L’arminuta

Ragazzina di città città spostata a una famiglia di campagna. Perché? Dal bestseller omonimo

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L’arminuta
di Giuseppe Bonito
con Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti

Italia, anni Settanta. Un uomo di città porta una ragazzina di città in una casa contadina: madre sfracellata dalla tristezza, tanti figli, una bambina buffa e tenera, padre che non parla e picchia con la cinghia. La ragazzina non vuole restare lì, non capisce perché, sembra una punizione, l’uomo se ne va con le cattive. Dal tumulto del dialetto, spesso incomprensibile, emerge che la ragazzina di città è definita l’arminuta, la restituita: è in realtà sorella di tutti quei fratelli sgomenti o scocciati, è figlia di quella madre che la guarda come un alieno, era  nata lì e poi era stata prestata a fare da  figlia alla  donna di città che lei chiamava madre e stava con l’uomo che lei credeva padre. Adesso si è risposata e il nuovo marito non vuole in casa la figlia di un altro. L’arminuta si sente così aliena in quel pianeta incomprensibile che vince persino un concorso con un racconto di fantascienza, e così troverà la sua via di scrittrice.  Lentamente, accompagnata dalla sorellina inattesa, l’arminuta entra in questo secondo mondo e trova una sua dimensione, anche e soprattutto attraverso la conoscenza del dolore, non solo del suo dolore. Dal romanzo omonimo di Donatella di Pietrantonio vincitore del Campiello 2017.

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