Michele Bravi, l’intervista: «Credo ancora nella forza della coesione umana»

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michele bravi nuovo singolo
Foto di Irma Ciccarelli

Michele Bravi presenta al pubblico il nuovo brano Cronaca di un tempo incerto, che va a chiudere il precedente lavoro discografico, La Geografia del Buio.

Non solo, infatti per l’occasione, l’artista pubblica anche l’extended version, disponibile su tutte le piattaforme, e dal 12 novembre in formato fisico LP rosso marmorizzato in edizione limitata autografata e con copertina esclusiva.

Oltre al singolo Cronaca di un tempo incerto, la tracklist si arricchisce con Falene, singolo uscito la scorsa estate in collaborazione con l’artista internazionale multiplatino Sophie and The Giants.

“Oggi festeggio la fine di un progetto partito a gennaio con La Geografia del Buioracconta Michele Bravi durante la conferenza stampa – Un’indagine sul dolore che si chiude con il pezzo che Cronaca di un tempo incerto: accettare le incertezza per vivere il trauma, anche con un significato diverso. Per questo progetto è oltre un anno di lavoro, da prima che uscisse il disco e sapevo già che sarebbe stato l’ultimo capitolo di questa parentesi musicale…. È stato un disco che raccontava come convivere con il buio, mentre il brano invita ad accettare le incertezze e da lì costruire una casa anche durante un terremoto”.

Michele Bravi si è mostrato fin da subito un artista attento ai suoi lavori, dove ogni parola, ogni suono, racchiudeva un mondo di emozioni e significati, anche difficili da tirar fuori e accettare, sensibile all’animo umano e ai suoi viaggi nelle emozioni quotidiane.

Non è un caso che a collaborare siano stati gli autori di sempre, gli amici presenti nella quotidianità dell’artista e che, quindi, ben coscienti di cosa prova e di come si debbano esprimere, liberare certi stati d’animo: Federica Abbate, Cheope e Francesco “Katoo” Catitti, che ne ha curato anche la produzione.

Ad ispirare la canzone è stata l’opera letteraria di McCarthy dal titolo La strada.

“La strada di McCarthy è un libro che ho scoperto in piena pandemia e mi ci sono catapultato dentro: è un estremamente potente, violento, con un’esperienza letteraria forte e immersiva una prosa diretta, i personaggi non hanno un nome…Mi ha colpito per la contingenza che c’era fuori da quel libro: racconta un mondo sfinito. Era quello che noi viviamo da due anni con l’emergenza sanitaria che ha creato un tempo incerto, dove è difficile fare progetto. L’ho trovato preoccupantemente premonitorio… anche se il libro ruota intorno ad un mondo sfinito è un inno alla vita incredibile”.

L’artista ha voluto dedicarne un corto, presentato il 22 ottobre in anteprima ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni, con video ufficiale disponibile da lunedì 25 ottobre.

Il corto, sceneggiato da Michele Bravi e Nicola Sorcinelli, che ne ha curato anche la regia per la produzione di Borotalco.tv, ha come protagonisti Michele stesso e l’attore Sergio Albelli.

“È un motivo di grande orgoglio (il cortometraggio, ndr) – continua Bravi – per la squadra che c’è dietro che mi ha permesso di poter rendere vera un’idea che stava lì da tanto. Tutto il disco era stato scritto con un intenzione cinematica, cinematografica, estremamente forte. Il fatto di vedere questo racconto sul trauma diventare una storia è bello”.

Il mondo del cinema ha sempre affascinato l’artista e questo corto è “un piccolo sogno che si realizza” grazie anche alla squadra di collaboratori che ha reso possibile costruire e concretizzare l’idea.

“Abbiamo registrato il corto nel secondo lockdown, quando ancora tutte le norme legate al set erano molto più restringenti di adesso….è stato un lavoro intenso, fatto con una piccola produzione e le persone coinvolte sono dei grandi nomi…siamo stati fortunati a costruire tutto con la loro professionalità ed esperienza…Sergio Albelli mi ha insegnato a canalizzare l’emotività…la squadra che c’è dietro ha costruito con me l’immaginario e c’è stata una grande fiducia da parte loro…Mi definisco un creativo e il fatto che la creatività riesca a rompere gli argini di mondi e settori diversi, anche se si parlano in modo continuativo, mi rende orgoglioso delle persone con cui lavoro e mi aiutano a raccontare la mia musica e creatività”.

Non è l’unica esperienza cinematografica, infatti Michele Bravi annuncia che sarà sul grande schermo con cast di attori molto importanti, a cui l’artista sta “rubando” l’esperienza, mentre il prossimo mese termineranno le riprese della prima opera di una giovane regista.

Parlando di cinema, Michele Bravi non poteva non ringraziare pubblicamente una delle attrici più importanti della cinema: Maria Grazia Cucinotta.

“Maria Grazie Cucinotta è una delle persona più importanti per la mia carriera: ho iniziato questo lavoro con la sua ‘protezione’, è stata la mia consigliera numero uno…dopo la finale di X-Factor lei mi disse: ‘Tu devi fare in modo che la musica incontri anche il cinema’. E questa è la prima volta che riesco a farlo in maniera così completa, e stata la prima persona a cui l’ho fatto vedere (il corto, ndr) e mi ha convinto a far comunicare il mondo della creatività in modo così potente. Sono contento di averla resa orgogliosa…i suoi consigli sono diventati una cosa concreta”.

La Geografia del Buio (extended version): La promessa dell’alba, Mantieni il bacio, Maneggiami con cura, Un secondo prima (feat Federica Abbate), La vita breve dei coriandoli, Storia del mio corpo, Tutte le poesie sono d’amore, Senza fiato, Quando un desiderio cade, A sette passi di distanza, Falene (feat. Sophie and the Giants), Cronaca di un tempo incerto.

Michele Bravi, l’intervista

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Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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