Adduci: «Ho iniziato a scrivere canzoni dopo aver ascoltato Piero Ciampi»

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adduci se invece di sbattere gli occhi
Foto di Giulia Bartolini

Indagare il rapporto tra le persone. Sono molti i modi in cui possiamo farlo, mettendo sullo stesso piano o meno le emozioni e i desideri nostri e degli altri. Il cantautore Adduci, Vincenzo Adduci all’anagrafe, sceglie la lente d’ingrandimento del “protagonista distaccato” ed ecco che prendono vita i brani del suo album d’esordio Se invece di sbattere gli occhi.

“Questo album – racconta l’artista durante la nostra intervista – indaga il rapporto tra persone ponendo lo sguardo sul narratore, protagonista di queste canzoni, quindi con lo sguardo su di sé, ma orientato a capire cosa ci succede quando interagiamo con chi c’è intorno…si cambia con il tempo….sono nate prima le canzoni e poi l’album, non sono nate in prospettiva di questo, e infatti il filo conduttore si è creato a posteriori”.

Questo album non si tratta del primo e vero lavoro di Adduci, in quanto c’è stata una lunga gavetta come chitarrista, suonando in diverse band tra Napoli (città di origine), Bologna e Milano pubblicando, nel 2016, la raccolta EP Ending, firmandola con lo pseudonimo Candybag e a cui collaborano Donnie Vie (Enuffz’Nuff) e Baz Francis (Magic Eight Ball), per i quali apre le date italiane dei due tour europei.

“Ho avuto una lunga carriera da chitarrista – racconta – e sicuramente in questo album c’è tanto del mio percorso e di quello che ascolto, sono diverse cose che compongono poi la mia tavolozza. Ovvio, per questo lavoro mi viene da pensare ai cantautori degli anni 60 per quanto riguarda la struttura dei pezzi, ma ci riscontro anche l’influenza dei Red Hot Chili Peppers per il modo di suonare la chitarra o i Beatles”.

Nel singolo Ultimo Poeta, Adduci invita a riflettere sul senso e il giusto peso del dolore dato da momenti di vita quotidiana, in particolare quello della fine di abitudini nate precedentemente con l’altra persona.

 “Non sempre le cose vanno come speriamo, ma anche la peggiore delle giornate storte può essere superata con il giusto equilibrio tra godersi il presente e guardare avanti. La canzone e il video cercano di trasmettere lo stesso messaggio: esistono molti tipi di lieto fine. Qualcuno visse felice e contento anche da solo”.

Adduci, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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