Almodovar: tutti i classici del grande regista a Milano

Dal 26 dicembre 2021 al 7 gennaio 2022 alla Cineteca Milano Meet, nove lungometraggi di Pedro Almodovar, il più eccentrico regista spagnolo

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Donne sull'orlo di una crisi di nervi

La rassegna ci offre un ritratto della Spagna post franchista

Ex animatore della Movida, gay dichiarato e autorevole interprete del melodramma a forti tinte, Pedro Almodovar, detto “Don Pedro della Mancia”, terra nella quale è nato nel 1949, è stato sempre considerato il più eccentrico e trasgressivo dei registi spagnoli. Collaboratore di riviste underground, sceneggiatore di fumetti e cantante di musica leggera, dopo un breve tirocinio nel cortometraggio, esordisce alla regia nel 1980 con Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, a cui fa seguito Labirinto di passioni (sabato 1° gennaio ore 17.00) del 1982 e L’indiscreto fascino del peccato (2 gennaio ore 19.00) del 1983, una commedia satirica postmoderna, che è in realtà una metafora sulla Spagna degli anni Ottanta, conformista e bigotta, non ancora capace di superare lo choc della fine dell’era franchista. Nel 1984 Almodovar firma Che ho fatto per meritarmi questo, una commedia nera sulla monotonia e mediocrità della famiglia spagnola media. Del 1987 è La legge del desiderio (30 gennaio ore 19.00), una sorta di 8 e mezzo spagnolo in chiave gay e nel 1988 è la volta di Donne sull’orlo di una crisi di nervi (26 dicembre ore 14.30 e 7 gennaio ore 16.30), ispirato liberamente alla Voce umana di Cocteau, elegante commedia degli equivoci in stile Hollywood, che lancia il regista nel firmamento cinematografico internazionale. Nel 1989 il regista con Légami! (29 dicembre ore 16.30) lancia una coppia di attori che faranno strada, Victoria Abril e Antonio Banderas e nel 1991 la sua fama è consolidata da Tacchi a spillo (27 dicembre ore 19.00) un misto tra giallo, melodramma e musical, interpretato ancora da Victoria Abril e da Miguel Bosé nel doppio ruolo di un giudice e di un travestito. Del 1993 è Kika- Un corpo in prestito (26 dicembre ore 19.00), una satira sul cinismo televisivo dai toni grotteschi e del 1995 è Il fiore del mio segreto ((28 dicembre ore 19.00), storia di una scrittrice di romanzetti rosa, affermata professionalmente, ma infelice nella vita privata che accetta di collaborare ad un importante quotidiano con l’incarico di demolire proprio quel tipo di letteratura popolare, di cui lei, sotto falso nome, è un’esponente di primo piano.  Ancora del 1997 è Carne tremula (29 dicembre ore 21.30), un film tra il mélo e il poliziesco, che ci propone uno spaccato della Spagna tra il franchismo e l’avvento della democrazia.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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