In collaborazione con il Consolato Generale Svizzero a Milano
Dodici lungometraggi tra documentari, restauri e anteprime, divisi in cinque sezioni (omaggio a Hugo Pratt; classici restaurati, anteprime, Green Swiss e proiezioni Family) costituiscono un itinerario che attraversa generi e linguaggi del “film svizzero”, oggetto quasi misterioso nel nostro paese. Il festival si inaugura venerdì 17 dicembre alle ore 21.00 con un evento speciale, la proiezione di Visages d’enfants (1925) di Jacques Feyder, che sarà presentato in una versione restaurata effettuata dalla Cinémathèque Suisse, partendo dalla copia di Cineteca Milano. Il restauro presenta straordinari colori realizzati a mano e sarà impreziosito dall’accompagnamento live al pianoforte di Francesca Badalini. Nel weekend sono previste le anteprime Von Fischen und Menschen- Of Fish and Men (2020) di Stefanie Klemm, presente in sala; storia del rapporto tra due persone alle prese con una tragedia; Mare (2020) della nota regista Andrea Staka; Way Beyond (2020) di Pauline Julier, dedicato al tema sui limiti e le difficoltà della ricerca scientifica. Segue l’omaggio al grande fumettista, disegnatore e scrittore Hugo Pratt che prevede la proiezione di Hugo en Afrique (2009), la sua avventura nel continente africano iniziata nel 1936 e di Hugo en Argentina (2021), appassionate documentario sul periodo in cui l’artista ha vissuto in Argentina, immerso nel fervore culturale e nel benessere della Buenos Aires degli anni ’50. Per la sezione Family è prevista una selezione di episodi dell’indimenticabile serie animata degli anni Ottanta, tratta dal romanzo omonimo di Bianca Pitzorno, Clorofilla dal cielo blu e con la proiezione di Heidi-Son tornata diretto dal fondatore della Cineteca Italiana Luigi Comencini. Per Green Swiss il programma prevede, invece, il film Citoyen Nobel di Stéphane Goël, incentrato sulla figura dello scienziato Jacques Dubochet, insignito a 75 anni con il Premio Nobel. Chiudono il festival, lunedì 20 dicembre due anteprime: Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto (2020) di Aldo Gugolz, ambientato nella minuscola comunità della Valle Vergeletto, al confine con l’Italia e La Mif-The Fam (2021) del regista autodidatta Fred Baillif, la pellicola svizzera più desiderata da tutti i festival internazionali. Infine da non perdere il documentario ticinese Moka Noir: A Omegna non si beve più il caffè, che sarà presentato dal regista Erik Bernasconi e dallo sceneggiatore Matteo Severgnini, sugli anni d’oro del boom e quelli difficili della globalizzazione.







































