Marco Masini in concerto a Milano: «A volte bastano tre note per aprire le porte del cielo»

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marco masini concerto milano
Foto di Luca Brunetti

Marco Masini continua le celebrazioni per i suoi 30 anni di carriera, di teatro in teatro, di città in città, ripercorrendo le storie e le emozioni con alcuni dei brani più importanti del suo percorso artistico e umano. Ieri sera era in programma il secondo live milanese, sul palco del Teatro Arcimboldi.

La sensazione che ha accompagnato il concerto è stata quella di un ritrovarsi dopo tanto tempo con gli amici di sempre, dove musica, ricordi, omaggi, si alternavano tra momenti di leggerezza e riflessioni. Riflessioni su cosa? Sul passato, sul presente, se quell’immagine allo specchio è la stessa di 30 anni fa, su cosa, o chi, è rimasto e no, sull’amore che si diverte a cambiare, ma che alla fine ha sempre la stessa faccia.

Questo live celebrativo non poteva, allora, che iniziare con il brano Generation e proseguire, dopo qualche canzone, con Il Confronto, singolo presentato sul palco del Festival di Sanremo nel 2020: due tempi della vita che dialogano.

Una ricerca di sé stessi diventata ancora più profonda negli ultimi tempi, grazie, o per colpa, di lunghi mesi in cui la creatività mancava del proprio ossigeno, del proprio motore: il vivere.

“Queste cose brutte (periodo della pandemia, ndr) ci hanno tenuto a casa, non fatto vivere la vita che siamo abituati e poterla poi raccontare… Chi scrive ha la passione di descrivere momenti, storie, ma soprattutto il motore della nostra vita che, credo, sia l’amore. Quando si descrive l’amore lo si fa in mille maniere e, soprattutto, ci si sofferma sugli sbagli, gli errori fatti: quello più grande è innamorarsi di qualcuno e poi fare di tutto per cambiarlo”.

Cambiamenti, per amore o per colpa della vita, che portano ognuno di noi a intraprendere delle strade mai considerate fino in fondo, che sembravano lontane, impossibili se non piatte…e poi? Accade qualcosa: per esempio, sedersi al pianoforte, sfiorare i tasti con le dita e comporre brani come Disperato e Perché lo fai.

“Ci sono cose che ci trasformano e aprono porte inimmaginabili, futuri inimmaginabili– racconta Masini- a volte bastano due, tre cose, per stravolgere tutto… A me sono bastate tre note… La musica arriva davvero lontano e può sensibilizzare qualcuno a fare o non fare qualcosa”.

Non sono mancati gli omaggi come quello ai genitori, a Giancarlo Bigazzi e Antonioni. “Se si pensa a quei momenti di grande inconsapevolezza, incoscienza, dove la vita te la sei vissuta tutta, anzi, quando pensavi di conoscerla tutta e rifiutavi quei consigli, quelle parole che ti dicevano coloro che ti avevano messo la mondo. Perché le rifiutavi? Perché ormai ti sentivi padrone del mondo e consideriamo i nostri genitori vecchi, antiquati e invece no: quando cresci ti accorgi che tutto quello che hanno detto si è avverato… Non ho più i miei genitori e mi mancano moltissimo”.

Alla fine del concerto, durato due ore, l’artista ringrazia il pubblico presente, chi non ha potuto partecipare, e il compagno di una vita: il pianoforte. “Mi ha distratto, mi ha fatto sorridere sempre… Vado a casa e lo trovo a casa, vengo qui e lo trovo qui, vado a Roma e lo trovo a Roma. Un amico che ha tanti più anni di me, lo conosco da quando ero piccolo, non mi ha mai tradito e non l’ho mai tradito”.

Ad accompagnare Marco Masini sul palco: Massimiliano Agati (batteria, percussioni e chitarra acustica), Alessandro Magnalasche (chitarra elettrica e acustica), Cesare Chiodo (chitarra acustica, basso, direzione musicale), Lapo Consortini (chitarra acustica e ideazioni sonore), Stefano Cerisoli (chitarra elettrica ed acustica) e Antonio Iammarino (tastiere, pianoforte).

Marco Masini a Milano: scaletta

  1. Intro + Generation
  2. Spostato di un secondo
  3. Che giorno è
  4. Il confronto
  5. Io ti volevo
  6. Disperato
  7. Perché lo fai
  8. Cenerentola innamorata
  9. Signor tenente
  10. L’uomo volante
  11. Medley: Le ragazze serie, Ti vorrei, Fuori di qui, Il niente, Malinconoia
  12. Ci vorrebbe il mare
  13. Caro babbo
  14. Lasciamononmilasciare
  15. Medley: A cosa pensi, Cuccioli, E ti amo, Principessa, La libertà, Raccontami di te
  16. Un piccolo Chopin
  17. T’innamorerai
  18. Vaffanculo
  19. Bella stronza
  20. Dieci anni

Marco Masini tour 2021: le date

16 novembre 2021 – Teatro Politeama Genovese, GENOVA
20 novembre 2021 – Teatro Politeama Greco, LECCE
23 novembre 2021 – Teatro Goldoni, VENEZIA
27 novembre 2021 – Teatro Lyrick, ASSISI
1 dicembre 2021 – Teatro Regio, PARMA
4 dicembre 2021 – Teatro Dis_Play, BRESCIA
5 dicembre 2021 – Kaufleuten Club, ZURIGO
9 dicembre 2021 – Theatre Royal De Mons, MONS
10 dicembre 2021 – Forum De Liege, LIEGI
13 dicembre 2021 – Teatro degli Arcimboldi, MILANO
14 dicembre 2021 – Teatro degli Arcimboldi, MILANO
21 dicembre 2021 – Teatro EuropAuditorium, BOLOGNA
22 dicembre 2021 – Teatro delle Muse, ANCONA
17 gennaio 2022 – Auditorium Parco della Musica, ROMA
21 gennaio 2022 – Teatro Verdi, FIRENZE
22 gennaio 2022 – Teatro Verdi, FIRENZE
23 gennaio 2022 – Teatro Verdi, FIRENZE
27 gennaio 2022 – Teatro Colosseo, TORINO

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Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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