Titane

Fanciulla scapestrata fa sesso con le auto e cerca un papà pompiere

0

Titane
di Julia Ducournau
con Vincent Lindon, Agathe Rousselle, Dominique Frot, Myriem Akheddiou, Théo Hellermann

Alexia ha una placca di Titanio sopra l’orecchio destro dopo un brutto incidente stradale nell’infanzia. Da grande fa lap dance sui cofani delle auto nei motorshow. Se un umano /umana la cerca (con le cattive o con le buone) lei lo uccide, fa sesso con una Cadillac e resta incinta. Scappa, uccide uccide uccide, la pancia cresce, quando la cercano come serial killer si sfigura e si presenta come il figlio sparito e ritrovato del capo dei pompieri, che si fa di tremende iniezioni (steroidi? testosterone?) per superare la vecchiaia e la solitudine e quando è con la truppa fa dei rave. Quando si rompono le acque da Alexia esce olio per motori: bebé mutante o hybrid benzina/elettrico? E alla fine l’amore trionfa. Come nei feuilleton. Nel film precedente, Raw, Julia Ducournau aveva raccontato di una vegetariana che diventava cannibale. Titane è un film che divide: gli puoi attaccare qualsiasi significato (mutazione del corpo in macchina, trascendenza, singolarità, cambio di genere, fame d’amore, rabbia contro la società eccetera) vedere un mucchio di citazioni (la Pietà di Michelangelo, i pompieri di Fahrenheit 451, Tetsuo, il cyberpunk e i manga), riconoscergli tutte le mode e le avanguardie francofone, oppure scuotere la testa e dire già visto, già visto, già visto, brava, passi alla cassa, grazie. Palma d’Oro. È un film disarmante: si presenta in una forma modernissima, alla moda, e a modo suo è un film d’arte antiquato. Forse, autoironicamente, un po’ pompier…

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome