Al Teatro Munari di Milano una mostra per ricordare Tinin Mantegazza

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Ricky Gianco con Gianfranco Manfredi e Stefano Covri al Teatro Munari. © Giordano Casiraghi

Fino al 21 novembre sarà possibile visitare una grande mostra dedicata a Tinin Mantegazza presso il Teatro Bruno Munari di via Giovanni Bovio 5 a Milano. La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Velia Mantegazza e del Museo Civico delle Cappuccine di Bagnocavallo che nel 2019 avevano realizzato una grande mostra dedicata a Tinin. L’ingresso è libero previa prenotazione al 02.27002476, da lunedì a domenica in diverse fasce orarie. 

Nella serata di inaugurazione, condotta dalla compagna Velia Mantegazza con Cochi Ponzoni, si sono alternati tanti artisti che hanno conosciuto e collaborato con uno degli artisti e operatori italiani più importanti. Tinin è mancato nel giugno 2020, alla soglia dei novant’anni e nella sua lunga attività ha spaziato su più cose. Negli anni Sessanta ha dato impulso e creatività a una serie di locali come il Santa Tecla e il Derby, ma è insieme a Velia che realizza il sogno di aprire una Galleria d’arte che chiama La Muffola, in via Lentasio 5 a Milano, dando vita a un locale pronto a ospitare mostre di pittori. È una Galleria notturna che apre di pomeriggio e sera e ospita artisti come Franco Rognoni, Emanuele Luzzati, Mario Rossello, Lucio Fontana e Tullio d’Albisola. Già in varie occasioni, oltre alle esposizioni di pitture e ceramiche, gli intraprendenti gestori abbinano piccoli spettacoli con Giorgio Gaber, Maria Monti, Riccardo Sanna (prima di prendere il nome di Ricky Gianco) e Paolo Poli. Poi tutti all’osteria L’Oca d’Oro dell’ex pugile Pino Pomè, situata a fianco de La Muffola, dove Cochi e Renato si esibiscono con Roberto Marni. Anche all’osteria L’Oca d’Oro si possono vedere opere di pittori. Piero Manzoni e altri artisti ci vanno con costante frequenza ed è lì che il fotografo Uliano Lucas immortala le esibizioni di Battiato insieme ad Alicata, oltre a quelle di Maria Monti e di Cochi e Renato. Siamo nel periodo che Velia e Tinin, dopo La Muffola, aprono il Cab 64, locale che ospita cabaret e artisti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Bruno Lauzi, ed è qui che Franco Battiato si esibisce per la prima volta. Sarà Tinin a rendersi conto che il «ragazzo» ha più di qualche qualità e incarica appunto il fotografo Uliano Lucas per un reportage fotografico che viene trasmesso ai giornali d’epoca per un lancio del duo Gli Ambulanti, ovvero Francesco Battiato e Gregorio Alicata. In proposito l’intero reportage costituisce uno dei capitoli del libro «Incontri» dedicato a Battiato che l’editore Officina di Hank ha annunciato come uscita per gennaio 2022.

Alla serata di inaugurazione della mostra erano presenti numerosi ospiti, tra cui Roberto Vecchioni che si è esibito con Patrizio Fariselli al piano, Ricky Gianco insieme a Gianfranco Manfredi, la giovanissima violinista Federica Crovi, insieme a Lucia Vasini, hanno interpretato «La cura» di Battiato. 

Per chi volesse approfondire prenotandosi per una visita troverà più di 250 disegni originali, pupazzi (Dodò di L’albero Azzurro è un’invenzione di Tinin e Velia), fotografie, oggetti di scena, filmati e documenti, ordinate in nove sezioni. Per permetterne la realizzazione, la fondazione Tito Balestra di Longiano ha prestato oltre 200 disegni provenienti dalla donazione dei Mantegazza. Al Bookshop del Teatro saranno disponibili numerose pubblicazioni: Il catalogo che ha accompagnato la mostra di Bagnacavallo nel 2019 (Corsiero editore, 191 pagg. 20€), ricco di testi dello stesso Mantegazza, di Luca Crovi, Diego Gallizzi, Franco Iseppi, Renata M. Molinari, Loris Mazzetti e Ruggero Sintoni; con testimonianze di Franco Battiato, Gino Paoli, Cochi Ponzoni, Lucia Vasini, Roberto Vecchioni e Daria Colombo. Inoltre una trentina di tavole a colori raccolte in un box con il titolo «Vintage» (Fondazione Balestra, 20€). 

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014) e Cose dell'altro suono (Arcana, 2020).

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