Ultimo senza filtri: questo è “Solo”, il nuovo album

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Dopo oltre due anni di attesa, Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha finalmente presentato al pubblico un nuovo album, Solo, il primo prodotto dall’etichetta indipendente che porta il suo nome, Ultimo records.

Una tracklist ricca, 17 pezzi in totale, in cui il giovane cantautore romano fa i conti con se stesso, con le sue debolezze. Un album scritto quasi interamente durante la pandemia, che ha evidentemente fatto vacillare alcune certezze. È un Niccolò più concreto quello che emerge tra le righe di Solo, sicuramente più maturo: come se il giovane cantautore romano non fosse più il “Peter Pan” di qualche anno fa e si fosse rassegnato all’idea di crescere, facendo i conti con la realtà nuda e cruda.

Allo stesso tempo, però, la sensazione è che la maggior parte degli inediti sarebbe calzata bene in Pianeti, a dimostrare che, nonostante la crescita e il percorso portato avanti, Niccolò sia sempre rimasto fedele a sé stesso.

«Avanti e indietro… Avanti e indietro… tutta la vita, tutti i giorni, tutte le ore. Rincorriamo i nostri obiettivi e andiamo avanti e indietro, avanti e indietro. Ci sono momenti dove la compagnia gioca un ruolo fondamentale, eppure io non volevo nessuno. Ho trovato la mia forza in quelle sere dove per vincere avevo solo me stesso. “Non c’è nessuno”, mi ripetevo. Ho trovato la mia forza sentendomi perso. “Non c’è nessuno”, mi ripetevo. Sono arrivato ad avere quello che volevo, eppure non sentivo nessuno vicino a me. Poi ho imparato che per saper condividere il tempo con qualcuno, devi saper convivere prima di tutto con la tua solitudine. E così avanti e indietro, avanti e indietro. Nella frenetica vita di tutti i giorni, benedico quelle volte in cui ho scritto di sentirmi solo, perché stavo preparando me stesso a non esserlo più». Con queste parole, Ultimo ha presentato il suo nuovo lavoro a poche ore dall’uscita.

La musica proposta in questo album è sempre poco elaborata: un pianoforte, o una chitarra, accompagnano i testi che, come al solito, senza troppi giri di parole inchiodano l’ascoltatore al muro. Perché crude e introspettive, come sempre, ma allo stesso tempo che accomunano tutti.

Filo conduttore di questo album, le stelle: presenti sulle copertine di quattro dei cinque singoli che hanno anticipato l’album (Niente, Buongiorno Vita, 7+3, 22 settembre) ma anche nei testi. Il primo brano nella tracklist è Il bambino che contava le stelle e il disco si conclude con la frase «C’eri tu a guardare le stelle con me» (2:43 AM).

In mezzo, una valanga di sentimenti, tirati fuori in ordine sparso e senza un senso apparente, che però trovano il loro senso nell’insieme. Niccolò ha voluto mettersi a nudo, parlare di tutte le sue contraddizioni, le sue fragilità, perché “lui è le sue canzoni” e se sono nate in un periodo cupo come quello della pandemia, non possono essere canzoni che trasmettono allegria. C’è anche un brano che sarà la colonna sonora di un film di Paolo Genovese, Supereroi, tratto dall’omonimo romanzo del regista.

Adesso l’attesa per il tour negli stadi, rinviato due volte a causa della pandemia, cresce sempre più: un sogno che per Niccolò e per i suoi fan diventa finalmente realtà.

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Tanti interessi, tutti diversi, ma che in comune hanno una cosa: scrivere. Non fa altro da quando ha imparato e sogna che questo diventi il suo mestiere. Cittadina del mondo con la Puglia nel cuore e uno zaino sempre pronto per nuove esperienze. Tra le più giovani collaboratrici del sito, non le manca il carattere per difendere le sue idee.

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