La nuova cover dei Måneskin spiccia casa a Pornohub? No, this is rock

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I Måneskin ormai sono delle star mondiali. Con buona pace di quelli che si crogiolano ancora sul cosa sono: so rocker, non so rocker, ma l’accendiamo? Spinosa questione a parte (con tanto di bava alla bocca da invidia classica italica), i quattro se ne vanno scalando classifiche e scagliando frecciatine a francesi e critici del web con la nuova chanson, mostrandosi anche in déshabillé per la copertina del singolo (anticipato, in parte, con uno spoiler su TikTok). Insomma, per dirla a parole nostre, i nostri si mettono a nudo, con solo la foglia di fico (nel caso specifico una stellina per evitare la censura) a celare le intimità. MammaMia!

Belli, ma non staranno un po’ esagerando? Si dice in giro. Si stanno solo omologando!  A chi? E daje. Vi dirò, più che scandalizzata, io so solo un pochetto annoiata (anche se cerco di capire come eliminare la stella dalle parti di Ethan, mio prefe).

Insomma, i romani non peccano proprio di niente, semmai mancano in toto di originalità. What? Oh diamine, smettetela di pregare per la loro anima “dannata”. I Måneskin non spicciano mica casa a Pornohub. È solo rock! Avete dimenticato le copertine di alcuni dischi che furono? Aprite bene le orecchie, giusto qualche esempio a caso per rinfrescare la memoria.

Nevermind dei Nirvana: le parti intime del neonato son coperte con degli adesivi.

No Love Deep Web dei Death Grips: l’immagine mostra un pene eretto su cui è scritto a pennarello il titolo dell’album. Altro che stelline!

E dulcis in fundo…

Unfinished Music No.1 – Two Virgins: John Lennon & Yōko Ono: la coppia è nuda sul davanti e di spalle. Capito?

Nessuna sorpresa dunque. I nostri insegnano “solo” cos’è il rock agli under 20, disgraziatamente fermi agli Amici di Maria, che forse quei tre dischi che ho buttato in fila non li hanno mai sentiti nominare. È un dato di fatto, non si inventa nulla di nuovo. Per questo la copertina mi lascia alquanto indifferente, perché sa di già fatto. Inoltre, gusto personale, preferisco sempre un orgasmo con le canzoni che con piselli al vento (parlo di musica oh). Ma va bene comunque. This is rock. Lasciamoli fare.

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Maria Francesca Troisi
Campana verace, trascorre gli anni degli studi tra Salerno, Milano e Roma. Appassionata da sempre di scrittura e musica, matura negli anni diverse esperienze nel campo dell’informazione e spettacolo, ricoprendo il ruolo di giornalista, blogger e ufficio stampa per siti di musica, quotidiani, e associazioni culturali.

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