Oliver Onions, la leggenda si rinnova con “Future memorabilia”

Guido e Maurizio De Angelis, autori di alcune tra le più indimenticabili colonne sonore della commedia italiana tra gli anni '70 e '80, tornano con un nuovo album che raccoglie brani iconici da loro firmati, vestendoli di modernità grazie alla collaborazione di artisti del calibro di Claudio Baglioni, Elio e Tommaso Paradiso.

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Oliver Onions
© E. Turra

La maglia lisa di Trinità e il cappello da marinaio di Bulldozer, la Dune Buggy “rossa con cappottina gialla” e la Fiat di Piedone, le salsicce e i fagioli, gli occhi bistrati del Sandokan di Kabir Bedi e quelli seminascosti dalla benda nera di Alain Delon nei panni di Zorro, Margheritoni e i poliziotteschi: scene, personaggi e dettagli di racconti che hanno costruito l’immaginario filmico dei cinefili italiani (e non solo) tra gli anni ’70 e ’80 si riaffacciano periodicamente nella nostra mente con una ben precisa colonna sonora. E quella colonna sonora è sempre firmata dagli Oliver Onions, al secolo Guido e Maurizio De Angelis. Vere e proprie leggende della storia della pop culture, per gli Oliver Onions il 29 ottobre ha segnato un grande ritorno sulla scena discografica: è uscito infatti per BMG Future Memorabilia, il nuovo album, arrangiato da Ricky Quagliato.

«La cifra base del nostro creare musica è da sempre cercare di raggiungere il massimo per il divertimento di farlo, così con molto entusiasmo abbiamo pensato a un nuovo vestito sonoro per i nostri più grandi successi, rivisitandoli nella forma più originale possibile grazie al preziosissimo lavoro di Ricky Quagliato e Quercus Production. Per anni li abbiamo ascoltati in un certo modo e l’idea di presentarli con questa “rinfrescata” strumentale e timbrica ci emoziona e ci rende euforici. È un modo 2.0 di proporci al nostro pubblico, e ci auguriamo che i nostri aficionados e nuovi fan riescano ad apprezzare i brani di Future Memorabilia»: queste le parole con le quali i De Angelis presentano il loro lavoro.

La fiammante cover cartoon porta la firma del fumettista e illustratore Denis Medri, e il duo impreziosisce e modernizza la tracklist con tanti featuring speciali: tra essi, di recentissima pubblicazione (14 ottobre) e ad anticipare l’album, Orzowei (sigla della omonima serie televisiva del 1977) con Tommaso Paradiso, che colora i ritornelli di questo vero e proprio inno contaminandoli con il suo stile unico.

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Al blocco di partenza anche la versione 2.0 della mitica Dune Buggy (From The Future), bandiera mondiale degli Oliver Onions, indimenticabile colonna sonora di …altrimenti ci arrabbiamo!, seguita dall’energica accelerata di Bulldozer #63, drum machine, chitarre e cori. Se Sandokan indossa l’abito sofisticato e di grande impatto di Claudio Baglioni, reso unico dalle note della celebre violoncellista Tina Guo (OST Pirati Dei Caraibi), Flying Through The Air (50th Anniversary) ci fa volare e atterrare tra i ritmi tipicamente caraibici di Banana Joe feat. Bud Spencer, omaggio al grande amico e attore a cinque anni dalla sua scomparsa. La superstar tedesca Roland Kaiser gioca in casa al fianco degli Oliver Onions nella fresca Santa Maria Memorabilia, Elio e Le Storie Tese si riuniscono per dare un tocco stravagante a La la la la lalla (Coro dei Pompieri) con il loro inconfondibile stile, mentre Sheriff assume un sapore d’oltreoceano con l’icona del grande schermo David Hasselhoff. Al rush finale, We Believe In Love, un’impennata d’amore con la grande voce di Elhaida Dani, la Esmeralda di Notre-Dame de Paris.

L’unicità del viaggio di Future Memorabilia è suggellata da due preziosi formati da collezione: l’esclusivo e coloratissimo vinile pop-up, in edizione limitata e numerata, e il CD nella versione Deluxe Green Box, realizzata interamente con materiali ecosostenibili plastic free, che contiene lo straordinario booklet e 5 stickers raffiguranti i brani più amati.

Gli Oliver Onions si preparano ad abbracciare i loro fan di ogni età in due straordinari EVENTI LIVE: il 7 aprile al Teatro degli Arcimboldi di Milano e l’11 aprile al Teatro Brancaccio di Roma. A distanza di tre anni dall’ultimo tour italiano ed europeo, Guido e Maurizio De Angelis porteranno in scena le loro hit di maggiore successo ma anche tutti quei brani molto significativi che fanno parte della loro storia. Due live imperdibili, impreziositi da sonorità future pop grazie agli arrangiamenti di Ricky Quagliato, riuscito nell’impresa di mantenere il forte impatto e la freschezza delle canzoni originali facendo loro indossare una nuova veste moderna e raffinata.

LA COVER E LA TRACKLIST

Oliver Onions Future Memorabilia

Dune Buggy (From The Future)
Bulldozer #63
Orzowei (feat. Tommaso Paradiso)
Sandokan (feat. Claudio Baglioni)
Flying Through the Air (50th anniversary)
Banana Joe (feat. Bud Spencer)
Santa Maria Memorabilia (feat. Roland Kaiser)
La La La La Lalla (Coro dei Pompieri, feat. Elio e Le Storie Tese)
Sheriff (feat. David Hasselhoff)
We Believe In Love (feat. Elhaida Dani)

LE DICHIARAZIONI DEGLI ARTISTI

Oliver Onions
© E. Turra

SULLA NASCITA DELL’ALBUM:
Poco dopo la morte di Bud Spencer, abbiamo fatto il primo concerto in sua memoria a Budapest, nel 2016, e da lì abbiamo iniziato a girare l’Europa. Poi è arrivata la pandemia, e ci siamo fermati come si sono fermati tutti. Un giorno, ci siamo guardati e ci siamo detti: «perché non facciamo una rivisitazione  di alcuni dei nostri brani più importanti con nuovi arrangiamenti, featuring, amici?  Il disco lo dobbiamo fare dando davvero un impulso molto forte e molto energico a questi brani prima di poter ricominciare a portare la nostra musica live in giro per il mondo». Grazie alla BMG che ha creduto in noi, abbiamo realizzato questo disco. 

In effetti, quello che serviva era andare a prendere dei brani che erano conosciuti, sviluppati e amati da tanti anni in un certo modo, e ripresentarli in una veste che fosse più aderente ai gusti, alla timbrica musicale, alle atmosfere, alle sonorità attuali. Noi abbiamo sempre amato in maniera così totale le nostre versioni originali, che ci sembrava difficile anche solo ripensarle in un modo diverso: avevamo bisogno di occhi, voci e orecchie esterni ai quali affidare questa rivisitazione in una chiave più aderente ai tempi attuali. Ricky Quagliato si è incaricato di fare questo lavoro eccellente, e si è così realizzata proprio la perfetta fusione tra le vecchie atmosfere e le nuove atmosfere digitali.

SUI FEATURING:
Claudio Baglioni è un nostro amico da sempre. Abbiamo collaborato con lui fin dal suo primo disco, “Una favola blu”, che fu arrangiato da noi, e ha inciso “Sandokan” per conto suo già qualche anno fa. Quando lo abbiamo invitato, si è reso subito disponibile, e di questa nuova versione siamo molto orgogliosi.

Poi abbiamo scoperto, per sue esplicite dichiarazioni,che Tommaso Paradiso è un nostro fan già da giovanissimo, e perciò quando c’è stata la voglia di invitare amici che facessero featuring per questo progetto, il suo è stato uno dei primi nomi che abbiamo contattato. Ha accettato senza nessuno sforzo, e probabilmente avrebbe voluto cantare anche più di un pezzo, però ci siamo messi d’accordo per fare un brano che lui ama molto, “Orzowei”, e che ha questa atmosfera dapprima tribale, poi quasi  si proietta verso il futuro. Questo è anche il senso del titolo del disco, “Future Memorabilia”: partendo dall’origine, vogliamo orientare questo progetto, questo sforzo, verso delle sonorità e una gradevolezza che siano percepite anche dalle nuove generazioni.

Ci sono poi Elio e Le Storie Tese, che si sono riuniti e hanno fatto una rivisitazione del coro dei pompieri che, a versione finita, ci ha fatto letteralmente saltare dalla sedia. Ci siamo detti «non è possibile, è così divertente e così forte». Si sente non solo la grande tecnica del gruppo che tutti ben conosciamo, ma anche l’amore che hanno messo nel fare questo brano. Ne approfittiamo per ringraziarli ufficialmente durante questa intervista.

C’è anche un artista internazionale, David Hasselhoff, noto in Italia principalmente come attore ma che è anche un cantante di successo, e gli abbiamo affidato un brano che fosse il più vicino possibile al suo mondo americano e country, “Sheriff”. Anche lui ha aderito con molto piacere. Inoltre, quando il muro di Berlino cadde, il suo era uno dei gruppi che suonavano proprio lì, e per questo è molto famoso in Germania e nell’Europa dell’Est. Nel 2001 abbiamo prodotto un film che si chiama “Shaka Zulu”, e lo abbiamo scelto come attore protagonista: ci siamo risentiti dopo anni con grande entusiasmo, e speriamo di portarlo in Italia per uno dei nostri concerti.

Uno dei brani dell’album è una versione completamente rinnovata di un brano strumentale che ebbe un grande successo tra il ’76 e il ’77 soprattutto in Germania, “Verde”, colonna sonora di “Quaranta giorni di libertà”, uno sceneggiato delle televisione italiana. Questo brano è stato adattato con un nuovo testo pieno di poesia e un arrangiamento molto suggestivo che vi invitiamo ad ascoltare, e a cantarlo abbiamo invitato Elhaida Dani, la cantante protagonista di “Notre-Dame de Paris”, che ha accettato anche lei molto volentieri, e che ringraziamo sentitamente.

SUL PUBBLICO INTERNAZIONALE E TRANSGENERAZIONALE:
Nel breve periodo durante il quale siamo riusciti a organizzare concerti prima della tragedia del Covid, l’entusiasmo del pubblico ci ha stupiti molto. Siamo partiti da Budapest e ne abbiamo fatti in sequenza quattro o cinque, e la reazione del pubblico era sempre commovente. Ci sono persone coi capelli bianchi, persone chiaramente più giovani e bambini, e tutti sono contenti e partecipano, e i brani sono conisciuti da tutte e tre le generazioni. A Roma un tizio con la maglia dei Metallica e pieno di tatuaggi sembrava lontanissimo dal nostro mondo, eppure cantava i ritornelli insieme a noi, con in braccio un bimbo che cantava e rideva con lui. A fine concerto è venuto a stringerci la mano: un uomo di una generazione di quel tipo lì, che si può immaginare che genere di musica sia abituato a privilegiare, che venga lì quasi emozionato, è una emozione che lui trasmette a noi. Ci hanno persino quasi  “lanciato” dei bambini sul palco, che si son messi lì a ballare, e anche i nostri nipotini hanno chiesto di salire. Questo ci tiene vivi e ci dà energie per andare avanti e fare cose belle. 

SU COME SI COSTRUISCE UN SUCCESSO MUSICALE:
Noi non abbiamo mai seguito nessuna regola. Anzi, sì, ne abbiamo seguita una sola: fare quello che ci piace. Vi sembrerà strano, ma noi siamo nati anche seguendo la cultura pop dei dischi americani delle Top 40 di Billboard, e quindi abbiamo sempre avuto nella nostra mente questo tipo di sonorità. Quando abbiamo cominciato a scrivere brani, perciò, cercavamo di creare cose piacessero a noi, ma ricercavamo inconsciamente anche quella facilità di acquisizione, quella immediatezza, che sono state i nostri elementi vincenti. Il successo è nelle speranze di chi lavora, ma non è prevedibile né nell’immediato, né tanto meno è immaginabile come stabile nel tempo e capace di durare di generazione in generazione. Nel nostro caso, si è trattato di una piacevolissima sorpresa. 

SU BUD SPENCER:
In Italia certe forme di cinema non hanno purtroppo goduto delle benevolenza degli addetti ai lavori. I film di Bud Spencer e Terence Hill in tutto il mondo sono invece grandi successi, e il fatto che esista un museo per Bud a Berlino, una sua statua a Budapest, lo dimostra, perché loro hanno fatto divertire generazioni intere. Anche in Italia tutti vogliono loro un gran bene, però possiamo dire che in Europa quando si parla di loro sembra che l’affetto sia ancora più grande. La morte di Bud ci ha spinto a fare il nostro primo concerto a Budapest, e c’erano 12mila persone: quando lo abbiamo ricordato, c’è stato un applauso di 11 minuti, perché la sua mancanza si sente, vera e profonda, ovunque.

Se volessimo identificare ciascuno dei due con una sonorità, Bud è legato a diverse musiche di diverso sapore: quelle delle commedie, da “Più forte ragazzi” a “Banana Joe”, ma anche alle colonne sonore caratterizzate da atmosfere più malinconiche e popolari, come per esempio tutta la serie di Piedone. Terence, invece è abbinato e abbinabile, in tutta la sua gloria, con tutti i film più noti del duo e, oltre a essi, con “… e poi lo chiamarono Il Magnifico”, occasione nella quale lui s’immerge in una atmosfera assolutamente country: noi, innamorati delle chitarre acustiche e dell’epicità di questo tipo di musica, siamo stati entusiasti di poterci occupare di quella colonna sonora. 

QUESTA è la pagina Instagram ufficiale degli Oliver Onions, alla quale vi rimandiamo per tutte le news riguardanti lo storico duo. 

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