Un nuovo libro per esplorare il genio di Franco Battiato

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Franco Battiato
Franco Battiato e Alice © Alessio Pizzicannella

Non si sa come chiamarlo, contiene immagini e scritti, ma chiamarlo libro non si può. «L’alba dentro l’imbrunire» di Francesco Messina e Stefano Senardi (Rizzoli Lizard, pagg. 320 – 39€), con la collaborazione di Alice, è un monumentale oggetto da tenere a portata di mano, appoggiato su qualche tavolino per essere sfogliato, per ritrovare lo sguardo e le parole di Franco Battiato. A lui è dedicato l’intero volume, nell’intento, pare di avvertire, di fargli arrivare ancora una volta l’affetto delle persone che l’hanno frequentato. Qualcosa di analogo si era materializzato nel 2015 quando l’artista aveva dato alle stampe «Anthology – Le nostre anime» contenente 6 CD e 4 DVD, una somma di tutto quello che è stato messo in campo sia in campo musicale che in quello di regista di tre film. Nella presentazione milanese del «libro» alla Santeria di viale Toscana, Francesco Messina ha ricordato che l’unico inedito nella sua lunga carriera artistica resta l’incompiuto film su Haendel. Franco Battiato aveva preso seriamente tutti i mestieri intrapresi, anche quello della pittura dove si sentiva negato in partenza. Quante volte lo abbiamo sentito raccontare delle sue difficoltà nel dipingere un oggetto, fino ad arrivare a prendere lezioni per meglio rappresentare le nubi. Un capitolo del volume riporta i dipinti con il contributo dei due pittori che si esercitavano con Battiato, Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro.

C’era disciplina nel procedere di artista e di uomo in costante ricerca. Ancora Messina ricorda i tempi di lavorazione in sala di registrazione sempre precisi, del niente lasciato al caso, quindi alle ore nove precise andava in studio, all’una pausa pranzo al ristorante. Era un classico sentirlo dire: «Avverti il ristorante. Quanti siamo?». Ed era sempre un piacere accompagnarlo nelle pause dove Franco si staccava totalmente e in totale relax regalava aneddoti e riflessioni. Poi ancora in sala, ma mai si andava avanti a oltranza, verso le 18 lo stop, per ricominciare allo stesso modo il giorno dopo. Erano tempi che Battiato sapeva misurare, prevedendo perfino gli ostacoli. Se ne parla in vari punti nel «libro». «Ma quanto lavoro si concretizzava lungo la giornata» ha ricordato Messina. Oltre a lui, alla Santeria c’erano Stefano Senardi che ha accennato ai viaggi vacanza che ha avuto il piacere e la fortuna di condividere con Franco. Non a caso un capitolo del libro si intitola «Mai per turismo», che poi tutto quello che Battiato ha visitato e vissuto lo si trova nelle canzoni che parlano di Via Lattea, Poggibonsi, Prospettiva Nevsky, Treni di Tozeur e di Egitto prima delle sabbie. A un certo punto, sempre alla Santeria, la conduttrice dell’incontro Cristina Battocletti chiede a Messina di parlare del «lavoro» svolto accanto a Battiato nell’insegnamento di Gurdjieff, domanda che offre lo spunto per ricordare la loro guida Henry Thomasson, allievo diretto di Gurdjieff. Nel capitolo del libro «Un’altra vita» dedicato alla ricerca intervengono con uno scritto Massimo Stordi, che ha accompagnato Battiato in Nepal nella realizzazione del docu film «Attraversando il bardo», e padre Guidalberto Bormolini con un lungo scritto. Bormolini è intervenuto alla Santeria ricordando la figura di Battiato nell’intenso interscambio fino ai giorni difficili della malattia. Ha preso parola anche il giornalista Peppo Delconte che ha raccontato il periodo anni Settanta, quando si è occupato dell’ufficio stampa della Bla Bla, la casa discografica di Battiato. Altro intervento è stato quello di Pino Pischetola, vicino a Franco nella regia sonora per tutti gli album, a cominciare da Gommalacca. Nel «libro» Juri Camisasca ricorda alcuni scherzi che l’artista gli ha combinato, ma Juri è intervenuto alla Santeria con un filmato raccontando tra l’altro che nei momenti di meditazione Battiato usava utilizzare tracce di «Messa arcaica» come sottofondo. 

© Chiara Mirelli

Come dicevamo un «libro» con tanti contributi, con Francesco Messina che ha curato nei minimi dettagli la grafica di ogni pagina, contribuendo egli stesso a collegare i vari capitoli con vari racconti. Alla fine della serata Alice ha suonato e cantato «Prospettiva Nevsky», canzone di «Patriots», che lei stessa ha portato al successo e che successivamente Battiato ha rimesso nel suo repertorio live.

Alla serata erano presenti alcuni nomi che hanno contribuito al «libro»: Francesco Cattini manager dell’artista, Lorenzo Palmeri, Michele Fedrigotti e Bruno Tibaldi, colui che ha firmato il contratto in Emi per la pubblicazione di «L’era del cinghiale bianco», dopodiché Battiato conquista il successo popolare. 

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014) e Cose dell'altro suono (Arcana, 2020).

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