Tanti auguri alla “nostra” Monica Vitti

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Monica Vitti

Nel 2002 ha fatto la sua ultima apparizione in pubblico alla prima teatrale di Notre Dame de Paris e in una breve intervista. Nello stesso anno la poetessa canadese Anne Carson le dedica una poesia, Ode al Sublime di Monica Vitti. Un omaggio al personaggio di Giuliana nel film Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, il regista a cui si deve l’inizio della lunga carriera di Maria Luisa Ceciarielli, in arte Monica Vitti.

Monica Vitti

Sono praticamente vent’anni che non la vediamo e le poche notizie su di lei e sulla malattia degenerativa che l’ha portata lontano dalle scene sono riportate dal marito Roberto Russo che la protegge da tutto, anche da una stampa gossippara e fasulla che “voleva” la Vitti chiusa in una clinica in Svizzera.

I 90 anni di questa splendida e ironica attrice si devono invece festeggiare ricordando i suoi film e le variegate figure femminili che è riuscita a raccontare con il suo talento. Un talento maturato, proprio come per il suo amico Alberto Sordi, con innumerevoli spettacoli teatrali e il doppiaggio, nonostante quella voce roca che gli insegnati dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” hanno cercato di cambiare perché ritenuta imperfetta. Sarà invece proprio quella sua voce, accattivante e sensuale, a farle conquistare l’affetto del pubblico già dai suoi primi passi nel cinema.

Dopo alcuni ruoli minori Michelangelo Antonioni la vuole infatti come protagonista ne L’avventura (1960), film prima fischiato all’anteprima del Festival di Cannes e poi vincitore di un Premio della Giuria, che fa nascere un rapporto artistico e sentimentale tra i due, con un totale di altri tre capolavori basati sull’incomunicabilità: La notte (1961), L’eclisse (1962) e Deserto rosso (1964).

Monica Vitti

In questi quattro film si hanno quattro diversi personaggi femminili legati da vicende drammatiche di solitudine e nostalgia, che comunque non la cristallizzano in quei ruoli, ma al contrario la invogliano a una riscoperta della leggerezza.

Dopo la riuscita parentesi avventurosa con Modesty Blaise, la bellissima che uccide (1966) di Joseph Losey, arriva il ruolo che sancisce la sua propensione alla commedia, La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli. Grazie alla storia di questa donna siciliana che insegue in Scozia l’uomo che l’ha “disonorata”, Monica Vitti si trasforma nella prima vera attrice comica nostrana.

Monica Vitti

Arrivano poi film come Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) di Ettore Scola, in cui tiene testa al grande Marcello Mastroianni e a un giovane Giancarlo Giannini, Teresa la ladra (1973) del suo compagno Carlo Di Palma, A mezzanotte va la ronda del piacere (1975) di Marcello Fondato e L’anatra all’arancia (1975) di Luciano Salce.

Ulteriore popolarità la raggiunse con i film diretti da Alberto Sordi e in particolare con Polvere di stelle (1973) e Amore mio aiutami (1969), quest’ultimo molto criticato negli ultimi anni per la famosa sequenza degli schiaffoni dati da Sordi alla Vitti sulla spiaggia di Sabaudia, dove l’attrice in realtà usava come controfigura l’allora giovanissima Fiorella Mannoia che, prima di diventare una cantante di successo, aveva seguito le orme del padre, noto stunt-man del cinema italiano.

Monica Vitti

Luis Buñuel, Dino Risi, Luigi Magni, Nanni Loi, Luigi Comencini e Steno sono solo alcuni dei grandi autori che hanno scelto Monica Vitti per dar vita alle loro storie, arricchendole un curriculum che si completa con diversi David di Donatello, un Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia nel 1995 e un Orso d’Argento al Festival di Berlino nel 1984 per la sua interpretazione in Flirt di Roberto Russo, un film forse oggi un po’ dimenticato dal grande pubblico se non fosse per la famosa canzone di Francesco De Gregori, La donna cannone.

Monica Vitti

Al di là di alcune apparizione televisive il volto di Monica Vitti si mostra per l’ultima volta sul grande schermo nel 1990 con Scandalo segreto, un film che ha non solo interpretato, ma anche scritto e diretto, regalandole dei compagni di set come Catherine Spaak ed Elliott Gould. Un’ultima prova per sottolineare il suo amore per il cinema che l’ha sempre contraccambiata in un lungo e bellissimo viaggio insieme.

Oggi Cine 34 dedica l’intera giornata a Monica Vitti. Questi la programmazione (l’ora di inizio è quella indicata sul sito Mediasetplay):
06.56 Deserto rosso (1964)
09.03 Teresa la ladra (1973)
11.45 Basta che non si sappia in giro (1976)
13.59 Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa (1970)
16.29: Noi donne siamo fatte così (1971)
18.45: Io so che tu sai che io so (1982)
21.06 L’anatra all’arancia (1975)
23.17 Polvere di stelle (1973)

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Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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