Vasco Rossi ha presentato oggi in conferenza stampa Siamo qui, il singolo che uscirà venerdì e che anticipa l’album omonimo, nei negozi dal 12 novembre.
La canzone, scrive Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera, è una ballad guidata da una chitarra acustica, scritta prima della pandemia. «I guai sono quelli della condizione umana, siamo gettati nel mondo senza averlo scelto», ha detto Rossi citando Heidegger. Il disco viene annuncia suonato e senza elettronica. «Sono in controtendenza, ci sono chitarre, batteria, basso e tastiere vere. E sempre per non seguire le mode ci sono anche poche parole: sono i vuoti a smuovere qualcosa dentro a chi ascolta», ha precisato ancora Vasco.
Dal Corriere della Sera apprendiamo anche che Tu ce l’hai con me abbraccia il metal, mentre su XI comandamento, il titolo forse più curioso dell’album, il Blasco ha detto: «Il rischio è che i nuovi governanti che si prospettano all’orizzonte sull’onda di populismo, estremismo e fake news arrivino con leggi speciali e questo undicesimo comandamento: amare loro più di ogni altra cosa».
Rockol invece scrive che L’amore l’amore parla di relazioni fluide, La pioggia alla domenica di relazioni di coppia, Ho ritrovato te (con arrangiamenti alla Pink Floyd) del ritrovare il piacere della vita e la già citata Tu ce l’hai con me dell’hate speech sui social.
Dalla musica alla politica il passo è stato breve. Parlando di Meloni e Salvini ha detto che i loro toni sono divisivi e che creano solo odio per avere consensi. Ed ancora, come riporta La Stampa: «Per me è giusto che ci sia la destra, ma non deve essere pericolosa come quella che sembra ci sia all’orizzonte».
Negli ultimi giorni Vasco è salito anche alla ribalta per un breve video in compagnia di Red Ronnie, nel quale si dissociava dalle idee sui vaccini dell’amico giornalista. Ed anche questo tema è stato trattato ovviamente. Al TG1 ha detto questa sera: «Se siamo messi meglio dell’anno scorso è perché ci sono i vaccini». Repubblica riporta questa dichiarazione: «I No Vax credono ci sia un complotto perché non riescono ad accettare la realtà, quindi pensano che ci debba essere dietro qualche cosa». Sulla Stampa invece si legge: «Io credo nella scienza, se ho mal di denti prendo un antidolorifico. Non vado a parlare con un santone». Il quotidiano di Torino riporta anche questa significativa dichiarazione sul tema della libertà: «Quando sento urlare “libertà, libertà” penso che la libertà non sia quello. La libertà ha senso quando è all’interno di un limite, altrimenti non è libertà ma caos. Noi negli anni ’70 lo avevamo già capito, non mi aspettavo di tornare indietro come stiamo facendo ora».
Un Vasco a 360 gradi, quindi, senza peli sulla lingua come ci ha sempre abituato in questi anni. In attesa di ascoltare il disco, possiamo dire che sui temi caldi del momento ha parlato in modo inequivocabile, senza preoccuparsi di dispiacere a qualcuno. Di fronte al silenzio di tanti, le parole di Vasco risuonano potenti questa sera. Chiare e precise. E fanno un gran bene.
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