Un anno con Salinger
di Philippe Falardeau
con Margaret Qualley, Sigourney Weaver, Douglas Booth, Seána Kerslake, Colm Feore
Joanna (Qualley, C’era una volta a Hollywood, Maid), brava studentessa, in segreto poetessa, ambizioni letterarie, cala a New York negli anni Settanta, viene assunta dall’agenzia letteraria che cura solo J. D. Salinger (il mitico autore del Giovane Holden, qui chiamato confidenzialmente Jerry) e protegge la sua solitudine col massimo riserbo. Nel sacro luogo è vietato usare il computer, leggere manoscritti altrui se non raccomandati da Jerry e rispondere ai fan di Jerry se non garbate lettere standard. Joanna ha il preciso incarico di intercettare le telefonate di Jerry e passarle alla sua capa, l’algida, elegantissima e snobissima Margaret (Sigourney Weaver), una che ha conosciuto e conosce Tutti Quelli Che Contano nel Mondo dei Libri. Insomma di fare la segretaria. E Jerry, duro d’orecchio, al telefono la chiama Susanna invece che Joanna e le chiede di parlare più forte. Molto snob e in fondo deliziosamente tragico. E pensare che Joanna è pure andata a vivere in una casa da scrittrice con un giovane scrittore presuntuoso. Come si esce dai sogni letterari della gioventù? Con una visione adulta della letteratura e un gesto di rivolta. Film molto all’antica e per questo davvero delizioso tratto dal libro della vera Joanna (Smith Rakoff, qui anche co-sceneggiatrice) che verso la fine ha un cameo in un ascensore.




































