Riparte Jazz Mi, rassegna giunta alla sesta edizione

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Jazz Mi
@Giordano Casiraghi

Riparte con la sesta edizione la rassegna Jazz Mi, musica dal vivo nelle strade e nei quartieri della città a tempo di Jazz. Dal 21 al 31 ottobre ci saranno oltre 200 eventi diffusi in 60 spazi cittadini. Il programma è stato presentato nel Teatro della Triennale di viale Alemagna, luogo storico che aveva visto già negli anni Sessanta e Settanta la presenza di artisti internazionali sul fronte Jazz. 

La presentazione è stata aperta e coordinata da Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano che ha precisato essere questa l’ultima conferenza del suo mandato. L’Assessore ha premesso che il recente pronunciamento del CTS in favore di una maggiore capienza per i posti ai concerti va nella direzione sperata, infatti il settore ha pesantemente sofferto sulle limitazioni e blocchi imposti dalla pandemia. La particolarità della rassegna è quella di intervenire e interagire sul territorio toccando varie parti della città con iniziative collaterali. Ottimista è apparso anche Fabrizio Paschina che opera per Banca Intesa come sponsor al progetto, il quale ha evidenziato la buona riuscita dell’operazione podcast che ha ottenuto fino a cinquantamila ascolti al giorno. Presenti anche Chiara Angeli di Volvo e la presidente Paola Dubini presidente del Teatro dell’Arte/Triennale, punto centrale di questa come delle altre edizioni. Luciano Linzi, direttore e ideatore della rassegna insieme a Titti Santini di Ponderosa, ha illustrato nei dettagli i vari concerti, almeno i più significativi, ribadendo l’importanza e il riconoscimento che questa rassegna sta ottenendo dal pubblico. Anche l’anno scorso, pur nelle prime quattro giornate perché poi a causa delle restrizioni tutto è stato interrotto, il pubblico ha mostrato una lusinghiera partecipazione. I segni per una rinascita quest’anno ci sono tutti e certamente non ci sarà alcuna interruzione. Restano i due poli principali che sono il Teatro dell’Arte in Triennale e il Blue Note, mentre gli altri luoghi comprendono la Casa degli Artisti, il Volvo Studio Milano, Made in Corvetto, Loggia dei Mercanti, Villa Necchi Campiglio, Nuovo Armenia a Dergano, PuntoZero Teatro a Bisceglie, l’Olinda – Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, l’Off Campus San Siro, Casa Jannacci fino al Padiglione Chiaravalle, una vasta mappa di eventi che copre tutta la città. Ma veniamo al programma e agli artisti coinvolti cominciando dal chitarrista Paolo Angeli con un progetto dedicato ai Radiohead; Roberto Gatto con la sua interpretazione del repertorio progressive, Theon Cross, leader della band britannica Sons of Kemet. Un omaggio a tre icone del jazz d’avanguardia come Ornette Coleman, Dewey Redman e Julius Hemphill con Broken Shadows (Tim Berne, Chris Speed, Reid Anderson, Dave King). Fabrizio Bosso Quartet sarà sul palco per presentare l’ultimo e intimistico progetto. Torna il pianista franco-israeliano Yaron Herman e dalla Francia arriva il duo Vincent Peirani & Èmile Parisien, che propongono le magie del tango. Per la prima volta a Jazz Mi arriva Roberto Fonseca con il suo trio, il giovane vibrafonista americano Joel Ross e il talento londinese Moses Boyd. Il giovane ed eclettico Theo Croker precederà lo scrittore britannico Jonathan Coe accompagnato dall’Artchipel Orchestra, mentre Marcin Wasilewski suonerà con la sua formazione insieme a Joe Lovano. Sempre in Triennale sarà possibile assistere ai concerti di Stefano di Battista con un personale omaggio a Ennio Morricone, Ada Montellanico con We Tuba con ospite Michel Godard, Paolo Botti e Dario Napoli. Saranno protagonisti di Jazz Mi anche l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani e il progetto “Giornale di bordo” che vede insieme Antonello Salis, Gavino Murgia, Paolo Angeli & Hamid Drake. 

Il Blue Note apre le sue porte alle star Richard Bona e Alfredo Rodriguez, il cantante britannico membro degli Incognito Tony Momrelle e la stravagante Camille Bertault. Appuntamento speciale con Vinicio Capossela, che festeggerà i 30 anni dal suo album “All’una e trentacinque”.

Jazz Mi come tradizione sarà presente anche nei grandi teatri cittadini. Al Conservatorio di Milano si esibiranno Paolo Fresu con Around Tŭk e il genio dell’hip hop Grandmaster Flash. Il Teatro Dal Verme ospiterà “Progetto Speciale” di Alex Britti insieme al trombettista Flavio Boltro e poi l’omaggio a Lucio Dalla con il progetto Anidride Solforosa di Mario Tronco (direttore dell’Orchestra di Piazza Vittorio) e Peppe Servillo (Avion Travel). La musica live torna nei club come Santeria con il violocellista Redi Hasa e all’Alcatraz Milano dove Jazz Mi inaugura la sua sesta edizione con il concerto di una delle voci più interessanti della scena blues, jazz e R’nB di New York: Josè James. Per la prima volta il Teatro Filodrammatici di Milano aprirà le sue porte per accogliere tre serate dedicate al nuovo format Jazz Mi Future, ovvero un festival nel festival per scommettere sul futuro esponendo al pubblico le nuove leve del Jazz.

Anche quest’anno Jazz Mi supera i confini della città con tanti eventi di giovani band e grandi nomi del jazz a ingresso libero nei Comuni di San Donato Milanese, Trezzano sul Naviglio, Carugate e Buccinasco per il progetto Jazz Mi Around. 

Paolo Fresu sarà protagonista insieme alla sue etichetta Tŭk Music della quale verranno messe in mostra le copertine dei dischi. Presso l’Istituto penale per minorenni Cesare Beccaria suonerà Enrico Intra accompagnato da Margherita Carbonell. Spazio ai libri con la presentazione di Jazz Frames di Severino Salvemini, Arrigo Polillo a cura di Luca Cerchiari e Roberto Polillo e La storia del jazz di Luigi Onori, Riccardo Brazzale e Maurizio Franco. 

L’Anteo Palazzo del Cinema ospita la proiezioni il documentario Billie di James Erskine e l’anteprima nazionale del film The US Vs Billie Holiday di Lee Daniels.

Un denso programma che potrebbe avere cambiamenti, ma le eventuali modifiche saranno sempre annunciate sul sito jazzmi.it. Alla pagina jazzmi.it/covid anche le informazioni sugli ingressi e le regole da seguire per rispettare le normative vigenti.

 

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014) e Cose dell'altro suono (Arcana, 2020).

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