Tanti auguri alla “Guerriera dello Spazio” Sigourney Weaver

0
Sigourney Weaver

Tutto è cominciato con due giovanissimi sceneggiatori pieni di sogni e con pochi soldi, Ronald Shusett e Dan O’Bannon. Inizialmente il titolo era Memory, ma lavorandoci sopra e aggiungendo qualche cambiamento, in particolare la figura di un uomo/robot pensato dal produttore Walter Hill (sì, proprio il regista de I guerrieri della notte), nacque Alien (1979). La storia di questa astronave mercantile e del suo equipaggio composto da sette elementi, che atterra su un pianeta sconosciuto e senza volerlo si ritrova a bordo un alieno assassino, diventa il trampolino di lancio di una promettente Sigourney Weaver, nome d’arte di Susan Alexandra Weaver.

Sigourney Weaver

L’idea di Alien sembra solo apparentemente semplice, ma nelle mani del talentoso regista Ridley Scott diventa un indiscutibile capolavoro. Grazie a Scott la fantascienza classica con astronauti asettici e cavalieri fantasy si trasforma in un mondo più realistico, “vissuto” e sporco, dove niente sembra essere al suo posto e dove i protagonisti sono divisi anche politicamente in operai e ufficiali. In mezzo a tutte queste novità il regista aggiunge la più importante, creando la prima vera eroina dello spazio, che ha il volto e l’energia della trentenne Sigourney Weaver nel ruolo del tenente Ripley.

Mentre solo un paio di anni prima le avventure spaziali avevano visto la prima ragazza “tosta” con la Principessa Leila (Carrie Fisher) in Guerre stellari, è con il personaggio di Ripley che si ha nel cinema di fantascienza una donna in grado di gestire, meglio di qualunque uomo, una situazione impossibile usando forza, inventiva e intelligenza. Anche se inizialmente la protagonista doveva essere l’altra bravissima attrice presente nel film, Veronica Cartwrigth, fu il regista a scegliere la Weaver per quel ruolo… e non si sbagliò! La Cartwright, che aveva già lavorato da giovanissima ne Gli uccelli di Alfred Hitchcock, non la prese benissimo e accusò la Weaver di essere una raccomandata in quanto figlia dell’ex presidente della NBC. Sta di fatto che la scelta fu più che azzeccata e tutti quelli che lavorarono al primo Alien, sia davanti che dietro la macchina da presa, ebbero in seguito un luminoso futuro artistico.

Sigourney Weaver

Femminile, elegante, versatile e con i suoi 182 cm di altezza, Sigourney Weaver ha avuto una carriera di tutto rispetto. Si è cimentata nei ruoli più disparati, dal dramma alla commedia, dagli action ai film di denuncia. Con il seguito di Alien, Aliens – Scontro finale (1986), la Weaver diventa la prima donna nella storia degli Oscar a essere candidata come miglior attrice protagonista per un film di fantascienza e grazie al regista James Cameron approfondisce il suo personaggio, diventando una vera e propria guerriera in grado di condurre un pugno di soldati contro un’orda di alieni. La Ripley del secondo capitolo è più motivata a combattere, ma anche più emotiva e fragile a causa della perdita di una figlia, che scopriamo avere solo nella versione director’s cut del film di Cameron, e l’attaccamento materno per la bambina sopravvissuta che trova sul pianeta invaso dalle mostruose creature.

Sigourney Weaver

L’enorme successo di Aliens porta avanti le “battaglie” di Ripley in due seguiti: Alien 3 (1992), primo lavoro cinematografico del regista David Fincher, snobbato da pubblico e critica, ma con una linea dark che lo rende comunque interessante, e Alien – La clonazione (1997), diretto dal regista francese Jean-Pierre Jeunet, che vira sul grottesco e costruisce una storia che divide il pubblico, ma incassa più del suo predecessore.

Sigourney Weaver

In mezzo ai vari capitoli della saga che l’ha resa famosa la Weaver si aggiudica una serie di interpretazioni memorabili. Nonostante l’altezza che le impedisce di ricevere offerte per determinati ruoli, raggiunge un altro primato ed è la prima persona a vincere nello stesso anno il Golden Globe come miglior attrice protagonista per il bellissimo Gorilla nella nebbia (1988), biografia della zoologa assassinata in Ruanda Diane Fossey, e come miglior attrice non protagonista nella commedia di Mike Nichols Una donna in carriera. Per gli stessi due film si aggiudica anche la doppia nomination agli Oscar, ma non riesce a portarsi a casa la prestigiosa statuetta. Nel 1984 e nel 1989 è anche l’interprete dei due enormi successi dedicati ai Ghostbusters diretti da Ivan Reitman, che le regalano un ruolo forte ed estremamente sexy.

Tra gli anni ‘80, ‘90 e 2000 si ritrova in un’importante serie di film realizzati da registi come Roman Polanski (La morte e la fanciulla), Peter Weir (Un anno vissuto pericolosamente), M. Night Shyamalan (The Village), Ang Lee (Tempesta di ghiaccio), e nuovamente con Ridley Scott (1942 – La conquista del paradiso, Exodus – Dei e re), Ivan Reitman (Dave – Presidente per un giorno) e James Cameron (Avatar).

Sigourney Weaver

A causa del suo agente perderà invece l’opportunità di lavorare nel pluripremiato Lezioni di piano (1993), che diede la possibilità di vincere a Holly Hunter l’Oscar come miglior attrice e il premio come miglior interprete femminile al Festival Di Cannes. Ironia della sorte le due attrici lavoreranno poi insieme nell’ottimo thriller Copycat – Omicidi in serie (1995).

Sembra sfumato al momento il quinto capitolo di Alien, che stava per prendere forma negli ultimi anni, ma vedremo presto questa splendida settantunenne in Ghostbusters: Legacy, e in Avatar 2, sempre “accompagnata” dall’amico James Cameron.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome