«Vintage + moderno = Bengala Fire». Videointervista con la band di X Factor

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bengala fire x factor

It’s only rock’n roll. Non è solo l’approccio con la propria musica, ma anche un invito a prendere la vita con decisione, tentare, fare quel passo, a seguire quel fuoco. Quel fuoco che ha portato Manuel Agnelli a scegliere i Bengala Fire come seconda band della sua squadra e portarli sul palco di questa edizione di X Factor.

Non solo, perché il frontman degli Afterhours, insieme a Rodrigo D’Erasmo e Tommaso Colliva, ha prodotto l’inedito dei ragazzi dal titolo Valencia, contenuto nell’album X Factor Mixtape Vol. 2.

Un brano dal suono moderno, ma che affonda le sue radici nel rock, rispettando le caratteristiche del genere e senza cadere in un “copia incolla” senza personalità propria.

Del resto, è proprio questa la strada intrapresa dal gruppo: condividere con il pubblico la loro visione del genere e, soprattutto, di farlo durante i concerti.

Ma ci raccontano tutto i ragazzi in questa nostra intervista e , inoltre, consigliano anche qualche disco da ascoltare, come Blood Sugar Sex dei Red Hot Chili Peppers!

Bengala Fire, l’intervista

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Bengala Fire: biografia

I Bengala Fire sono una band rock composta da Mattia Mariuzzo, detto Mario, Andrea Orsella, per gli amici Orso, Davide Bortoletto, Borto, e Alexander Puntel, chiamato Lex. Hanno iniziato ad esibirsi nei bar della loro provincia, poi alle sagre di paese e in questi anni hanno fatto più di cento concerti e vogliono spiccare il volo ai Live nel Roster di Manuel Agnelli. Si sono presentati alle Audizioni con il loro singolo “Valencia”, che ha aperto un dibattito tra Manuel Agnelli e Mika. Ai Bootcamp sono tornati con una cover di “Televised Mind” dei Fontaines DC, ricevendo la totale approvazione di Manuel. Nella fase degli Home Visit si sono esibiti con una cover di “See Emily play” dei Pink Floyd convincendo del tutto Manuel con il loro suono contemporaneo e la loro capacità di riuscire a rendere personali anche le cover.

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Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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