coinvolgente film epico di sette minuti funge da finale perfetto per l’album più ambizioso di Taylor fino ad oggi.
«Ha un’atmosfera piuttosto fatalista» dice Roger. «Si tratta fondamentalmente di pensieri sul termine della vita. È una sorta di accettazione del fatto che il nostro è un viaggio, e quel viaggio finirà»

Roger e la sua band presenteranno l’album durante un tour di 14 date nel Regno Unito, a partire dal Newcastle O2 il 2 ottobre. Sarà una scaletta di brani dalla sua carriera solista, oltre ad alcuni classici dei Queen molto amati dal pubblico. Per riemergere finalmente dall’ibernazione a cui ci ha costretto il lockdown.
«Voglio che tutti si divertano», insiste Roger. «Dubito che lo farò ancora per molto, ma sono ancora in grado di farlo. Suonerò anche canzoni dei Queen? Assolutamente! Non sopporto le persone che non riescono ad accettare molte delle cose per cui sono amate. Dai, ammetti chi sei!» 

Roger Taylor

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