Il potere del cane

Da Jane Campion un western di passioni proibite

0

Il potere del cane
di Jane Campion
con Benedict Cumberbatch, Genevieve Lemon, Jesse Plemons, Kodi Smit-McPhee, Ken Radley

Sarà davvero così il Montana (nel 1925) o è una bella invenzione di Jane Campion che ha girato il film in Nuova Zelanda? La terra sembra fatta di carne. E in questa terra desolata di carne ci sono due fratelli mandriani con un ranch: uno è Phil (Benedict Cumberbatch) che vive a cavallo, dorme vestito, non si lava mai, ha fatto studi classici, è arrabbiato col mondo e con le donne e vive nel culto di un mitico cowboy che sapeva fare tutto.  L’altro è George (Jesse  Plemons) che è grassottello, calmo, normale, incolto e dedito a farsi una posizione sociale per cui sposa la vedova Rose (Kirsten Dunst) e la porta al ranch a fare la regina del nulla in conflitto con Phil. Phil, nella guerra a Rose, vuole fare di suo figlio, il segaligno e raffinato Pete (subito chiamato dai mandriani faggott, frocio) un vero uomo. Diffidare dagli ossessi della virilità: temono di non averla. La procedura passa attraverso l’autodistruzione. Dal romanzo Il potere del cane di Thomas Savage (che era sensibile, raffinato, omosessuale e del Montana) un altro film alla Jane Campion in cui c’è un uomo tranquillo, uno furibondo e in mezzo una donna e un pianoforte (con cui magari affondare) ma che non è propriamente Lezioni di piano. Il potere del cane da cui essere liberati è un salmo. Qui diventa un mistero. Leone d’argento alla regia a Venezia 78

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome