Cosa succede quando due super personalità si incontrano e alla fine diventano anche amici? Ne vengono fuori prima una serie di conversazioni che diventano altrettanti podcast, poi quegli stessi podcast si trasformano in un libro che esce oggi – 26 ottobre 2021 – in tutto il mondo. Più che un libro, in realtà, parliamo di un volume ricchissimo di immagini inedite che raccontano l’America, quella delle origini dei due protagonisti, e quella più recente. Un’America – anche se è più giusto parlare di Stati Uniti d’America – spesso incoerente, ingiusta, spietata, cinica, fallace, eppure sempre ricca di stimoli, di speranze, di sogni, di istanze di libertà, di lotte, di solidarietà.
E’ l’America che raccontano due colossi della cultura popolare americana, due icone del Paese più contraddittorio e affascinante del mondo: da una parte Barack Obama, il primo Presidente Afro-Americano della storia degli USA, dall’altra Bruce Springsteen, anima rock del Paese e voce più autentica della cultura americana contemporanea. insieme si sono confrontati su cosa significhi oggi essere americani, cosa sia l’America oggi, cosa resta del sogno americano, cosa voglia dire essere padri, come si fa a convivere con i fantasmi, mettendo da parte i ruoli e i personaggi e parlandone come due amici. quali sono diventati nel corso degli anni. Lo fanno senza ipocrisie e senza nascondersi dietro frasi fatte. Entrambi cresciuti con figure paterne fallimentari e sentendosi sempre dei disadattati, sia Bruce che Barack hanno messo a nudo la loro vera personalità.
Un libro con più di 350 foto che raccontano anche i caratteri e le debolezze dei due protagonisti. Ci sono i racconti delle loro cene, del rapporto con le loro mogli, soprattutto c’è il racconto di come è nato lo show di Broadway. Quando infatti Obama stava per lasciare la Casa Bianca dopo il doppio mandato (2008-2016) decise di fare una sorta di party per i dipendenti per ringraziarli del lavoro svolto in quegli otto anni. Era una festa per “pochi” intimi, ovvero tutto lo staff che lo aveva accompagnato nella sua presidenza, e proprio il Presidente ebbe l’idea di chiamare Springsteen, diventato nel frattempo non soltanto un suo grande amico, ma anche una sorta di suo alter ego, una voce in più per parlare alla sua, alla loro America. Springsteen doveva suonare alla Casa Bianca, ma non rivelò nulla di quello che avrebbe fatto, non disse nulla nemmeno alla fidatissima Patti. Il risultato fu un concerto acustico di grandissima intensità, emotività e intimità, alla fine del quale Barack disse a Springsteen che quello a cui avevano assistito non poteva rimanere un privilegio di pochissimi. Quella era una storia, e un concerto, da far conoscere a quanta più gente possibile. E Bruce ha recepito il messaggio, scritto una storia, un copione, uno show che tutti abbiamo visto, chi dal vivo chi su Netflix.
Dunque un libro che racconta l’America attraverso i racconti, le sensazioni, le emozioni di due dei massimi esponenti di quel Paese. Da una parte l’arte, dall’altra la politica, in mezzo l’idea comunque di appartenere ad un grande Paese che devo ritrovare la sua anima più bella nonostante le troppe macchie sulla propria coscienza. E a far da collante a tutto la musica. Quella con cui sono cresciuti, quella che hanno ascoltato, quella che hanno suonato, quella che continua a dare dell’America un’idea positiva. Un libro imperdibile per gli Springsteeniani d.o.c. ma anche per chi vuole scoprire cosa ci sia dietro la facciata spesso troppo patinata di un’America che – nonostante tutto – continua a farci sognare.
Renegades in Italia è edito da Garzanti, ha 320 pagine, un formato di 28,2×24,2 cm. e costa € 28,50
P.S. la foto in evidenza è presa da Internet







































