È stato presentato alla Biennale Cinema di Venezia e adesso arriva nelle sale cinematografiche il 25, 26, 27 ottobre il film DEANDRÈ#DEANDRÈ – Storia di un impiegato per la regia di Roberta Lena. Un film dove Cristiano De André presenta il lungo viaggio di un album quantomai attuale, quel Storia di un impiegato uscito nel 1973. In sala per la proiezione milanese alla stampa c’era il tastierista Alberto Mompellio che aveva suonato nel tour di Fabrizio De André, proprio quello di Storia di un impiegato insieme, tra gli altri, a Giorgio Usai, altro tastierista, Ricky Belloni alla chitarra. Un album coraggioso e controcorrente che il figlio Cristiano ha deciso di riportare integralmente alla ribalta con concerti applauditi e la direzione musicale di Stefano Melone. Nel film vengono fatte ascoltare le varie canzoni inframezzate da interventi parlati, dove Cristiano racconta di quando era piccolo e ascoltava i discorsi sulla politica di suo padre con Giuseppe Bentivoglio, il coautore dei testi di Storia di un impiegato. Un film come omaggio musicale e personale di un figlio all’eredità artistica umana e politica di un grande poeta, testimonianza di un rapporto d’amore profondo.
Appaiono immagini di repertorio, le manifestazioni degli anni Settanta, le lotte sociali, personaggi del passato storico ma anche attuali, ad esempio si vedono le figure di Erdogan, Putin, Orban, Bolsonaro, ma anche immagini familiari e filmati inediti. Un intreccio di storie dove aspirazioni e aneliti di libertà dell’impiegato, convivono con quelli della vita personale e musicale di Cristiano in un discorso sul mondo contemporaneo. La Sardegna più che uno sfondo è luogo del cuore dove emergono i ricordi del passato e le voci del presente. Una sorta di biografia, attraverso il rapporto speciale tra padre e figlio, del loro comune sentire fino ad arrivare a un riconoscimento simbiotico.
È Cristiano De André che conduce la narrazione, che ricorda e mostra i bei momenti collettivi dove appaiono per esempio Dori Ghezzi insieme alla prima moglie di Fabrizio, momenti d’intimità, ma anche quando Cristiano, ancora adolescente, esordiva sul palco a fianco del padre. Vederlo piccolo accanto al padre sembrava un riflesso in miniatura, con il tempo Cristiano ha fatto la sua strada, per niente facile, come non è stata facile quella di suo padre. Un film irrinunciabile per tutti coloro che hanno amato i De André, soprattutto Storia di un impiegato.







































