L’Unipol Arena, gli Eugenio in Via di Gioia e il cortocircuito sulle capienze

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dal profilo instagram di Paolo Di Gioia

Nelle ultime 12 ore mi sono imbattuto in due immagini completamente diverse, che sono testimoni del caos generato dalla poca chiarezza della norma sulle riaperture e sulle capienze.

La prima l’ho vista ieri sera, intorno alle 19 e mi ha messo un enorme sconforto addosso: proveniva dalla pagina ufficiale dell’Unipol Arena di Bologna, il secondo palazzetto più grande d’Italia (il primo se si considera il parterre) che era costretta ad annullare l’evento “Random – Una festa a caso” perchè «A causa della poca chiarezza con cui è stata scritta una norma e la sua interpretabilità, ci ritroviamo con una capienza consentita di 200 persone anziché quella di 6.000, ovvero il 60% della capienza del parterre».

La seconda è di qualche ora dopo e proviene da Venaria, provincia di Torino. Gli Eugenio in Via di Gioia sono finalmente riusciti a far partire il proprio tour (che subiva continui posticipi da marzo 2020) con una capienza del 100%, nei principali locali italiani. Si tratta di una fotografia poetica, che trasuda normalità e voglia di “tornare alla nostra vita”.

Nonostante la bellezza di questa immagine non possiamo far finta di non vedere che ci troviamo di fronte a un cortocircuito: perchè una cosa è consentita e l’altra no? Quello degli Eugenio in Via Di Gioia è un tour organizzato da Vertigo, una delle agenzie più importanti a livello nazionale che, non è nemmeno il caso di chiederselo, se ha organizzato (oggi) una serie di concerti di questo genere, siamo certi che ha avuto la possibilità e tutte le autorizzazioni per farlo.

Queste differenze però non fanno altro che gettare tensione addosso a un settore, quello degli eventi dal vivo, che è stato fin troppo a lungo considerato l’ultima ruota del carro, nonostante in sua difesa si siano mossi tutti, dai Premier di turno ai rappresentanti di categoria.

Il pensiero di chi sta scrivendo (ammesso che interessi a qualcuno) è estremamente semplice: non può esistere situazione più sicura di un locale in cui tutte le persone hanno un Green Pass e indossano una mascherina. Perciò questi continui rinvii a un ritorno a una capienza piena denotano poco coraggio (per usare un eufemismo) da parte di chi deve prendere questo tipo di decisioni.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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